Seleziona una pagina

Prima parte qui.

Dopo aver precedentemente analizzato i primi due stili di pittura pompeiana, in questo articolo mi soffermerò sui successivi. Determinati da decorazioni vivaci e forti, i due stili rappresentano la testimonianza di una nuova epoca per i romani, più decisa e prepotente: l’epoca imperiale.

Il terzo stile pompeiano viene definito “Ornamentale”. Si sviluppa sotto l’impero di Augusto e si estende per circa mezzo secolo fino all’età di Claudio, quindi fino al 50 d.C. La decorazione delle pareti è ricca e delicata e si prediligono soggetti naturali. Colonne e archi divengono sottilissimi, si trasformano in strutture che ricordano steli di piante e candelabri.

Il più noto degli esempi pompeiani è senza dubbio la casa dei cubicoli floreali a Pompei.

Casa dei cubicoli floreali a Pompei

Casa dei cubicoli floreali, Pompei.

Nel cubicolo nero, come possiamo osservare, la partizione della parete appare come una rigida “griglia geometrica” e le colonne molto sottili che inquadrano gli alberi quasi non hanno rilievo. Arbusti, piante e il serpente che s’inerpica sull’albero al centro sono quasi sagome ritagliate e sovrapposte a uno sfondo nero che toglie alla rappresentazione ogni carattere naturalistico. L’albero su cui si avvolge il serpente è un fico riconoscibile dai frutti.

Un altro esempio di questo stile lo ritroviamo nella decorazione pittorica del tablino nella casa di M. Lucrezio Frontone a Pompei, databile all’anno del regno di Claudio.

Decorazione pittorica del tablino, Casa di M. L. Frontone- Pompei

Decorazione pittorica del tablino, Casa di M. L. Frontone – Pompei

Qui, nella zona mediana, si imposta una struttura divisa in tre parti, ogni parte costituita da un quadro riposto al centro. Quello centrale, di maggiori dimensioni, presenta una scena mitologica, quelli laterali, invece, richiamano paesaggi con ville. Interessante è il registro superiore della parete costituito da una complessa struttura scenografica tripartita e arricchita da preziose ornamentazioni che sembrano anticipare gli stilemi decorativi del IV stile.

A conclusione di questo meraviglioso viaggio nell’antica Roma cito il quarto, nonchè ultimo, stile, detto “Fantastico”. Questo si sviluppa dal regno di Claudio fino a quello Nerone. Dopo l’onda austera e il rigore morale di Augusto, la società romana si abbandona al lusso e il quarto stile ne è una forte testimonianza. I colori divengono carichi con forti contrasti, le decorazioni si affollano e si sovrappongono. Si passa da una rappresentazione “illusiva” degli stili precedenti, ad una pittura “allusiva” che manda un chiaro messaggio sulla ricchezza del proprietario. Testimonianza è la casa dei Vetti a Pompei.

Casa dei vetti, triclinio nord- Pompei

Casa dei Vetti, triclinio nord – Pompei

Nel triclinio settentrionale di questa dimora, la decorazione parietale è ricca di effetti cromatici. Uno zoccolo a finto marmo occupa la parte inferiore. La parte mediana presenta al centro i pannelli a fondo rosso con i grandi quadri mitologici. Nel registro superiore invece su fondo bianco si alternano  a scenografici prospetti figure di offerenti e divinità. I pinakes raffigurano tre storie di legami amorosi tra dei e uomini con esiti difformi. Sul fondo è, per esempio, rappresentata la punizione di Issione per aver tentato di possedere Era, sostituita da Zeus con una nuvola: da questa unione nasceranno i centauri.

Author: Giulia Morra

Studio Scienze dei beni culturali presso l’Università degli studi di Bari. Amo le danze popolari e i racconti di J.R. R. Tolkien. Sogno di diventare un’archeologa specializzata in cultura funeraria tardoantica

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!