In una calda sera d’estate, in cameretta, lo schermo del computer illuminato.

In una calda sera d’estate, il tempo libero non mancava, i pensieri si facevano vorticosi e i minuti scorrevano.
Era un tiepido inverno quando ho terminato gli studi triennali in Filosofia. E’ stato allora che ho pensato senza sosta ai mesi che sarebbero passati prima di riprendere in mano libri, penne e fogli. A quanto sarebbe stato bello allontanarmi da quel mondo fatto di alienanti routine. E ho capito che la miglior crescita esperienziale l’avrei potuta assaporare viaggiando, esplorando, camminando. Lasciandomi travolgere da ciò che il più delle volte ho semplicemente bramato. Bramavo il cielo in una stanza. Desideravo ardentemente poter tornare a casa stanca, con i chilometri nelle scarpe e nuovi fotogrammi negli occhi. Nello zaino poche magliette da lavare. Magari qualche calamita nuova per il frigorifero.


In quella calda sera d’estate fantasticavo su un nuovo viaggio da organizzare. Più sognavo, più le idee si presentavano bizzarre. Creavo immaginari fantasmagorici. Tornavo indietro nel tempo, a viaggi passati: Londra, Eastbourne, poi Monaco e Augusta. Ancora Barcellona e Nizza. Le vacanze italiane. Di nuovo la Francia, Parigi. In un viaggio, colori , case, cucina, odori, strade, appaiono straordinariamente discordi.
Poi la scorsa estate il primo viaggio in Medio Oriente. La Turchia, Diyarbakır. Un’amica, un messaggio: “Partiamo insieme?! Incontriamoci prima possibile. Ti spiegherò tutto. Non potrai dirmi di no”.

Aveva ragione: tutto si mostrò irresistibile

L’irresistibile è contenuto nelle parole Erasmus+, Youth Exchanges e Training Courses: un mondo articolato e fantastico che rende semplice e reale la mobilità europea. Corsi di formazione su diversi argomenti specifici, volti ad aumentare le competenze di giovani cittadini europei.

I corsi sono di breve durata e l’educazione non-formale, ad opera di trainer esperti e preparati, consta di workshop, lavori di gruppo e laboratori creativi, che non possono far altro che stimolare corpo e mente. Si mettono in discussione e a confronto punti di vista e esperienze individuali, le diverse culture entrano in relazione. L’inglese, da sempre studiato e sicuramente poco masticato, diventa un valido alleato di comunicazione e condivisione. Imparare non è mai stato così facile.

Per poter prendere parte all’iniziativa occorre semplicemente: entrare in contatto con le associazioni sul territorio che si occupano di mobilità giovanile europea, scegliere il progetto che più sembra adatto alla propria persona, seguire le istruzioni per la compilazione dei moduli di candidatura al progetto in qualità di partecipante, e una volta selezionato…preparare la valigia!

Non finisce qui: vitto e alloggio sono garantiti dall’organizzazione che ospita i partecipanti dei Paesi che aderiscono al progetto. Inoltre, è garantito un rimborso per le spese di viaggio, valutato in base alla distanza tra il luogo di partenza e quello di arrivo. Le spese sono minime, quasi irrilevanti. A conclusione, lo YouthPass, che funge da certificazione di avvenuta partecipazione, mette nero su bianco un’esperienza indimenticabile, gratificante ed a tratti persino sconvolgente. I ricordi rimangono vivi: volti, luoghi, emozioni, non si dimenticano.

E’ ricchezza, crescita, opportunità.

In quella sera d’estate, avvertivo il bisogno di poter provare ancora una volta sulla pelle la densità del viaggio. Volevo poter catturare la bellezza, tornare e sentirmi diversa, cambiata.
Ed ecco così una nuova “call”, un progetto sull’utilizzo responsabile dei Social Media. Sette nazioni partecipanti, quaranta persone. Svezia. Un progetto entusiasmante, quanto mai attuale. Ero pronta a inviare la richiesta di partecipazione e in attesa di risposta i giorni passavano. Poi il momento è arrivato.

E’ il 18 Agosto. Un treno fino a Roma, un volo diretto a Copenaghen, un autobus di linea per arrivare a Åhus, una località nel sud est del paese scandinavo. Con me nuovi compagni d’avventura, fradici di vita e aspirazioni, sogni e speranze, come fiumi in piena. Abbiamo goduto del verde dilagante, dell’aria di un’estate non proprio calda: le enormi pianure, le fitte e alte foreste fino ad arrivare al Mar Baltico, le serate interculturali, animate da scintille d’urto tra tradizioni poliedriche e musica ad alto volume sdraiati sul prato durante la pausa caffè. Il significato del viaggio è tutto lì: diviene spaziatura tra gli esseri, confronto e contatto di essenze che lasciano il segno.

La felicità è tangibile, l’essenziale tascabile: perché allora non prepararsi a un nuovo viaggio? Il consiglio è in queste righe: investiamo il nostro tempo alla ricerca dell’amore per l’infinito e del sapore per le piccole cose.

Author: Marila Guglielmi

Con il sogno del circo in un cassetto e una laurea in Filosofia. Adoro l’oroscopo, le fotografie in bianco e nero, i film ‘impegnati’, i libri usati, gli evidenziatori, le agende nuove e le penne bic, gli zaini della Quechua e gli ostelli. Non sono brava in matematica, ma mi piacerebbe capirci qualcosa. Mentre aspetto l’amore, vado ai concerti.

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