In copertina: dettaglio del dipinto di Micheal Vicin. Originale qui

articolo originale qui ¿Te puede casar conmigo?

Dallo scorso Luglio, in Italia, si è dato il via alle celebrazioni delle unioni civili tra persone dello stesso sesso. Dopo un regolare processo il Paese finalmente riconosce questo diritto agli italiani ed italiane, diventando così l’ultima regione dell’Europa occidentale ad approvarle.

Se analizzassimo il numero dei paesi membri dell’Unione Europea con le loro politiche sul tema dell’omosessualità troveremo grandi differenze nei paesi più ad est rispetto al resto di stati membri. Il paese pioniere nel riconoscere le coppie di fatto fu la Danimarca, che l’ha regolamentato nel 1989. In ordine poi la Norvegia (1993), Svezia (1995), Islanda (1996), Spagna (1998), Francia (1999), etc. Tutti luoghi dove attualmente esiste anche il diritto di sposarsi senza nessuna discriminazione. Dall’altro lato ci sono paesi che non si pongono ancora la possibilità. È il caso di: Bulgaria, Slovacchia, Lettonia, Lituania, Polonia, e Romanía.

La Carta di Diritti Fondamentali dell’Unione Europea riconosce il diritto per uno stato membro nel regolamentare il matrimonio nel suo territorio. Per questo motivo quindi ogni paese legifera secondo la propria ideologia. Resta impareggiabile la politica egualitaria belga, dove l’omosessualità smise di essere reato nel 1792, a quella rumena, che l’ha penalizzata fino al 1996.

Ovviamente il pensiero di una società differisce per il processo storico che un paese subisce. Pare che nell’Europa globalizzata si cominci ad avere un pensiero comune nel comprendere l’omosessualità, anche se non si è effettivamente avanti.

La nostra concezione del mondo è condizionata da ciò che vediamo. Come esseri umani impariamo imitando ciò che la società propone. La riprova è il tentativo che facciamo per sentirci inclusi per non rimanere isolati. Ogni azione, anelito, ambizione, speranza di felicità si lega in particolar maniera alla società in cui viviamo. A sua volta essa subisce processi e costanti cambiamenti che condizionano l’idea di “normalità”.

Per esempio, il concetto del matrimonio diverso in ogni contesto temporale ed in ogni cultura. Durante i secoli le “unioni” tra persone erano concesse per questioni molto diverse. Nella cultura greco-latina gli uomini e le donne si univano con lo scopo di assicurare l’eredità alla discendenza legittima. L‘adulterio era usuale  e socialmente accettato come anche i rapporti omosessuali.

Il matrimonio, vincolo di interessi socio economici e politici, salvaguardava degli interessi dei coniugi e delle rispettive famiglie e assicurando una serena sopravvivenza. Con l’avvento delle successive religioni si predicò la castità e la fedeltà matrimoniale. La condanna degli atti impuri, la predicazione dell’onestà e servitù al Dio “X” furono utili ai governanti delle precedenti epoche che con una popolazione meno adultera riducevano il rischio di propagazione di malattie. Dalla loro anche la sottomissione femminile che contribuiva all’idea che: i neonati avevano più probabilità di sopravvivere se in casa una donna li proteggeva e un uomo garantiva economicamente. Grande vantaggio per un governo, che, con una popolazione sana disponeva di buona manodopera e un forte mano in guerra.

Oggi passati a migliori e diverse prospettive di vita il matrimonio ha assunto un significato diverso. L’auge Disney e tutta l’industria cinematografica hanno condizionato le relazioni coniugali secondo il concetto dell’“amore romantico”. Tipico è nella maggior parte dei film la storia di un Lui conosce una Lei; insieme risolvono le difficoltà per stare insieme; infine si sposano, titoli di coda e fine. Tu nel frattempo giri per casa ansimando per l’ennesima proposta uguale. Ad un certo punto desidereresti essere felice come il protagonista, provare a sentire quelle farfalle nello stomaco e magari trovare qualcuno a cui non indipendentemente da chi sia… La TV afferma così: che l’amore comprende soltanto l’amore e che quanto più è complicato tanto più bello sarà finire nell’altare. Il cinema non è da meno con i suoi esempi come:

  1. Il ragazzo di basso rango che s’innamora della ragazza di prima classe e infine si sacrifica per salvarle la vita dopo lo sprofondamento della nave su cui viaggiavano;
  2. Il principe innamorato della plebea sconosciuta ad un ballo e riesce a sposarsi grazie al ritrovamento della scarpetta di cristallo che coincide esattamente al suo piede;
  3. L’uomo d’affari che fa si che una prostituta smetta di esercitare la sua professione per poterla sposare.

Abituati ormai a vedere sul grande schermo amori impossibili da concepire ci pare ingiusto se non si fa trionfare il classico amore che ci emoziona. Ci convince dell’ingiustizia di quella società che si muove solo per interesse. Difficile comprendere perché nessuno si opponga dicendo “basta è ingiusto.” Chiaramente alcuni di quei film si basano su contesti storici che consideravano contro natura una coppia omosessuale.

Magari qualche giorno potremo vedere storie reali del tempo dove due donne o due uomini si amano al di fuori di ogni contesto simile a questi. Qualcosa di più sincero e reale non necessariamente coniugale. Forse quel giorno gli stessi spettatori si arrovelleranno pensando che sia un’ingiustizia non concedergli il diritto di vivere felici e mangiarsi le mani.

I punti di vista e le opinioni espressi in questa pubblicazione sono di esclusiva responsabilità degli autori e non riflettono necessariamente il punto di vista di Cronache dei Figli Cambiati

Author: Roberto Del Latte

Sono un blogger e laureando in lettere moderne a Bari. Sono appassionato di politica estera e collaboro con diverse riviste del settore, tra cui theZeppelin e il Caffè Geopolitico, dove tratto le politiche energetiche, la politica degli stati post-sovietici e la geopolitica delle religioni.

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