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A due giorni dal ritrovamento di quel biglietto, Aaron Mithcell tornò al Westside Coffee per incontrare Dustin Sharedown e fare il punto della situazione. Ormai tutto aveva assunto una piega diversa nelle loro vite, dato che avevano praticamente trovato un nuovo ‘lavoro’. Sharedown mi raccontò che la questione era divenuta per lui davvero di un elevato interesse. La pettegola investiva ormai giorno e notte in un quella sfrenata ma complessa ricerca, trascorrendo il buio nella propria dimora o in quella di Aaron, ed il giorno a bere e riflettere al Westside, che ormai divenne teatro indiscusso del susseguirsi degli scenari investigativi.

Il secondo incontro fu di fatto uno dei più importanti in vista dell’organizzazione finalizzata alla ricerca di Cecily Burns, poiché bisognava ragionare su un materiale al momento scarno e letteralmente contraddittorio. Fiumi di domande contornavano la mente di Aaron Mithcell: perché coinvolgere proprio Dustin Sharedown? Perché ritrovarsi nuovamente in una storia che ormai aveva considerato al capolinea? Furono di fatto domande che non esitai a pormi altrettanto, dato che la conseguenza del mio rifiuto inquisitorio muoveva dalla mia decisione di non incontrare Sharedown quasi due anni prima. Fu proprio Sharedown infatti a riferirmi di avere notizie interessanti dopo cinque anni di buio in ricerche di fatto mai avviate dalle autorità competenti. Decisi di mollare senza mai comprenderne la reale ragione.

Fu forse la solitudine la motivazione principale della mia resa? E’ un qualcosa a cui ancora oggi non riesco a dar risposta. Tuttavia ero nuovamente in campo, con uno scopo specifico. Aiutare nell’ombra, da spettatore interessato per poter ottenere il mio piccolo tornaconto: riscrivere questa storia e portarla alla ribalta dopo un assordante silenzio ed una morte presunta ancora tutta da accertare.

  • Che cosa abbiamo in mano?
  • Oh, vediamo. Abbiamo circa dieci-venti telefonate al giorno a testa e misteriosi bigliettini puntualmente ritrovati quando non siamo a casa. Forse dovremmo cominciare a controllare lì, piuttosto che temporeggiare qui a Westside.
  • Non mi pare una buona idea. Insomma questo tizio non mi sembra proprio a posto. Dobbiamo muoverci con cautela e riferire tutto alla polizia.
  • Starai forse scherzando Sharedown? La polizia ha archiviato il caso dopo quel fottuto incidente. E la mia mente continua a non ricordare
  • Chiamami Dustin, tanto per iniziare. Sono qui per darti una mano

 

Ed allora “Dustin” assecondò immediatamente le posizioni iniziali di Aaron. Fu un binomio particolarmente inedito ma che portò immediatamente a macinare preziose informazioni ed inattesi ritrovamenti. Certo, era anche il gioco di C.A a permetterlo, in attesa di capire quali sarebbero state le future mosse del “nemico”.

  • Hai pensato a cosa diavolo potrebbe alludere?
  • Di cosa parli?
  • Di quelle iniziali con le quali il bastardo si firma.
  • La prima cosa a cui ho pensato mi ha davvero fatto incazzare.
  • E perché?
  • “C.A.”
  • Cecily Aaron?
  • Vedo che navighiamo sulle stesse onde
  • E se invece fosse il suo nome?
  • Fin quando non si svela non sapremo. Troveremo un modo Aaron
  • Sì ma niente polizia per adesso.

 

Effettivamente, non molto era nelle mani dei due improvvisati investigatori. E’ quanto venni a sapere dallo stesso Sharedown, che aveva sin da subito visto di buon occhio la mia offerta economica, restando tuttavia cauto sulla mia affidabilità. Non intendeva commettere passi falsi, oltre a riferirmi delle sue non poche debolezze. «Se non lo hai capito ho una paura fottuta di questa storia» – era la frase che tendeva ad abbozzare durante i nostri incontri. Ma io fui spesso altrettanto irremovibile, invitandolo a non essere spaventato e a proseguire nelle difficili ricerche. Certo, ero dell’idea che prima o poi la polizia doveva essere pur coinvolta, in qualche modo. I mezzi investigativi del ventiduesimo secolo sanno essere amici dell’uomo. Una positiva rarità, in questo ‘mondo deludente’: ma questo penso di averlo già raccontato e sostenuto a più riprese.

 

Ciò che invece non avevo capito è che dittatura e sangue sono ormai combinazioni pregresse e superate, che raramente interessano al nuovo lettore. La gente ne ha davvero abbastanza di politica e guerre. Non che questo sia un alibi, ma dovevo rilanciarmi come scrittore. Fu allora che capii della necessaria inversione di rotta: abbandonare “dittatura e sangue”. Questo mondo è spaventato e non sa neanche dove mettere i piedi. Paura era la parola d’ordine. Un qualcosa che riusciva a mandare fuori di testa la gente, anche nelle letture. E la paura di Sharedown per quelle misteriose vicende regalarono alla mia ispirazione una rinnovata capacità di interpretazione rispetto a ciò che mi circondava.

 

  • Che novità abbiamo?
  • Prima le 50 sterline
  • Te le ho già date due giorni fa.
  • Giusto
  • Sicuro di star bene?
  • Non ha importanza adesso
  • Allora parlami delle tue ricerche su Cecily Burns
  • Prima o poi dovrò dirlo ad Aaron
  • Questo non mi riguarda, avevamo un patto noi
  • Bé allora tieniti forte amico. Il nostro amico misterioso ha parlato. Si è firmato con il suo nome, forse.
  • Sarebbe a dire?
  • Dice di chiamarsi Charlton Amlie

 

Author: Cosimo Cataleta

Laureando in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi in Milano con tesi sul rapporto tra Parlamento e Magistratura. Attualmente si occupa di raccolta fondi e campagne di sensibilizzazioni per alcune Ong.

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