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A Cupcake Town ci si accingeva a rialzare il capo dopo averlo tenuto costantemente abbassato dinanzi ad ombre ed inquietudini dittatoriali. Il popolo cominciò pian piano a ritrovarsi e a rielaborare quel difficile passato che ben presto si sarebbe fatto storia per il tramite di libri di scuola accompagnati da giovani vite e banchi cancellati da economiche gomme di plastica. Per Aaron Mithcell veniva il tempo di incontrare la pettegola della città, quel Dustin Sharedown che era stato in grado di restituire le prime vere e proprie speranze di ritrovamento di Cecily Burns, a sei anni e mezzo o poco più dal misterioso incidente sulla tratta Madrid-Santiago.

Il risveglio di quel fatidico giorno fu accompagnato da strani sogni e note inquietudini. Aaron continuava a sognare la Galizia, l’amore per i propri idoli, quello per l’indimenticata Cecily. Svegliarsi alle 9 era divenuto un mantra. Come in un film ad andatura lenta, dai contorni indefiniti ma con una unica certezza: la ferma immagine di quella sveglia color bianco e nero. Vi fu solo tempo per un caffè ed una doccia, prima di incontrare Sharedown. Era giunto il momento di cominciare.

Si incontrarono presso il Westside Coffee, nel centro di Cupcake. Dovevano essere le undici e tre quarti quando ciò avvenne, stando quanto meno al racconto che lo stesso Sharedown mi aveva rivolto. Le macabre ed alquanto impercettibili scoperte di Sharedown giunsero fino a me, nonostante me ne stessi a crogiolare nel tentativo di non finire nelle oscure stanze del successo come invece venne a capitare allo storico ex ghostwriter. Me ne stavo spesso al PC nel tentativo di interpretare il mondo: è il ventiduesimo secolo dopotutto, ed è questo che ci hanno insegnato.

Certo, restano le responsabilità dei nostri governanti, della dittatura vai e vieni e di nazioni che continuano a giocare sulla pelle dei cittadini nel tentativo di dimostrare chi possiede più muscoli, armi, bombe e missili di ultima generazione. Ma anche la classe intellettuale si è arenata, dispersa nel costante atteggiamento di rispecchiarsi con estremo compiacimento ed altrettanto menefreghismo per gli eventi altrui. E’ un qualcosa a cui non ho mai dato peso, prima dell’incontro con Sharedown.

Abbandonare le ricerche sul mistero di Cecily Burns aveva stranamente rasserenato i miei bollori da scrittore d’inchiesta. E devo dire che il successo non mi interessava. Le cose sono peggiorate dopo aver letto ‘Last night I Dreamt That Somebody Love Me’. Il problema non era la qualità della storia o della scrittura di Aaron, in realtà. Mi colpì purtroppo l’estrema freddezza con la quale Cecily Burns veniva tristemente raffigurata. E da allora continuo a chiedermi se quel libro fosse davvero stato scritto da Mithcell o dalle esigenze della casa editrice, la Edinbrook, una vera e propria macchina da cucire sprigionante fango e soldi.

Mi ripromisi di presentarmi su due piedi dinanzi ad Aaron per raccontare tutta la storia. Avrebbe magari avuto bisogno del mio aiuto, oltre alla presenza di Sharedown. E magari avremmo potuto scambiare due chiacchiere in tranquillità a disquisire del suo libro senz’anima, come adoravo definirlo con i colleghi dopo averne concluso la prima lettura. In un primo momento esitai, ed attesi costanti informazioni da Sharedown, che ebbe l’accortezza (si fa per dire) di informarmi non appena avesse riferito delle nuove allo stesso Aaron. In cambio di 50 sterline ad incontro fui in grado di sprigionare tutta la pettegola che era in quell’uomo. Dio se almeno una volta il popolo avesse ragione nell’indicato specifico caso.

Non si trattò di un incontro drammatico, come invece immaginai dopo le clamorose urla del primo incontro tra i due. Aaron Mithcell giunse al Westside con estrema calma e cautela, tardando peraltro di circa quaranta minuti. Fu un qualcosa che mi lasciò estremamente colpito, considerata l’importanza della questione

.

  • You’re late, Mithcell
  • Shut up and tell the truth

 

Ma al contrario di quanto potesse sembrare, i toni si fecero più morbidi e riflessivi. Sharedown sapeva davvero qualcosa, ma stranamente non chiese nulla in cambio. Quanto meno dal punto di vista economico. Vi erano infatti tensioni di ben più elevata importanza.

 

  • Io non so in che cazzo di guaio mi hai cacciato Mithcell
  • Che vuoi dire?
  • Mi stanno seguendo.
  • Perché?
  • Cecily Burns.
  • Cecily è morta
  • Ne sei sicuro?
  • E’ stata dichiarata morta
  • Ah certo, ora ti fidi di Mellby
  • Allora fammi cambiare idea.

 

Fu così che Sharedown cominciò a riferire le proprie conoscenze sulla vicenda. Intento a presenziare in uno dei suoi classici tour da bar, un uomo fece per avvicinarsi ad egli, lasciando un biglietto ed un pennarello nero.

 

  • I want to tell you a story. Meet me on Leighton Road at 10 p.m

 

E proseguì con il resto della storia. Raccontò di quel mancato incontro, delle successive telefonate anonime irriconoscibili per la voce camuffata e delle lettere di intimidazione ricevute. Tutto o quasi restava racchiuso in un labirinto claustrofobico che aveva cominciato ad intimorire e non poco la pettegola di Cupcake. Senza tuttavia riscuotere successo nella scoperta del destinatario del fatidico biglietto consegnato in quel bar.

 

  • Tutto questo è assurdo.
  • Non dirlo a me, Mithcell
  • Ma ci sarà un modo per trovare quest’uomo
  • Allora scopriamolo assieme

 

Aaron e Sharedown si congedarono non prima di essersi dati a qualche bicchiere e fissare il loro nuovo incontro. Fu l’inizio di una inedita collaborazione investigativa che mai l’andamento di questa storia avrebbe potuto immaginare. Ed invece fu proprio ciò che accade. Aaron rientrò verso la propria dimora passeggiando con assoluta attenzione. Era come se tutto avesse preso nuovamente forma. Come il risveglio di una profumata alba di primavera, quando il mondo è pieno di belle promesse. L’arrivo alla propria porta fu il preludio all’inizio di eventi che avrebbero per sempre toccato la mia futura esistenza e l’atteggiamento nei confronti dell’essere umano. Aaron ritrovò un altro biglietto, che a primo impatto sembrò essere immediatamente riconducibile al destinatario del biglietto misteriosamente finito tra le mani di Sharedown.

 

Cecily Burns. I know where she is.

C.A

Author: Cosimo Cataleta

Laureando in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi in Milano con tesi sul rapporto tra Parlamento e Magistratura. Attualmente si occupa di raccolta fondi e campagne di sensibilizzazioni per alcune Ong.

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