Seleziona una pagina
I benefici della lettura nelle relazioni interpersonali

Dì la verità: sei un lettore incallito e i tuoi amici ti prendono in giro perché passeresti ore a leggere in completa solitudine. Ormai la tua libreria è così piena che i nuovi libri riesci a posizionarli solo sotto il letto. Non riesci a chiudere gli occhi la sera prima di aver letto almeno qualche pagina del romanzo sul comodino. E se hai una borsa ne metti un libro dentro ogni volta che esci di casa. Insomma, sei un lettore da almeno 15 libri l’anno (con buona gioia delle case editrici).

Bene, ho buone notizie per te. Oltre a tutti gli effetti benefici che la lettura comporta – e di cui, sicuramente, sarai al corrente – il gruppo di ricerca formato da M. Dijkic, K. Oatley e M.C. Moldoveanu1 ne aggiunge uno, scoperto recentemente: leggere migliora l’empatia.

Con empatia si intende la capacità di un individuo di immedesimarsi con gli stati d’animo e con i pensieri delle altre persone. Ciò è possibile grazie alla comprensione dei segnali emozionali, quindi dell’assunzione della loro prospettiva soggettiva e della condivisione dei loro sentimenti2. A livello neurobiologico, questo avviene grazie alla presenza di una particolare classe di neuroni, chiamati neuroni specchio: nel momento in cui partecipiamo, in qualità di testimoni, ad azioni, sensazioni ed emozioni di altri individui, nel nostro cervello si attivano le stesse aree cerebrali coinvolte nello svolgimento in prima persona delle stesse azioni o nella percezione delle stesse sensazioni ed emozioni3.

L’esperimento

L’obiettivo dell’indagine condotta dagli autori succitati è verificare gli effetti della lettura di testi di narrativa sull’empatia. In particolare, gli outcome utilizzati per la misurazione del fenomeno sono stati l’Empatia Affettiva e l’Empatia Cognitiva (Davis, 1983). Ma non solo. Oltre a tante altre dimensioni psicologiche misurate, i ricercatori hanno cercato di osservare quanto la personalità del lettore influenzi i risultati.

I partecipanti sono stati assegnati in maniera del tutto casuale a due gruppi: il primo veniva invitato alla lettura di un saggio, mentre il secondo ad un racconto di narrativa. Successivamente dovevano compilare dei questionari sulla base della lettura effettuata.

Inoltre, sono stati sottoposti al test “Mind of the Eyes“: sono state mostrate loro 36 fotografie di occhi dove, per ogni fotografia, bisognava scegliere, tra quattro termini, quello che meglio si adattava a ciò che la persona fotografata stesse pensando o provando.

I risultati

I risultati ottenuti sono sorprendenti. In primo luogo, emerge come non ci sia una differenza tra lo stile narrativo e il saggio. Leggere, indipendentemente dalla tipologia di racconto, migliora l’empatia. Viene, però, sottolineato come molti dei testi di saggistica letti quotidianamente non fanno riferimento a generi letterari – giornali, libri di testo, rapporti: questi testi non invitano il lettore a interpretazioni creative. Pertanto, non vengono considerati come testi in grado di migliorare la capacità empatica.

Rispetto al test “Mind of the Eyes”, è emerso come i lettori di narrativa o romanzi totalizzano punti significativamente migliori nell’interpretazione degli stati dell’altro.  Si suppone che ciò avvenga in quanto la narrativa richiede al lettore lo sforzo di comprendere la vita emotiva di molteplici tipologie di personaggi, oltre che di molteplici tipologie di situazione.

… concludendo…

Molte persone, fanno notare gli autori, considerano la lettura di romanzi solo un’attività di svago. Le etichette che possiamo, però, attribuire ai racconti fantastici non possono negare il loro contributo nello sviluppo cognitivo. Infatti, il mondo della letteratura può essere considerato uno dei mezzi più benigni nel miglioramento delle proprie capacità sociali.

Questo, ovviamente, non vuol dire che l’unico modo di comprendere gli altri è avvicinarsi alla lettura delle avventure di un personaggio di fantasia. Ma, come dice Oatley stesso “quando stai leggendo o guardando un dramma, stai prendendo in un pezzo di consapevolezza che fai tuo. Mi sembra un’idea interessante”.

Se sei un lettore assiduo, probabilmente hai già avuto modo di verificare e provare su te stesso i risultati di questa ricerca e… Se non sei un appassionato lettore e stavi aspettando quell’input in più per iniziare a leggere un qualsiasi libro, oggi ce l’hai. Quando i tuoi amici si sentiranno capiti da te, più che da altri, saprai perché!!!


1 Se vuoi leggere l’articolo completo in lingua originale clicca qui.

2 Bonino S. (1994). Dizionario di psicologia dello sviluppo , Einaudi, Torino

3 Gallese V.: “Embodied simulation: from neurons to phenomenal experience”. Phenomenology and the cognitive Sciences, 4, 23-48, 2005.

Author: Dott.ssa Francesca Caporale

Di formazione primariamente classica, mi presento oggi come Dott.ssa in Psicologia Clinica.
Attualmente tirocinante Psicologa in ambito oncologico, coltivo da sempre la mia passione per i libri.
Mi definiscono anacronistica, ed è così che mi piace essere.

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!