America First.. e l’Italia?

America First.. e l’Italia?

Da oggi, 18 ottobre, diventano pienamente operativi i nuovi dazi americani che colpiscono l’import europeo per un valore di 7,5 miliardi di dollari annui. Una manovra che si inserisce nella disputa Airbus-Boeing che, dal 2004, vede contrapposti USA ed UE a causa dell’illegittima corresponsione dei sussidi pubblici al colosso americano Boeing e all’europea Airbus. Contromisure che potrebbero condurre ad una nuova guerra commerciale tra le due sponde dell’Atlantico, incidendo anche sull’export italiano.   

La black list di prodotti-bersaglio del Dipartimento del Commercio statunitense (USTR) non si limita difatti a colpire i soli Stati Membri parte del consorzio europeo aeronautico Airbus (Francia, Germania, Regno Unito e Spagna), ma – tra gli altri – anche il Bel Paese.

Il Made in Italy agroalimentare è colpito con tariffe addizionali del 25% a fronte di un danno pari a mezzo miliardo di euro (stima Coldiretti).
Tuttavia, da Oltreoceano non escludono la possibile futura estensione della manovra ad altri prodotti men che meno l’aumento dei dazi. La Federalimentare ha stimato un possibile danno tra i 650 mln (per tariffe al 30%) e gli oltre 2 mld (in caso di dazi al 100%).

All’indomani della decisione dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), il timore di una guerra commerciale si è tradotto in una ricaduta dei mercati, facendo registrare a Piazza Affari un Ftse Mib al ribasso del 2,87%.

Pur circoscrivendosi la manovra ad una categoria di prodotti piuttosto ristretta (lo 0,8% dell’export totale verso gli USA), ad essere maggiormente colpito è il settore lattiero caseario, con in testa: Parmigiano Reggiano, Grana Padano, provolone e pecorino. Colpiti anche superalcolici, bevande, insaccati, frutta e agrumi. Al momento, rimangono esclusi: conserve di pomodoro, olio d’oliva, pasta e vino.

Infografica export Italia

Se, in una prospettiva più ampia, guardiamo ai nostri competitor francesi e spagnoli direttamente colpiti da dazi addizionali su vino e olio d’oliva, l’export nostrano ne potrebbe uscire favorito. Nel 2018, l’export di questi prodotti ha registrato introiti, rispettivamente, per 1.500 mln e 436 mln di euro. Beh, nulla di personale, cari vicini.. ma sapete come si dice: mors tua, vita mea!

Quali prospettive?

L’export è la vocazione e il motore dell’Italia.

Beniamino Quinteri, Presidente SACE SIMEST

L’export si è dimostrato fattore trainante dell’economia italiana, a conferma dell’eccellenza dell’offerta del made in Italy. L’Italia deve prendere coscienza delle potenzialità del proprio sistema industriale e affrancarsi dai mercati tradizionali per collocarsi più incisivamente su quelli emergenti: dal continente asiatico (non solo la Cina) all’America Latina, passando per l’Africa subsahariana.

Nonostante le tensioni internazionali (sanzioni russe, rischio di una Hard Brexit, trade war USA-Cina e USA-UE), l’agrifood – insieme ai settori farmaceutico e della moda – ha avuto negli ultimi anni un peso non indifferente nell’export complessivo, per il quale si stima nel 2022 una crescita superiore ai 540 mld di euro.

Le imprese italiane dovrebbero diversificare la propria offerta, specie nel settore tecnologico. Il rafforzamento della competitività deve tuttavia passare attraverso programmi di innovazione e di potenziamento delle infrastrutture, nonché mirate politiche di sostegno, nazionali e sovranazionali, con un occhio di riguardo alle imprese del Mezzogiorno e alle PMI.
L’Unione Europea si sta già muovendo stipulando accordi commerciali di libero scambio (si pensi al CETA e all’EPA col Giappone).

O Canada, we stand on guard for thee!
L’export italiano verso il Canada è in crescita. Dopo la straordinaria performance del 2017 (+6,3% con un introito complessivo di 3,9 mld), l’anno 2018 ha registrato un +4,8% permettendo di superare i 4 mld di euro.

CETA, accordo Canada-UE
26 gennaio 2016. Lussemburgo, Camera dei Deputati: Pierre-Marc Johnson, negoziatore canadese per il CETA. Photo Credits: Chambre des Députés/Flickr (CC BY-ND 2.0).

Nuovi mercati da coltivare

Africa subsahariana

L’economia di questa parte del continente africano è in crescita. Lo sviluppo futuro dipenderà dal processo di industrializzazione e, non indifferentemente, dall’African Continental Free Trade Area, un accordo commerciale tra i Paesi dell’Unione Africana diretto all’abbattimento graduale delle barriere tariffarie e non.

Ponderando tutti i rischi connessi, pur con la consapevolezza che in certi casi la percezione del rischio è maggiore rispetto a quello reale, le imprese italiane dovrebbero puntare su tre settori chiave: infrastrutture e costruzioni, macchinari agricoli e per la trasformazione alimentare e digitale business to consumer.

Brasile

In ripresa dopo la recessione del 2015-2016, il Brasile è la prima economia dell’America Latina. Le migliori opportunità sono offerte dai settori delle infrastrutture, delle energie rinnovabili e dell’agribusiness.

Emirati Arabi Uniti

È l’ottavo Paese al mondo col più alto Pil pro capite medio annuo. Infrastrutture, turismo, energie rinnovabili e servizi finanziari sono i nuovi settori su cui gli Emirati Arabi Uniti stanno puntando per affrancarsi dalla dipendenza dal settore petrolifero.

India

Pur con importanti criticità (deficit fiscale, debito pubblico e basso reddito pro capite), l’India è tra i Paesi del G20 col più alto tasso di crescita. Un risultato favorito da un tessuto produttivo dinamico, da una classe media dotata di un notevole potere di acquisto e una politica governativa improntata alla facilitazione delle attività d’impresa.

L’Italia dovrebbe tuttavia ampliare la propria quota di mercato (che attualmente si attesta sull’1%) puntando specialmente su infrastrutture, farmaceutica e agroalimentare (con una percentuale dell’11%, il Bel Paese è il terzo fornitore di vino).

Barolo, vino rosso italiano tra i più amati e conosciuti al mondo.
Il Barolo è tra i vini rossi italiani più apprezzati e conosciuti al mondo. Credits Photo: Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0).

Export, l’agroalimentare spinge la crescita, ANSA, 30 maggio 2019.
Belladonna A. & Gili A., Arrivano i dazi americani: ecco gli effetti per l’Italia, ISPI, 03 ottobre 2019.
Cappellini M., A rischio 2 miliardi di export agroalimentare italiano, Il Sole 24 ore, 03 ottobre 2019.
Dazi Usa, colpito 1/2 miliardo di export alimentare, Coldiretti, 03 ottobre 2019.
I dazi affossano il record del Made in Italy in Usa (+8,3%), Coldiretti, 04 ottobre 2019.
Rapporto Export 2019 di Sace, Giansanti (Confagricoltura): “Agrifood traina l’esportazione made in Italy”, Confagricoltura, 31 maggio 2019.
D’Argenio A., 7,5 miliardi – Il Wto dice sì ai dazi Usa contro i prodotti europei per lo scontro Boeing-Airbus, La Repubblica, 03 ottobre 2019.
Di Donfrancesco G., Dalla Wto sì a dazi Usa su merci Ue per 7,5 miliardi, Il Sole 24 ore, 03 ottobre 2019.
AgrOsserva. La congiuntura agroalimentare. II trimestre 2019, ISMEA, settembre 2019.
Dazi, danni fino a 2 miliardi. Federalimentare: ”Con gli USA si trovi un compromesso o via ai controdazi”, Federalimentare, 02 ottobre 2019.
Lops V., Venti di recessione in Europa e Usa. Borse in picchiata, Il Sole 24 Ore, 03 ottobre 2019.
U.S. wins $7.5 billion award in Airbus subsidies case, Office of the United States Trade Representative, 02 ottobre 2019.
Ufficio Studi, Export Karma. Il futuro delle imprese italiane passa ancora per i mercati esteri, SACE SIMEST, 30 maggio 2019.

Perché Roma è al centro del Russia Gate

Perché Roma è al centro del Russia Gate

Negli ultimi 20 anni, migliaia di studenti italiani si sono iscritti al Link Campus di Roma, l’università privata vicino al Vaticano, per studiare corsi diversi come cinematografia e luxury fashion management.

Nei giorni scorsi però il palazzo che ospita quest’oscura università italiana e la stessa capitale Roma sono finite nell’orbita di una complessa rete di accuse di spionaggio internazionale, intrighi e cospirazioni.

L’indagine di impeachment statunitense sul presidente Donald Trump e le accuse sulle interferenze russe nelle elezioni USA del 2016 hanno riportato i riflettori sulla figura di Joseph Mifsud, il professore maltese scomparso ed ex membro dello staff della Link University.

Joseph Mifsud, sarebbe stato lui ad avvicinare Papadopulos, consigliere dello staff di Trump, offrendogli “migliaia” di email rubate dai russi a Hillary Clinton

Con la visita del segretario di Stato americano Mike Pompeo negli ultimi giorni e una del procuratore generale degli Stati Uniti il ​​mese scorso in cerca di risposte su Mifsud, il ruolo cardine di Roma sia per l’intelligence che per la Link Campus University è oggetto di attenzione.

La Link, istituita nel 1999 come avamposto romano dell’Università di Malta, negli anni ha stretti legami con il mondo dello spionaggio italiano, grazie al suo preside, l’ex ministro degli Esteri italiano Vincenzo Scotti, e un facoltoso percorso di studi in un master in intelligence che ha attirato oratori dei servizi segreti di tutto il mondo.

Ha stretto legami con i membri chiave del partito al governo Movimento Cinque Stelle. L’ex segretaria alla Difesa Elisabetta Trenta ha tenuto una lezione per alcuni corsi di studio.

“So per esperienza che hanno un buon rapporto di lavoro con le agenzie di intelligence italiane”, ha affermato Stephen Marin, ex agente della CIA e direttore del programma di analisi dell’intelligence presso la James Madison University, che ha tenuto conferenze al Link Campus. Circa 2.500 studenti frequentano l’università ogni anno. “Il programma del master è stato istituito nell’ambito di uno sforzo per sviluppare le conoscenze al servizio delle infrastrutture di difesa e di intelligence italiane. La mia impressione è stata che gli studenti siano un mix di persone, alcune senza una conoscenza preliminare dell’area mentre altri sono professionisti che già lavorano”.

Non è molto chiaro come si sia inserito qui l’onorevole Mifsud. È scomparso dal 2017 dopo essere stato accusato di essere l’informatore di George Papadopoulos, consigliere della campagna elettorale di Trump, riguardo la violazione delle e-mail dal server della candidata democratica Hillary Clinton da parte della Russia aveva violato.

Alcuni alleati di Trump hanno a loro volta accusato, senza prove, Mifsud di essere una spia col compito di compromettere la campagna elettorale del presidente. Sostengono altri che sia stato coinvolto in una campagna per infangare Trump per aver cospirato con la Russia direttamente dal “deep state”, lo stato profondo: cioè l’insieme di quegli organismi, legali o meno, che a causa dei loro poteri economici o militari o strategici condizionano l’agenda degli obiettivi pubblici dietro e a prescindere delle strategie politiche di un presidente.

Papadopoulos ha messo in giro un’altra una teoria infondata secondo cui il maltese Mifsud era un agente dell’intelligence occidentale probabilmente della FBI o CIA che i funzionari del “deep state” hanno inviato come trappola di controspionaggio per la campagna di Trump.

James B. Comey, l’ex direttore della FBI ha definito Mifsud un agente russo. Mifsud ha mantenuto i contatti con i soci russi, nonostante la sua smentita, tra cui un ex dipendente dell’Agenzia di ricerca Internet, che ha utilizzato post sui social media per seminare odio nel 2016 come parte del sabotaggio elettorale della Russia.

Il signor Mifsud ha dichiarato a un giornale italiano nel 2017 di non essere un agente segreto. “Non ho mai avuto soldi dai russi”, ha detto. “La mia coscienza è chiara.” William Barr, procuratore generale degli Stati Uniti, ha rivelato la scorsa settimana di aver fatto due visite quest’anno nella capitale italiana.

I giornali hanno riferito che William Barr ha avuto un’incontro con Gennaro Vecchione, direttore generale del dipartimento dell’Intelligence italiana e capo dell’Intelligence all’estero, in funzione dell’indagine sulle origini del caso russo.

Nel corso di una riunione di settembre, sempre Barr è stato accompagnato in Italia dall’avvocato americano John Durham, che sta conducendo le indagini di controspionaggio su una possibile attività di intelligence straniera diretta contro Trump. Il loro obiettivo era Mifsud. Il governo italiano non ha ancora commentato questa visita di Barr in Italia.

Scotti, presidente di Link, ha evitato commenti su Mifsud tramite un portavoce. La Link Campus ha dichiarato che Mifsud non era un docente dell’università e aveva insegnato lì solo nel 2015 e nel 2016. L’università ha anche respinto le accuse di Papadopoulos secondo cui Link aveva cercato di incastrarlo attirandolo nell’università.

Ma perché sono uscite queste teorie sono improbabili? Mifsud non ha lavorato ne per FBI né per CIA, secondo gli ex funzionari americani. Se fosse stato un informatore, i pubblici ministeri avrebbero potuto facilmente trovarlo e interrogarlo. Se avesse lavorato per la CIA, l’agenzia avrebbe avuto l’obbligo di informare la FBI mentre indagava su Papadopoulos.

Credere che un altro governo occidentale abbia impiegato segretamente il Mifsud come parte di un complotto contro Trump è come credere che un’elaborata cospirazione abbia completamente eluso l’ufficio del consulente speciale nella sua indagine esaustiva, che includeva più di 2.800 citazioni in giudizio, quasi 500 mandati di ricerca richieste ai governi stranieri di prove e interviste di circa 500 testimoni.

Hong Kong disturberà il grande giorno della Cina?

Hong Kong disturberà il grande giorno della Cina?

Le strade sono monitorate, i soldati hanno fatto le prove e i droni invisibili sono pronti all’azione. Pechino è pronta a celebrare il 1° ottobre il 70° anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese. La guerra commerciale sospenderà le ostilità, con gli Stati Uniti che hanno rimandato i nuovi dazi.

Da parte di Hong Kong non ci saranno degli auguri di buon compleanno, infatti le proteste che l’hanno scossa per oltre tre mesi non sono ancora finite. Anzi, questi disordini potrebbero raggiungere la svolta durante la Giornata Nazionale. Il Partito Comunista al potere in Cina assicura tutti che nulla rovinerà la sua grande parata.

Le manifestazioni ad Hong Kong per il controverso disegno di legge hanno provocato una ribellione contro “i padroni politici della città” a Pechino. Il disegno di legge, che avrebbe consentito l’estradizione nella Cina continentale, è stato ritirato all’inizio di settembre, ma i manifestanti hanno poi insistito su altre quattro richieste, inclusa quella per la piena democrazia nelle elezioni.

Le proteste nel fine settimana sono ora una violenta routine, con manifestanti vestiti di nero che lanciano mattoni e molotov, danneggiando stazioni ferroviarie e dando fuoco alle strade. In risposta, la polizia ha iniziato a fare più arresti e il 23 settembre ha minacciato di sparare con munizioni vere.

Si dice che Pechino abbia dato alle autorità di Hong Kong tempo fino al 1° ottobre per reprimere le proteste pro-democrazia, ma nessuno sforzo è riuscito a contenerle. Ne i gas lacrimogeni, ne le aggressioni dei sostenitori di Pechino. Proprio per il delicato anniversario alle porte alcuni manifestanti hanno preso di mira più apertamente i simboli del governo cinese.

Il 21 settembre, i manifestanti hanno dato fuoco alla bandiera cinese. Il giorno successivo ne hanno gettata un’altra nel fiume Shing Mun, a nord del centro città. Ma la data della fondazione della moderna Cina rappresenta l’obiettivo più grande finora per i manifestanti.

A dimostrare quanto siano agitati i funzionari sulle potenziali irruzioni, la presenza del governo di Hong Kong per assistere all’alza bandiera avverrà prima delle 7:15, con un largo anticipo rispetto all’arrivo degli altri ospiti.

Per Pechino, la posta in gioco è alta. “Celebrazioni per il settantesimo anniversario conferiscono certamente legittimità al Partito comunista cinese”, afferma Willy Lam, professore presso il Centro per gli studi cinesi dell’Università di Hong Kong.

“Nella propaganda si afferma che: anche se il Partito Comunista non è legittimato con elezioni, è amato dal popolo cinese ed è sempre più popolare.” Questa pietra miliare è particolarmente significativa, poiché lo Stato comunista cinese ha vissuto 69 anni con un Unione Sovietica, un potere permanente economico e militare.

Per il presidente Xi Jinping, che l’anno scorso ha abolito i limiti di mandato, le celebrazioni offrono un’altra possibilità per legittimarsi come leader del partito a vita. La stravaganza in serbo include il previsto indirizzo di Xi alla nazione, spettacoli culturali in tutto il Paese e fuochi d’artificio.

Al centro di tutto c’è la parata militare. Circa 15.000 membri delle forze armate scenderanno lungo l’Avenue of Eternal Peace di Pechino mentre gli aerei da combattimento voleranno sopra di loro e saranno esposti 580 pezzi di equipaggiamento militare, tra cui missili balistici intercontinentali e il nuovo drone stealth Sharp Sword.

Mentre Xi cerca di proiettare un’immagine di forza e di unità cinese, il malcontento di Hong Kong offre una visione alternativa. “Sotto Xi Jinping, il messaggio della Cina al mondo è che il suo modello è superiore ai valori liberali e al suffragio universale dell’Occidente”, afferma Lam. Ma si fa presto a “smentire guardando Hong Kong, l’unico posto libero in Cina, perché lì il modello cinese viene respinto”.

La situazione a Hong Kong ostacola anche le ambizioni di Xi di riunificare alla sua Cina l’isola autonoma di Taiwan. Pechino sperava che il quadro “un paese, due sistemi” per la semi-autonomia di Hong Kong, ex colonia britannica, potesse essere un modello per riportare Taiwan all’ovile dopo sette decenni di allontanamento.

Ma mentre il quadro a Hong Kong si sgretola, il sostegno popolare alla sovranità tra i cittadini di Taiwan è aumentato ulteriormente. “Non diventeremo un’altra Hong Kong”, ha dichiarato il presidente TsaiIng-wen a luglio. Un impero che inizia a sfilacciarsi ai bordi non è la visione che Xi vuole presentare al mondo il 1° ottobre.

Non è chiaro per quanto tempo ancora, il leader più potente della Cina dai tempi di Mao Zedong, tollererà questa situazione. Pechino non ha continuato le sue minacce in estate preferendo mobilitare le truppe di Hong Kong e gli analisti nel complesso concordano tutti sul fatto che l’ottica di un intervento sanguinoso avrebbe ripercussioni globali, minando in particolare alle ambizioni di Xi all’estero.

Le crescenti tensioni a Hong Kong hanno attirato l’attenzione degli Stati Uniti, come ha chiarito il presidente Donald Trump nel suo discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 24 settembre. “Le azioni che la Cina farà per gestire la situazione [a Hong Kong] ci dirà molto sul suo futuro ruolo nel mondo”.

Pechino spererà che tutti gli occhi si rivolgano alla Cina il 1° ottobre in occasione del suo settantesimo compleanno. Ma i manifestanti di Hong Kong sono consapevoli che il mondo sta guardando anche loro. “Gli Stati Uniti e tutti i Paesi che si basano su valori democratici dovrebbero opporsi per Hong Kong”, afferma Yukki Leung, 30 anni. “Questa è una sfida per la libertà”.


[Traduzione e sintesi di Roberto Del Latte. Articolo di Redazione da Time.com opinione di Laignee Barron link all’articolo qui]

I punti di vista e le opinioni espressi in questa pubblicazione sono di esclusiva responsabilità degli autori e non riflettono necessariamente il punto di vista di Cronache dei Figli Cambiati

Traduzione della telefonata tra Trump e il presidente ucraino Zelenskyj

Traduzione della telefonata tra Trump e il presidente ucraino Zelenskyj

La presidente della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, la democratica Nancy Pelosi, ha avvierà la procedura di impeachment contro Trump. L’accusa è di aver abusato del proprio potere facendo una richiesta impropria al capo di Stato ucraino Volodymir Zelensky. A quest’ultimo, durante una telefonata a luglio, Trump ha chiesto di indagare su Joe Biden, ex vicepresidente degli Usa e probabile rivale alle elezioni del 2020. Dopo JevroMaidan, Biden aveva fatto pressioni su Kiev affinché venisse rimosso il procuratore generale che stava conducendo un’indagine su Burisma, l’azienda di gas nel cui consiglio d’amministrazione sedeva Hunter Biden, figlio di Joe. Mercoledì la Casa Bianca ha rilasciato una trascrizione della telefonata; si attende ora la copia della denuncia del funzionario che ha ravvisato possibili violazioni.

ATTENZIONE: Questo memorandum della conversazione telefonica (TELCON) non è una trascrizione testuale dell’intera discussione. Il presente testo documenta le note e i ricordi nella “Situation Room Duty”. Gli ufficiali e il personale della NSC svolgeva l’incaricato di ascoltare e trascrivere la conversazione man mano che essa si svolgeva. Pertanto numerosi fattori possono influenzare l’accuratezza della registrazione, tra cui: le cattive connessioni della telecomunicazione; le variazioni di accento e/o l’interpretazione di una parola “impercettibile” che può essere stata utilizzata per indicare le parti di una conversazione che il notaio non è stato in grado di ascoltare bene.

Donald Trump: Congratulazioni per questa grande vittoria. Abbiamo tutti assistito con interesse dagli Stati Uniti, ha fatto un ottimo lavoro. Eppure è partito da fuori dell’ambiente politico, mentre ad altri non è stata data molta possibilità e alla fine ha vinto facilmente [le elezioni n.d.t.]. Questo è un risultato fantastico. Congratulazioni.

Volodymyr Zelenskyj Presidente dell’Ucraina: Ha perfettamente ragione, signor Presidente. Abbiamo vinto alla stragrande ma abbiamo lavorato sodo proprio per questo. Un duro lavoro, e le confesso che ho avuto l’opportunità di imparare da lei. Abbiamo usato il suo stesso metodo e le sue stesse conoscenze adattandole alle nostre elezioni, e sì, è vero che queste elezioni erano proprio uniche. Eravamo in una situazione particolare e siamo riusciti a raggiungere un grande successo. Posso dirle quanto segue: mi ha chiamato la prima volta per congratularsi con me per la vittoria nelle elezioni presidenziali; questa seconda volta invece mi ha chiamato perché il mio partito ha vinto le elezioni parlamentari. Comincio a pensare che dovrei concorrere più frequentemente, così da sentirci più spesso telefonicamente.

Trump: [risate] È un’ottima idea. Penso che il tuo paese possa essere molto felice.

Zelenskyj: Beh, sì, a dire la verità, stiamo cercando di lavorare sodo per prosciugare il pantano in cui si trova il nostro paese. Abbiamo portato molti volti nuovi. Non i vecchi politici e nemmeno i soliti politici proprio per dare un nuovo volto e un nuovo corso al governo. Lei è un grande insegnante per noi proprio per questo.

Trump: Beh, è ​​molto gentile da parte sua. Sa noi facciamo molto per l’Ucraina. Dedichiamo tanto impegno e tempo. Molto di più di quanto i paesi europei stiano facendo. Loro dovrebbero aiutarti di più di quello che fanno. La Germania non fa quasi nulla. Tutto che fa è parlare, penso che sia qualcosa su cui dovresti davvero discutere con loro. Angela Merkel nei colloqui mi parlava spesso dell’Ucraina, ma non ha mai fatto nulla. Gli altri paesi europei ragionano allo stesso modo, quindi penso che dovresti pararne, invece gli Stati Uniti sono stati molto buoni con l’Ucraina. Non credo che siamo stati mai ricambiati per questo, ovviamente perché stanno accadendo cose brutte, ma gli Stati Uniti sono stati molto buoni con l’Ucraina.

Zelenskyj: Sì, ha assolutamente ragione. Non solo al 100%, ma al 1000%; posso dirle che ho già parlato con Angela Merkel e l’ho anche incontrata. Ho anche incontrato e parlato con Macron e ho detto loro che non si stanno impegnando molto riguardo le sanzioni. Non le impongono affatto. Scopriamo quindi che, anche se logicamente, l’Unione europea dovrebbe essere il nostro più grande partner, tecnicamente gli Stati Uniti lo sono in maniera più rilevante rispetto all’UE e ti sono molto grato per questo perché gli USA ci stanno aiutando molto. Molto di più rispetto all’Unione Europea, soprattutto se parliamo delle sanzioni contro la Federazione Russa. Approfitto anche ringraziarvi per il vostro grande sostegno nel settore della difesa. Siamo pronti a collaborare per i prossimi passi, in particolare siamo quasi pronti ad acquistare più Javelin* dagli Stati Uniti per difenderci.

* Il Javelin o FGM-148 Javelin è un’arma militare utilizzata in caso di attacco contro mezzi blindati e carri armati, ma non sono esclusi elicotteri a bassa quota. Il raggio d’azione è di circa 2–3 km. L’arma è composta da un lanciatore spalleggiabile usa e getta, chiamato CLU (Command Launch Unit, unità di controllo lancio); il proiettile utilizzato è un missile a combustibile solido.

Trump: Vorrei che tu ci facessi un favore perché il nostro Paese ne ha passate molte e l’Ucraina ne sa qualcosa. Vorrei che tu scoprissi cosa è successo con l’intera situazione in Ucraina, riguardo Crowdstrike**… Immagino tu abbia uno dei tuoi uomini, o il tuo personale… I server, dicono che [le informazioni] siano in possesso dell’Ucraina. Sono successe molte cose. Credo che lei si stia circondando di alcune di quelle stesse persone. Vorrei che il Procuratore Generale chiamasse lei o il suo staff e che arrivaste in fondo. Come ha visto ieri, tutta questa assurdità si è conclusa con una performance molto pessima di un uomo di nome Robert Mueller, una performance da incompetente, ma dicono tutto sia iniziato con l’Ucraina. Qualunque cosa tu possa fare, è molto importante farlo se è possibile.

**Crowdstrike è una società di sicurezza informatica americana coinvolta negli attacchi e-mail del Comitato nazionale democratico del 2015 e 2016 e accuse di illeciti di Joe Biden e suo figlio. Trump stesso non ha usato le parole “aiuto militare” nella trascrizione rilasciata della chiamata del 25 luglio.e la sospensione da parte dell’amministrazione Trump degli aiuti obbligati dal Congresso fu uno shock per i funzionari del governo ucraino. Secondo quanto riferito, l’Ucraina non sapeva fino ad agosto che era stata trattenuta.

Presidente USA Donald Trump e il Presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky si stringono la mano a New York il 25 Settembre 2019 (Photo credit should read SAUL LOEB/AFP/Getty Images)

Zelenskyj: Sì, è molto importante per me e ciò che ha appena detto. In quanto presidente, è molto importante e siamo aperti a qualsiasi cooperazione. Siamo pronti a voltare pagina sulla cooperazione nelle relazioni tra Stati Uniti e Ucraina. A tale scopo, ho appena ricordato al nostro ambasciatore negli Stati Uniti che sarà sostituito da una figura più competente che lavorerà affinché le nostre due nazioni si avvicinino. Spero di poterla incontrare personalmente per cooperare ulteriormente. Uno dei miei assistenti ha parlato di recente con il signor Giuliani, speriamo moltissimo che possa soggiornare in Ucraina così da poterlo incontrare. Questo è per assicurarle che non ha altro che amici con noi. Mi assicurerò di circondarmi di personale più efficiente. La ritengo un amico. Siamo amici noi e ha amici nel nostro paese così da poterle assicurare una partnership strategica. Intendo circondarmi di personale capace e, oltre a quell’indagine, garantisco come presidente dell’Ucraina che tutte le indagini saranno condotte apertamente e candidamente. Glielo assicuro.

Trump: Bene perché ho sentito che ha un procuratore molto bravo ma che è stato bloccato una vera ingiustizia. Molti parlano di come l’hanno bloccato e ha coinvolto alcune persone molto cattive. Il signor Giuliani è un uomo molto rispettato. Era sindaco di New York City, un grande sindaco e vorrei che la chiamasse. Gli chiederò di chiamarla insieme al procuratore generale. Rudy sa cosa sta succedendo è un tipo molto capace. Se potesse parlargli sarebbe fantastico. L’ex ambasciatrice degli Stati Uniti, la donna, era una cattiva informatrice e le persone con cui aveva a che fare in Ucraina lo erano altrettanto, ci tengo a farglielo sapere. Un’ultima cosa, si parla molto del figlio di Biden, di Biden che bloccato l’accusa e molte persone vogliono scoprirlo, quindi qualsiasi cosa tu possa fare con il procuratore generale sarebbe grandiosa. Biden si è vantato di aver bloccato l’accusa, quindi vedi se riesci ad informarti… Mi sembra orribile.

Zelenskyj: Parlerò con il procuratore. Prima di tutto quello che so e sono ben informato sulla situazione. Adesso abbiamo la maggioranza assoluta in Parlamento; il prossimo procuratore generale sarà al 100% il mio candidato, sarà approvato dal parlamento e inizierà come nuovo procuratore da settembre. Lui o lei esaminerà la situazione, in particolare per la società che hai citato. Il problema dell’indagine sul caso è in realtà il problema di assicurarsi di ripristinare l’onestà, quindi ci occuperemo di questo e indagheremo. Inoltre, le chiedo gentilmente se hai ulteriori informazioni da fornirci, sarebbe molto utili per il caso e ai nostro magistrati; per quanto riguarda l’ambasciatore negli USA dall’Ucraina per quanto ricordo il suo nome era Ivanovich. È fantastico, lei è stata la prima a dirmi che era una pessima ambasciatrice e sono d’accordo con lei al 100%. Il suo atteggiamento nei miei confronti era tutt’altro che positivo in quanto ammirava il mio predecessore. Non accetta di vedermi come nuovo presidente.

Trump: Beh, esaminerò alcune cose. Chiederò a Giuliani di chiamarla e lo farò anche io. Il procuratore generale Barr la chiamerà così arriveremo in fondo al caso. Sono certo che lo scopriremo. Ho sentito che il procuratore è stato trattato molto male nonostante sia stato molto onesto, quindi buona fortuna con tutto. La tua economia migliorerà sempre di più. Hai molte risorse. È un grande paese. Ho molti amici ucraini e sono persone incredibili.

Zelenskyj: Io ho parecchi amici ucraini che vivono negli USA. In realtà nel mio ultimo viaggio negli Stati Uniti sono stato a New York, a Central Park e ho anche alloggiato alla Trump Tower. Parlerò con loro e spero di rivederla in futuro. La ringrazio per il suo invito a visitare gli Stati Uniti, a Washington DC. D’altra parte, voglio anche assicurarle che saremo molto seri riguardo al caso e lavoreremo sull’indagine. Per quanto riguarda l’economia, c’è un grande potenziale per i nostri due paesi e una delle questioni molto importanti per l’Ucraina è l’indipendenza energetica. Credo che possiamo avere molto successo e cooperare per l’indipendenza energetica con gli Stati Uniti. Stiamo cooperando. Acquistiamo petrolio americano e sono molto fiducioso di incontrarla in futuro. Avremo più tempo e più opportunità per discutere di queste opportunità e per conoscerci meglio. Grazie per il vostro supporto.

Trump: Ottimo. Bene grazie mille e lo apprezzo molto. Dirò a Rudy e al procuratore generale Barr di chiamare. Grazie. Ogni volta che vorresti venire alla Casa Bianca, sentiti libero di chiamarmi. Dacci un appuntamento e lo risolveremo. Non vedo l’ora di vedervi.

Zelenskyj: Mille Grazie. Sarei molto felice di venire e sarei felice di incontrarla personalmente e conoscerla meglio. Approfitto anche invitarla a visitare l’Ucraina e venire a Kiev, è una città bellissima. Abbiamo un paese meraviglioso e sarebbe il benvenuto. D’altra parte, credo che il 1° settembre saremo in Polonia e potremo incontrarci li speranzosamente. Dopodiché, potrebbe essere un’ottima idea venire in Ucraina. Possiamo prendere il mio aereo oppure possiamo il suo, che probabilmente è molto meglio del mio.

Trump: Ok, ci organizzeremo. Non vedo l’ora di vederti a Washington e forse in Polonia perché penso che saremo lì quei giorni.

Zelenskyj: Grazie mille, signor Presidente.

Trump: Congratulazioni per l’ottimo lavoro svolto. Il mondo intero stava guardando anche se non sono sicuro che sia stato così sconvolgente ma congratulazioni.

Zelenskyj: Grazie signor Presidente ciao ciao..

Fine della conversazione

Testo originale qui. Fonte Financial Times qui

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