Topo di libreria o mago dell’empatia?

Topo di libreria o mago dell’empatia?

I benefici della lettura nelle relazioni interpersonali

Dì la verità: sei un lettore incallito e i tuoi amici ti prendono in giro perché passeresti ore a leggere in completa solitudine. Ormai la tua libreria è così piena che i nuovi libri riesci a posizionarli solo sotto il letto. Non riesci a chiudere gli occhi la sera prima di aver letto almeno qualche pagina del romanzo sul comodino. E se hai una borsa ne metti un libro dentro ogni volta che esci di casa. Insomma, sei un lettore da almeno 15 libri l’anno (con buona gioia delle case editrici).

Bene, ho buone notizie per te. Oltre a tutti gli effetti benefici che la lettura comporta – e di cui, sicuramente, sarai al corrente – il gruppo di ricerca formato da M. Dijkic, K. Oatley e M.C. Moldoveanu1 ne aggiunge uno, scoperto recentemente: leggere migliora l’empatia.

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«Mio figlio ha visto i video dell’attentato: e ora?»

«Mio figlio ha visto i video dell’attentato: e ora?»

Come e perché spiegare il terrorismo ai bambini

In un’epoca in cui le nuove generazioni sono native digitali, in cui i bambini sono liberi di guardare la tv in autonomia, in cui utilizzano gli smartphone come – e meglio – di noi, tenergli “nascosti” gli eventi violenti diventa impossibile. E spesso anche uno sforzo non sempre ripagato.

Alla luce dei recenti accadimenti – attentati a Parigi, Garissa, Bruxelles, Nizza etc. – e del conseguente bombardamento mediatico, ci si chiede come sia possibile proteggere i più piccoli da tutte le immagini violente che vedono. È più corretto fare finta di niente? O raccontare loro cosa sta succedendo? A che età è più giusto cominciare a parlarne? Come comportarsi rispetto al loro silenzio? Sono alcuni dei quesiti che ci ritroviamo a porci quando a parlare è la violenza.

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