Domenica Letteraria-A volte vorrei solo

Domenica Letteraria-A volte vorrei solo

“A volte vorrei solo” è il titolo dell’ultima poesia prima di una pausa, dopo mesi di questo percorso assieme. Quindi vi lascio con un’altra lista, un’altra invocazione al cielo (eternamente distante), con la pelle consumata da questo freddo improvviso, nella speranza che, almeno la poesia, almeno la Domenica, vi possa dar calore.

A volte vorrei solo
trovare favole nei tuoi occhi
scuri più di questi giorni
che sono imperterriti
nel loro grigiore,
nell’ostentare una cappa di vuoto.
A volte vorrei solo
avere la primavera dalle tue braccia
calde, tramortite come rami
in un inverno gelido dove la neve
congela boccioli di fiori di pesco,
tesori sepolti con cura.
A volte vorrei solo
sentire che la vita perdona,
che la terra mi invita a danzare
balli felici con le musiche
d’una festa popolare.

Domenica Letteraria-Come semi nel vento

Domenica Letteraria-Come semi nel vento

In un panorama ancestrale, in cui echeggiano cori di antiche madri a lutto, in un mondo fatto di figure di carta in balia del vento, lì si volge il mio sguardo. Rimane incastrato in punti in cui passati millenari e futuri ancora non immaginati, coincidono, nel vano tentativo di afferrare tutto ciò che è liquido.

Ti ho trovato nei ritmi antichi
delle trombe che squillano in lutto,
mi sei sfuggito fra i boschi
di un incubo che non oso toccare,
corri liquido in parole che lasci
cadere a stento come semi di sorrisi nel vento.
Come vento percorri strade interrotte
e dissestate senza illuminazione artificiale
e a lume di candela mi lascio cullare
dal suono che fai quando per caso
mi attraversi.

Domenica letteraria-La luna dei ventuno

Domenica letteraria-La luna dei ventuno

Alla luce (della luna) dei miei ventun anni, mi ritrovo su un anonimo tratto di strada ad osservare le più disparate creature umane: madri, padri, figli, orfani (?), volti memorabili o fin troppo discreti. Tantissime le domande che si affaccendano, informi per lo più, che affido alle orecchie ipersensibili di quel lampione gigante, custode del cielo.

Si affanna la Luna
a rischiarare umani cieli e dubbi,
amanti che brillano nascosti,
madri insonni, padri affaccendati,
bambini ingenuamente addormentati.
Il filosofo che sulla riva siede
alla luna sola domanda
e l’intera vita aspetta
il suo spiraglio d’infinito.

Domenica Letteraria – In un angolo sperduto di un mondo rotondo

Domenica Letteraria – In un angolo sperduto di un mondo rotondo

Quante volte ho pensato di voler avere una seconda occasione, quante volte ho pensato “e se..?”. Ho visto strade infinite dipanarsi, scenari, palcoscenici e possibilità. E voi, cosa sareste disposti a dare in cambio di un rewind? Cambiereste qualcosa oppure terreste tutto intatto, esattamente com’è?
Io mi sono ritrovata a cercare passanti, figure, ricordi, in ogni angolo un angolo sperduto di un mondo rotondo.

E se potessi, mi chiedo,
scegliere di non conoscerti più
se un angelo, o demonio, chissà
mi offrisse invitante il tempo
che abbiamo avuto e mi porgesse
la spugna per detergerlo
(ogni attimo di bellezza e sangue
candeggiato, inesistente)
se potessi darti via
come un libro che non voglio leggere
(ma come le parole, saresti ancora
sottopelle, come eco irrefrenabile)
se potessi dare tutto quel tempo
per averne dell’altro, nuovo di zecca
forse si, io ci venderei
supplicherei quel diavolo per sentire
il tuo sguardo nero avvolgermi come
inchiostro per una seconda prima volta;
forse io ci venderei
per tutto quello che non ho,
ma stai sicuro che persino nel più
lontano angolo sperduto
di un mondo rotondo
io ti troverei.
Se solo, sussurrai,
se solo potessimo essere
di nuovo sconosciuti.

E se potessi- Illustrazione di Carlo Di Stasi

E se potessi- Illustrazione di Carlo Di Stasi

Domenica Letteraria-G.

Domenica Letteraria-G.

E mentre durante questa Domenica (ancora letteraria) andiamo alla deriva, incontro all’apatia e all’insensibilità, mentre abbracciamo sempre più i nostri sensi anestetizzati, capita che sporgano, come fiori dal marciapiede, delle persone fuori posto. Come G., che nonostante le botte, le ossa rotte, le tasse da pagare e gli esami da fare, ama ancora con la stessa ingenuità di un ragazzino. Un novello Peter Pan, sembra che il mondo non riesca a spegnere la sua fiducia nell’amore, nemmeno quando fa male (ed è per questo che gli dedico una poesia)

E’ nelle mani il tuo amore
e là dove i tuoi occhi si posano
sboccia
ingenuo, come la brezza
di mezzogiorno sul mare.
Si lasciano incantare, le tue mani,
da afose armonie domenicali,
dai capelli abbandonati
fuori posto,
dal riso più spontaneo
posato lì sul volto.
Sono la tua forza, le tue mani,
capaci di afferrare il mondo
mani che non temono il silenzio,
mani ardite per un cuore ardente
che ama vede ride
come solo quello di chi ancora ha fede
in quel folle arciere
sa.

È nelle mani il tuo amore G. di Carlo di Stasi

È nelle mani il tuo amore G. di Carlo di Stasi

Pin It on Pinterest