Tutto nacque nel 1996 per mano di Danny Boyle, regista, sceneggiatore e produttore inglese che cambiò radicalmente il panorama cinematografico del Regno Unito dando vita a Trainspotting. Il film, tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore scozzese Irwine Welsh, è incentrato sulla descrizione delle vite di un gruppo di tossicodipendenti nella Edimburgo di fine anni ottanta.

Rent, Sick Boy, Spud e Begbie sono i personaggi principali, oltre alla figura di Tommy, venuta meno durante la prima pellicola. Quattro ragazzi alle prese con le loro dipendenze, dalle più comuni per l’epoca come l’eroina, a quelle più particolari (ma non troppo), come la violenza nel caso di Begbie. Un uomo che ”neanche si faceva di droga, si faceva di gente!”. Un qualcosa capace di mandarlo fuori di testa, Renton docet.

Insomma, il film tratta una realtà incredibilmente malata in cui i protagonisti non cercano di riscattare le proprie vite ma ‘risolvono’ i problemi annegandoli nelle proprie assuefazioni.

Fra morte, tentativi di disintossicazione e profonde riflessioni arriva la svolta: i ragazzi decidono di guadagnare qualche soldo vendendo la stessa droga che li ha resi schiavi. Rent tradirà i suoi vecchi amici, scappando col malloppo verso una nuova vita e ripulendo la coscienza affermando che ognuno di loro avrebbe fatto lo stesso. Potrebbe sembrare a prima vista come l’amicizia sia considerata in modo superficiale. Ma non è affatto così. Tale sentimento è infatti visto da un diverso punto di vista. Amicizie quasi obbligate, ma in alcuni casi persino profonde e sincere, nonostante il bagaglio di difficoltà in mano ai protagonisti. Ma la non necessità del riscatto sarà capace di riunire una parte di essi.

In questo film la narrazione e’ nuda e cruda, con aghi conficcati in vena ed allucinazioni spaventose. Allo stesso tempo, però, la pellicola pare assumere una veste persino comica, come ad esempio nella scena del colloquio di Spud per un’agenzia viaggi, dopo aver assunto sostanze stupefacenti assieme al fido Rent Boy.

Signor Murphy, cosa le attira di questo settore?

In due parole, lo spasso. Cioè mi spasso nel vedere le persone a spasso.

Il 23 febbraio di quest’anno nelle sale cinematografiche usciva T2: Trainspotting. Ventuno anni dopo il primo capitolo Danny Boyle ha voluto raccontare la reunion fra i quattro protagonisti.

Tutto ha inizio con il ritorno di Renton nell’unico posto che da sempre chiama casa. Una Edimburgo ritrovata dopo il tentativo di risalita nella capitale olandese di Amsterdam, nonostante appaia evidente la coincidenza tra il ritorno ed il fallimento ‘estero’. Ad attenderlo ci sono Spud, Sick Boy e Begbie, assieme ad altre vecchie conoscenze: la vendetta, il dolore, l’amicizia, il rimpianto e anche l’eroina. Porno e’ il nome del romanzo da cui e’ tratto questo secondo film, nonostante il sequel viaggi verso altre direzioni. Trainspotting non aveva bisogno di una prosecuzione, ma in quanti abbiamo sognato di (ri)vedere come le vite di quei quattro scapestrati si sarebbero potute evolvere?

Il dolore è ora acuto e percepito, nonché ben più consapevole. Il leitmotiv resta tuttavia lo stesso: l’ironica ‘scelta della vita’, nonostante la profonda delusione nei confronti della stessa. Una drammatica delusione che di fatto coincide con il fallimento dell’essere umano, incapace di gestire le proprie problematiche con la conseguenza di giungere ad ignote accuse non imputabili a se stesso. Una corazza per non sentirsi/ci ulteriormente delusi.

I protagonisti si ritrovano a fare i conti con la scoperta della tragedia dell’età: in gioventù hanno vissuto fregandosene del tempo? Ecco la punizione ‘quotidiana’: in T2 è ora proprio il tempo a non attendere i protagonisti, finiti dinanzi al bivio della vera o presunta maturità. Tutto ciò che fanno per sopperire a questa triste realtà è il costante ritorno al passato. Dimenticando ancora una volta il vuoto del presente. Un vuoto che tuttavia si rende ancor più rumoroso, come nella scena tra Rent e Sick Boy dopo la quiete conseguente al loro primo tragico nuovo incontro (finito in rissa, nda).

Il tradimento e la menzogna rimangono due tematiche fortemente affrontate, cominciando dal momento in cui vediamo Rent correre su un tapis roulant piuttosto che sulle strade di Edimburgo. Una Edimburgo che cambia e si evolve, ma che difficilmente si è in grado di dimenticare, nonostante Rent ‘disapprovi’ il mutamento degli scenari. E’ tuttavia una contemporaneità fasulla, nella quale i personaggi tentano di trovare un senso a tutto e soprattutto cercheranno poi di vendicarsi del furto subito per mano di chi quella vita ha davvero cercato di sceglierla ed afferrarla (Renton, nda).

La droga e’ sempre presente ma in tonalità ben minori e drammatiche: ne è emblema la sostituzione tra eroina e cocaina, utilizzata in tutto il corso della narrazione da Sick Boy. Se ne aggiungono invece delle altre: Facebook, Instagram, Twitter, e tutti gli altri social che hanno di fatto ‘schiavizzato’ il nuovo corso degli eventi, condizionando pesantemente un pensiero ormai troppo conforme e quasi desolatamente meschino.

Resta invece, puntuale come un ritorno inaspettato di Boyle, la qualità della colonna sonora. Ancora una volta durante il film ci ritroveremo a canticchiare o portare il ritmo quasi inevitabilmente. David Bowie, Iggy Pop, Prodigy, Brian Eno, Lou Reed, Queen e Blondie sono solo alcuni degli artisti presenti, con chiari riferimenti anche all’attuale mutato panorama musicale.

Nel complesso T2:Trainspotting è un lavoro onesto e persino sincero: è la rappresentazione del contatto tra Boyle e il pubblico. Un pubblico che ancora si chiede se avesse davvero bisogno di un sequel, nonostante l’enorme affezione ala prima pellicola. Una pellicola chiaramente indimenticabile, che difficilmente poteva essere superata, essendo uno dei più grandi ed inaspettati capolavori degli anni Novanta. E’ per questo che Boyle non spiazza ma al contempo non delude. Resta lo status quo, con qualche piccola ma rilevante novità (vedasi l’evoluzione del personaggio Spud). Come a dire, guardate che se lo si vuole vi è ancora tempo per poter cambiare. Nella consapevolezza tuttavia dell’impossibilità di dimenticare il passato. 

“Siete dei tossici? Allora fatevi! Ma fatevi di qualcos’altro. Scegliete le persone che amate, scegliete il futuro, scegliete la vita!”

foto da: denofgeek.com

Author: Teresa Di Nunno

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