In copertina: Chupinazo 2009

È quasi impossibile pensare alla Spagna e non farsi venire in mente l’immagine di un toro, sarà per la tradizionale corrida che gode di notorietà internazionale? E come potrebbe essere altrimenti! Lo scorso luglio si è festeggiato San Fermin che come ogni anno dal 6 al 14 luglio fa aprire alla città di Pamplona le porte per ospitare turisti da tutto il mondo per celebrare la famosa festa patronale del santo della Navarra.

La festività, originariamente nata come celebrazione religiosa, con il passar degli anni si è legata sempre più al mondo della corrida, come d’altronde molti eventi nel territorio ispanico. La caratteristica eccezionale nel caso di San Fermin è che i tori corrono tutti i giorni della settimana. Dalle 08:00 del 7 luglio fino al 14 si organizza “los encierros” (la corsa dei tori). Questa corsa consiste nel “serrare-recintare” un corridoio di 875 metri che secondo un’antica tradizione serviva per accompagnare il bestiame alla Plaza de Toros. 2/3 minuti di corsa che coinvolgono ogni giorno una media di 2000 corridori, 6 tori e 6 manzi. Anche se sono presenti una serie di norme per gareggiare e lo spiegamento di personale sanitario e di sicurezza è enorme resta elevato numero di feriti sia per contatto con le corna del toro sia per contusioni dovute alla pericolosità della corsa.

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Último encierro del 2015. Originale qui

Il numero dei turisti partecipanti alla festa aumenta e quest’anno a Pamplona erano presenti più di un milione di persone rendendola “la festa dove il pericolo maggiore non sono i tori ma le persone”. Elevato, di conseguenza, è anche il numero di arresti (del 33%). Tra le cause ci sono detenzione/consumo di sostanze stupefacenti, possesso di armi bianche, insulti ad agenti di polizia, furti e rapine, inadempimento del regolamento taurino ed infrazioni stradali. Essendo anche alto il numero di denunce e di detenzioni non si tratta d’inefficienza cittadina, poiché, lo spiegamento di mezzi di sicurezza è proporzionale all’affluenza.

Ancora una volta però la polemica maggiore si è concentrata sui casi di violenza sessuale. Durante il “chupinazo”, che inaugura i festeggiamenti in piazza del Municipio, centinaia di persone festeggiano ubriacate dall’alcol, dalla festa e dalla sfrenatezza, diventando nella mischia tutti liberi di muoversi e agire nella totale confusione. Anno per anno la riprova sono le immagini che ne vengono fuori. Sui telegiornali le scene tipiche di ragazze seminude che vengono caricate sulle spalle e palpate generano opinioni di ogni natura: dall’indignazione per la ragazza denudata che “provoca” divertendosi diventando causa del suo male; e chi parla di abuso del corpo femminile.

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Una delle immagini della festa. Originale qui

Ma il peggio viene fuori quando in questi atteggiamenti buffi e brilli si mimetizzano o si camuffano socialmente degli abusi. Le polemiche al video del 2010 della reporter del servizio pubblico spagnolo di “TVE” che durante la diretta nella folla della piazza fu improvvisamente baciata da un ragazzo ubriaco. Lei sbalordita accenna ad un sorriso e dallo studio si sente il compagno che le dice in diretta “Maribel non provocare quei ragazzi per favore!”. Quasi come se la semplice presenza femminile sia una provocazione.

Annuali queste vicende sono diventate il “pascolo” dell’opinione pubblica e del micromacismo: la sottile pratica di violenza che passa inosservata ma che prepotentemente manifesta la disuguaglianza tra uomini e donne. Il micromacismo è solo la base dell’iceberg delle differenze sulle donne.

Tra la folla di Pamplona ci sono persone dalle più diverse estrazioni sociali e parti del mondo che vanno a formare il melting pot della società in piccola scala e contribuiscono a marcare maggiormente le disuguaglianze. Lo spiegano gli avvenimenti più gravi come le violenze sessuali. Nel 2008, Nagore Laffage, una giovane di 20 anni studentessa di infermeria, fu assassinata durante la festa dal medico José Diego Ylanes. Si erano conosciuti il dì di festa e consenzientemente hanno avuto un rapporto sessuale che poi è diventato aggressivo. La ragazza riuscì a chiamare in tempo le forze dell’ordine ma non riuscì ad evitare il pestaggio e lo strangolamento che la portò alla morte.

Tantissime le denunce delle associazioni femministe che hanno succeduto il tragico evento. Servono per dedicare sensibilizzazioni alla memoria e schierarsi contro le aggressioni che avvengono durante festival. Questo anno si è unito anche il Municipio di Pamplona sensibilizzando con una campagna la difesa dalle aggressioni sessiste. Si è data maggiore visibilità ai casi e incoraggiano tutti a trovare il coraggio di denunciare simili comportamenti.

Grazie all’aumento delle denunce, tra i casi più rilevanti a livello mediatico, si è data visibilità ad un caso di violenza ad una giovane di 19 anni da parte di cinque giovani che l’hanno filmata con un cellulare. Tra gli accusati la presenza di una “Guardia Civil”* ha dato risalto tra l’opinione pubblica mettendo in discussione i requisiti alla quale sono sottoposte le forze dell’ordine.

Secondo la casistica chiunque potrebbe essere carnefice di un’aggressione e chiunque può contribuire alla sensibilizzazione! Basta anche, come ha pensato di fare il Municipio di Pamplona, schierarsi contro, dire basta e non tollerare più tutto questo.

*La Guardia Civil (chiamata anche la Benemérita) è un corpo di Gendarmeria spagnolo, con anche funzioni di polizia militare. Fa parte del sistema di forze e corpi di sicurezza del regno di Spagna. Ha una doppia dipendenza: dal ministero dell’Interno, per quanto riguarda servizi, retribuzioni, destinazioni, mezzi e operazioni civili; dal ministero della Difesa per quanto riguarda la disciplina, la carriera e missioni di carattere militare e all’estero, in particolare in tempo di guerra. Corrisponderebbero ai Carabinieri italiani.

I punti di vista e le opinioni espressi in questa pubblicazione sono di esclusiva responsabilità degli autori e non riflettono necessariamente il punto di vista di Cronache dei Figli Cambiati

Author: Roberto Del Latte

Sono un blogger e laureando in lettere moderne a Bari. Sono appassionato di politica estera e collaboro con diverse riviste del settore, tra cui theZeppelin e il Caffè Geopolitico, dove tratto le politiche energetiche, la politica degli stati post-sovietici e la geopolitica delle religioni.

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