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Assistiamo in queste ore ad una delle più grandi crisi diplomatiche degli ultimi tempi, in una reagione già altamente in tensione, dove imperi miliardari vecchi e nuovi conducono giochi di forza per il controllo strategico dell’area. Quando si parla di Qatar non è di certo per correre in sua difesa.

consiglio di cooperazione del golfo

Paesi del consiglio di cooperazione del golfo

La piccola monarchia del Golfo, infatti, è vicina ad essere una monarchia assoluta più di quanto lo sia qualsiasi altro Stato oggi. Ricco di gas naturale e petrolio, il Qatar è uno degli Stati più ricchi al mondo, ed è governato dalla famiglia reale Al Thani dal 1825.  Tutti conoscono il Qatar e la sua capitale Doha per essere la sede della TV Al Jazeera, l’emittente più diffusa nel mondo arabo. Ma non solo, l’estrema ricchezza del Qatar, ha permesso alle famiglie milionarie del Paese di acquistare assets milionari in giro per il mondo, guadagnandosi una certa visibilità e una certa influenza strategica.

Il Qatar passa oggi in prima pagina per lo scontro con i vicini del Golfo e non solo: Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Libia, Maldive e, ovviamente, Arabia Saudita hanno deciso di tagliare rapporti diplomatici e commerciali con lo Stato qatariota, chiudendo ambasciate, consolati e frontiere, sospendendo voli commerciali e ordinando ai propri cittadini residenti in Qatar di fare le valigie. Le motivazioni che hanno portato a questa decisione contro il Qatar sono diverse, a diversi livelli di importanza.

Qui proviamo a mettere chiarezza, analizzando il rapporto tra Qatar e gli Stati che oggi lo vogliono isolato.

Qatar – Bahrain: scontro tra vicini

Il primo e più elementare conflitto alla base dell’escalation delle ultime ore, è quello tra il Qatar e il Bahrain. I due Stati sono praticamente vicini di casa, e da decenni si contendono due entità territoriali, le isole Hawar e la città di Al Zubarah. In posti dove la terra viene sottratta al mare e al deserto anche piccoli territori possono essere vitali, per questo motivo la questione Hawar, Zubarah e la disputa sulle acque territoriali dei Paesi ha prodotto non poche tensioni. Lo scontro territoriale tra i piccoli Paesi del Golfo, però, non è che un’arma in mano al vero fautore di questo isolamento diplomatico, l’Arabia Saudita. I Sauditi hanno utilizzato la contesa territoriale come una leva per far indispettire il Bahrein e metterlo contro il Qatar.

Qatar – Arabia Saudita: con me o contro di me

arabia saudita qatar

fonte: pinterest.com

Non si può negare che l’unico vero responsabile di questa grave incrinazione dei rapporti sia l’Arabia Saudita. I sauditi sono gli unici ad avere la forza e le motivazioni per farlo, allo scopo di mantenere la supremazia nella regione a discapito dell’eterno nemico, l’Iran. È proprio in questa chiave con cui l’intera vicenda va letta e, facendoci aiutare dalla geografia, è chiaro come l’ultima cosa che l’Arabia Saudita può permettersi è una fuga dei suoi “stati satellite” verso l’Iran. Questo è piuttosto evidente dalle motivazioni date a supporto della decisione di isolare il Qatar:

  • In primo luogo, il Qatar, viene accusato di essere troppo vicino all’Iran. Questo giudizio deriva da un tweet di pochi giorni fa, riportato dall’account dell’agenzia nazionale di informazione qatariota, la “Qna“, in viene riportata una frase in cui l’emiro avrebbe criticato la retorica ostile di Riyad nei confronti di Tehran. Il Qatar ha subito smentito tali dichiarazioni, affermando che l’account fosse stato hackerato.
  • I sauditi accusano Doha di finanziare e supportare i Fratelli Musulmani. Vero. Peccato che i sauditi appoggiavano la fratellanza dagli anni cinquanta in chiave anti sciiti e anti nazionalismo arabo, per poi scaricarla nel 2012. Il motivo del cambio di rotta è la presa di potere in Egitto da parte dei Fratelli Musulmani. Ai sauditi piaceva una fratellanza musulmana che fosse uno strumento, non un concorrente al governo di uno stato come l’Egitto.
  • Doha viene accusata di supportare terroristi vicini all’Iran presenti nel Bahrein e nella regione saudita del Qatif. Per questo Riyad annuncia di voler “proteggere la sicurezza nazionale dai pericoli del terrorismo e dell’estremismo, ha deciso di interrompere le relazioni diplomatiche e consolari con lo Stato del Qatar”.

Qatar – Egitto: Al Jazeera e i Fratelli Musulmani

L’Egitto di Al Sisi è ben contento di unirsi alla stretta su Doha, principale supporter dei Fratelli Musulmani oggi, gli stessi che Al Sisi ha represso e incarcerato dopo il colpo di Stato del 2013. Il Cairo non gradisce soprattutto lo spazio che viene dato alla fratellanza sugli schermi della tv Al Jazeera, e la grande eco che la stessa emittente aveva dato durante i giorni della primavera araba in Egitto, contribuendone al successo. Lo scontro tra Egitto e l’emittente culmina nel Dicembre 2016 con l’arresto di Mahmoud Hussein, giornalista di Al Jazeera accusato di simpatizzare con la fratellanza musulmana.

Qatar – Emirati Arabi Uniti: le trame degli emiri

Gli EAU sono un attore regionale importantissimo in questa fase, e tanto quanto l’Arabia Saudita sembrano intenzionati a minare la potenza iraniana. Tutto questo non è affatto una congettura, ma una certezza, soprattutto dopo il leak della corrispondenza tra l’ambasciatore emiratino negli Stati Uniti, Yousef al Otaiba, e il think thank neo conservatore e pro-israeliano, Foundation for the Defense of democracy (FDD), finanziato dal miliardario israeliano Sheldon Adelson, alleato di Netanyahu. La cooperazione tra monarchie del Golfo e FDD, rivelano le mail hackerate da DCLeaks, si svolge in funzione anti-iraniana, e punta a creare un fronte compatto per combattere Tehran.  Nelle conversazioni tra FDD e Otaiba si legge anche una certa antipatia per il Qatar.

M. bin Zayed riceve l’Emiro del Qatar. Fonte: emirates247.com

Ad esempio gli Emirati considerano  “Al Jazeera uno strumentodi instabilità regionale” e non è gradito che il Qatar ospiti una delegazione di Hamas in un albergo di proprietà emiratina. Sempre nelle mail, la FDD fornisce ad Otaiba una lista di aziende che hanno rapporti “sia con Theran sia con EAU e Arabia Saudita” e continua “questa è una lista di obiettivi da mettere di fronte ad una scelta. Come si era discusso”. Nella lista sono comprese aziende europee come Airbus e Lukoil. Ma le rivelazioni non finiscono qui: nelle mail ci sarebbero le prove di un coinvolgimento degli Emirati Arabi e della FDD nel colpo di stato in Turchia, ipotesi avvalorata dalla notizia presunto trasferimento di denaro fatto da Muhammad Dahlan, politico palestinese e consigliere del principe di Abu Dhabi, in favore degli organizzatori del colpo di stato in Turchia, appena qualche settimana prima dell’accaduto. Sembrano lontani i tempi in cui l’abilità diplomatica di Doha riusciva a mettere a sedere anche gli attori politici più improbabili, talebani compresi, e sembra sempre più vicina una vera resa dei conti, con il Qatar davanti ad una scelta definitiva: con noi o contro di noi.

 

Author: Samy Dawud

Sono laureato in Economia e Management presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Grande appassionato di Politica Estera e Medioriente, di viaggi e di musica

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