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In copertina: “Presidio Modelo” Isla de la Juventud Cuba immagine originale qui

Dalla pena di morte a quella detentiva. Panopticon come ideale

Marchiatura, deportazione nelle colonie, pena di morte: queste erano le soluzioni che i governi inglesi del XVIII secolo adottarono per contrastare i gravissimi episodi di violenza criminale che imperversavano sui sudditi della Corona britannica. Alcuni intellettuali, giuristi e politici inglesi, influenzati dall’Illuminismo, soprattutto dall’italiano Cesare Beccaria e dal suo Dei delitti e delle pene, tentarono di diffondere la tesi della pena detentiva come miglior sistema rispetto alla pena di morte e altri metodi poco civili.

Si cominciò a speculare sul sistema carcerario e ci fu anche chi pensò idee originali, innovative e visionarie che rasentavano la fantascienza. Il filosofo e giurista Jeremy Bentham progettò, nel 1791, quello che secondo lui sarebbe stato il carcere ideale, il Panopticon (“che tutto fa vedere”). Un guardiano all’interno di una torre centrale circondata dalle celle dei detenuti, collocate a cerchio, dotate di una finestra rivolta verso l’esterno per ricevere la luce e di un’altra verso l’interno messa in direzione della torre centrale: tramite questi particolari accorgimenti architettonici e tecnici si realizzava il carcere perfetto. Il detenuto, infatti, non conoscendo l’esatto momento in cui veniva osservato, ma avendo la consapevolezza di poterlo essere in qualsiasi momento, non poteva far altro che comportarsi in maniera ligia e disciplinata. L’ombra dell’osservatore sarebbe entrata preponderante nell’inconscio del detenuto e anche fuori dal carcere si sarebbe comportato in maniera ineccepibile. Si realizzava l’obiettivo di Bentham: il Panopticon come forgiatore di “buoni” cittadini.

 Il Panopticon nella realtà e nella letteratura

Troviamo questo tipo di suggestioni in molte opere letterarie del XIX secolo. Basti pensare alle distopie 1984 di George Orwell e Arancia Meccanica di Anthony Burgess (segnalo anche la trasposizione cinematografica realizzata dal regista Stanley Kubrick). Uomini costretti ad essere conformi alla volontà della società, uomini costretti ad essere “giusti”. I teleschermi orwelliani, nemesi fatte di ferro e transistor, sono la versione tecnologica del guardiano/osservatore; la burgessiana cura Ludovico, invece, figlia del «nuovo modo per ottenere potere mentale sulla mente, in maniera e quantità mai vista prima» di Bentham.

Dopo quasi due secoli dalla sua ideazione, il progetto Panopticon fu ripreso dal filosofo e sociologo francese Michel Foucault nel suo saggio Sorvegliare e punire. La nascita della prigione, pubblicato nel 1975, lo definì «il diagramma di un meccanismo di potere ricondotto alla sua forma ideale […] un tipo di inserimento dei corpi nello spazio, di distribuzione degli individui gli uni in rapporto agli altri, di organizzazione gerarchica, di disposizione dei centri e dei canali di potere, di definizione dei suoi strumenti e dei suoi metodi di intervento […] la torsione del potere codificato di punire in potere disciplinare di sorvegliare».

Per Foucault la pericolosità di questo carcere ideale stava nella traslazione dal fisico all’inconscio psichico dell’esercizio del potere. Anche Bentham, due secoli prima, ne era consapevole, infatti, s’impegnò affinché il suo progetto venisse esteso anche a manicomi, ospedali, istituti scolastici e industrie, poiché come lui stesso scrisse, Panopticon era efficace «sia che si tratti di punire i criminali incalliti, sorvegliare i pazzi, riformare i viziosi, isolare i sospetti, impiegare gli oziosi, mantenere gli indigenti, guarire i malati, addestrare tutti quelli che vogliono entrare nell’industria, o fornire l’istruzione alle future generazioni».

Panopticon attualmente esistenti 

Quasi tutte le costruzioni basate sul progetto di Jeremy Bentham sono state distrutte e demolite. Resistono ancora:

• I tre grandi Panopticon olandesi di Breda, Ahrnem e Haarlem, edificati tra il 1886 e il 1901;

• Il parzialmente panottico carcere di massima sicurezza di Stateville nello stato americano dell’Illinois, inaugurato nel 1925;

• Il carcere cubano dell’Isla de la Juventud, precedentemente conosciuta come Isla de los Pinos, edificato tra il 1926 e il 1928 per ordine del dittatore Gerardo Machado. Fidel e Raul Castro furono qui detenuti dopo il fallito attentato alla Caserma Moncada. Dopo la rivoluzione fu impiegato per carcerare i controrivoluzionari. Chiuso nel 1966, attualmente è stato trasformato in un museo chiamato il “Presidio Modelo”.

Author: Nunzio D’Alessandro

“Studio filosofia presso l’Università di Bologna. Mi appassiona ricercare e ascoltare la musica anni ’70/80 dal rock progressivo alla new wave. ”

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