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In copertina: illustrazione di Carlo Di Stasi

Mi capita spesso di trovarmi di fronte a distese di niente, di silenzi, allora solo la carta può accogliermi, come una casa che porto sempre con me, il mio personalissimo “castello errante”. Mi sembrava un buon modo di iniziare e presentarmi, il niente. Per poi costruire. E dunque

Dinanzi l’infinito si stende
per mostrarsi agli occhi;
eppure dentro echeggia
il silenzio del vuoto
e tutto è gelido al tocco.

Sapranno le stelle
ridarci la via?,
guidare la mano che, invano,
stringe aria vuota e sogni sfatti?

Alle lucciole lacrime e preghiere,
che ne facciano rugiada
o un futuro migliore

.

Author: Silvia Fortunato

Silvia, studentessa di lettere moderne a Bologna. Dissemino parole per ritrovare la strada.

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