Sarà sicuramente capitato a chi è legato in particolar modo alle stoffe di sentir parlare per esempio del tovagliato in “damasco o damascato”. Dalle sale ricevimento fino alle attività che si occupano di arredamento interno è sempre forte il richiamo alla capitale siriana. E dalla particolarità della manifattura e dal suo nome ne ho fatto il movente di questa ricerca sulle origini.

Esempio di armatura damasco con ordito nero e trama bianca

Fig 1. Esempio di armatura damasco con ordito nero e trama bianca

Il damasco è un tessuto lavorato con ordito e trama (Fig 1) originariamente in tinta unita, in cui il contrasto di lucentezza e opacità ne fanno emergere il disegno. Il telaio Jacquard è la macchina che permette a fili dello stesso colore, con differente finezza e torsione, di “stilizzarsi” in motivi solitamente floreali. Oggi si utilizzano anche filati di colore diverso per ottenere contrasti alternativi. Può essere realizzato con la seta di buona qualità oppure con il cotone misto seta o altre fibre artificiali. Il prodotto finale è incantevole perché la stoffa diventa a due dritti cioè senza il lato rovescio.

Frangino in tessuto damascato a tinta unica

Frangino in tessuto damascato a tinta unica

La leggenda vuole che il damasco abbia i natali in Siria per via del nome con cui le Repubbliche marinare di Genova e Venezia l’hanno battezzata. Ma la vera origine si deve alla Cina, dato che fu il primo paese a introdurre motivi ornamentali, con questa tecnica, nei tessuti. L’imperatore cinese Wendi della dinastia Sui possedeva una veste damascata già dal V secolo. Si intervallarono nella produzione anche: l’India, la Persia, la Grecia bizantina e la regione siriana.

Damasco, principale piazza del commercio e della produzione di questo tessuto, nel XII secolo superò talmente tutti gli altri paesi per bellezza e originalità dei disegni che i suoi tessuti di seta divennero ricercati. E, dal cuore del medio-oriente venne venduto in Europa. L’occidente impressionato dall’alta qualità e pregio ne fece abiti cerimoniali, sacerdotali e lo utilizzò nell’arredamento di chiese, palazzi e residenze regali.

Damasco italiano del XIV secolo

Damasco italiano del XIV secolo

Secondo alcune fonti pare che i Crociati portarono segretamente il damascato al Papa durante gli anni delle Crociate, convinti di essere stati i primi ad averla portata in Europa dove era conosciuto come “diaspron” dal nome di Costantinopoli.

Con la successiva produzione nella penisola italiana divennero famosi i tessuti damascati prodotti a Caserta, Catanzaro, Lucca, Palermo, Parma e Vicenza. A partire dal XVII secolo si iniziò ad impreziosirlo con fili dorati e argentati e da effetti in rilievo nel tessuto che gli conferivano un ulteriore valore e rilievo. Il materiale pregiato e la lavorazione che risultava lunga e difficoltosa limitarono la fruizione di questo tessuto esclusivamente a chi poteva permetterselo.

Bisognerà aspettare fino al 1800 per vederlo prodotto con telai Jaquard grazie ai quali si abbassarono notevolmente i costi e i tempi di esecuzione. Questa automazione cambiò la concezione storica che considerava il damascato come il tessuto delle persone potenti.

 

 

 

Author: Roberto Del Latte

Sono un blogger e laureando in lettere moderne a Bari. Sono appassionato di politica estera e collaboro con diverse riviste del settore, tra cui theZeppelin e il Caffè Geopolitico, dove tratto le politiche energetiche, la politica degli stati post-sovietici e la geopolitica delle religioni.

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