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[In copertina: ritratto di Jacob Fugger. Fonte: gospelherald.com]

Il ritratto di Albrecht Dürer raffigurante Jacob Fugger mostra un uomo con le labbra sottili e gli occhi che non perdonano. Indossa una mantellina di pelliccia sulle spalle e un cappello marrone. Un abbigliamento incredibilmente comune per il suo tempo, insomma. Greg Steinmetz, ex giornalista del Wall Street Journal e attualmente analista di titoli finanziari a New York, sostiene che Fugger sia stato l’uomo più ricco mai esistito.

Banchiere tardo-medioevale del sud della Germania, Fugger non è mai stato considerato alla pari di personalità come i De Medici, conosciuti soprattutto per l’interesse all’arte rinascimentale. Eppure è stato un banchiere migliore.

Se oggi fosse vivo, avrebbe saputo destreggiarsi perfettamente tra Wall Street e la City. Tuttavia la sua storia, se pur notevole, è ancora poco conosciuta.

Il racconto di Steinmetz non sempre brilla e alcuni aspetti della storia delle banche sono ambigui, tuttavia l’ambizione di Fugger, il suo essere spietato e la sua avidità sono dettagli affascinanti.

Nacque da una famiglia di agiati commercianti di tessuti e banchieri ad Asburgo nel 1549. Divenne ricco e potente rischiando il capitale e la reputazione per finanziare le mire espansionistiche degli Asburgo. Jacob saldò la relazione con la famiglia asburgica iniziata quando Federico III, sovrano del Sacro Romano Impero, ricevette un prestito dal fratello di Fugger nonostante fosse conosciuto come un cattivo pagatore. Jacob divenne il banchiere del figlio di Federico III, l’imperatore Massimiliano I, colui che costituì l’impero Austro-Ungarico e di Carlo V di Spagna, la cui vittoria nella Battaglia di Pavia favorì il consolidamento dell’egemonia asburgica. I suoi enormi prestiti erano sostenuti dalle garanzie e spesso i clienti asburgici pagavano attraverso donazioni.

Fugger fu in grado di controllare le materie prime come l’argento in Austria e il rame in Ungheria. Costruì una fonderia per raffinare il rame, e lo commerciava in maniera alquanto spietata. Quando si unì al cartello di produttori di rame di Venezia questi si accordarono per innalzare il prezzo del rame riducendo la produzione, Fugger  invece fece pressione sui rivali e sui cospiratori.

Inondò il mercato con così tanti metalli che il prezzo si abbassò vertiginosamente e i suoi rivali vennero profondamente indeboliti. Successivamente, aiutò le finanze portoghesi riorganizzando il mercato del pepe e delle spezie a Lisbona, una mossa talmente produttiva che distrusse definitivamente il commercio di Venezia. Egli inoltre aveva una sete di informazione riguardo il commercio e l’economia tale da portarlo a istituire una rete di corrieri che riportavano informazioni che venivano stampate e successivamente distribuite sotto forma di giornali arcaici. Fugger quindi si può dire essere stato l’inventore del primo sistema d’informazione.

L’uomo d’affari raccolse nuovo capitale per la sua banca sfruttando i conti di risparmio, i quali furono per la prima volta introdotti ad Asburgo e pagati il 5% all’anno, contravvenendo così al divieto di usura posto dalla Chiesa Cattolica. Fugger ne discusse personalmente con il papa Leone X (membro della famiglia dei Medici, per inciso) il quale trasse personalmente beneficio dalla sua generosità. Il papa rispose con indulgenza e il divieto di usura fu opportunamente riscritto nel 1515, quando la pratica fu ridefinita come “un profitto acquisito senza lavoro, costi o rischi.” Rischiare con i risparmi dei clienti è diventata una pratica leggittima “L’economia moderna” sostiene Steinmetz “stava ponendo le sue basi”.

La relazione di Fugger con il Vaticano era basata su una estesa rete di filiali attraverso cui poteva trasferire le donazioni dalla Germania a Roma in cambio di una commissione del 3%. Ma il risultato maggiormente sorprendente e al contempo inaspettato che ottenne, secondo Steinmetz, fu accendere involontariamente la miccia che fece scoppiare la Riforma. Fugger lavorò con un altro cliente Asburgico, per il quale comprò l’arcivescovato di Mainz, ed insieme iniziarono a vendere indulgenze (un perdono dei peccati che garantiva, in cambio di denaro, una scorciatoia per il paradiso) dividendo i guadagni con il papa che utilizzò i proventi per costruire la Basilica di San Pietro. Nel 1517 Martin Lutero fu particolarmente indignato da questo metodo e scrisse le “95 tesi”, le quali condannavano la chiesa di Roma e diedero il via alla Riforma Protestante.

Con il tempo collezionò una serie di nemici che desideravano vederlo morto. In primo luogo i Cavalieri Teutonici, un ordine militare del medioevo, e la classe contadina della Germania che insorse contro lo sfruttamento messo in atto dalla classe dei mercanti, dei quali Fugger era il maggior esponente. Uno dei leader della rivolta contadina tedesca avvenuta nel 1520 era Thomas Müntzer, un prete, considerato un primitivo “comunista” analfabeta, che promise che Dio avrebbe ucciso Fugger. (Durante la Guerra Fredda il ritratto di Müntzer apparve come simbolo della Germania Est, mentre quello di Fugger a rappresentazione della Germania Ovest). Fugger e i mercanti finanziarono l’armata che si battè a difesa dei loro interessi. Si spense indisturbato nel 1525.

Da giovane Fugger giurò che avrebbe guadagnato per tanto tempo quanto avrebbe potuto. E così fece. Al momento della sua morte era multimilionario. Visse spensierato nel lusso di un palazzo ad Asburgo. Qualunque sia la verità dietro la pubblicazione di Stenmetz, Jacob Fugger si sarebbe compiaciuto al pensiero di essere l’uomo più ricco che sia mai esistito.


[ Traduzione e sintesi di Francesca Del Vento. Articolo originale del The Economist qui ]

I punti di vista e le opinioni espressi in questa pubblicazione sono di esclusiva responsabilità degli autori e non riflettono necessariamente il punto di vista di Cronache dei Figli Cambiati

Author: Francesca Del Vento

Amo viaggiare e ho una valigia sempre pronta per partire.
Mi appassionano le lingue, le culture e l’arte in tutte le sue forme

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