La vita all’asilo Tsukamoto di Osaka

Ogni mattina, i bambini dell’asilo Tsukamoto marciano con i loro piccoli piedi a ritmo di inni militari, si inchinano alle immagini dell’imperatore, promettono coraggiosamente di offrire la propria vita per difendere la patria. Alle recite scolastiche, questi bambini di tre, quattro o cinque anni, mettono in scena spettacoli in cui esortano il pubblico di genitori a proteggere il Giappone da minacce straniere.

I bisnonni degli allievi dell’asilo Tsukamoto ricevettero la stessa educazione, ma le scuole di stato attenuarono il nazionalismo all’indomani della seconda guerra mondiale. Questo finchè alcuni giapponesi si sono resi conto che in realtà le scuole private offrono ancora questa educazione ultra-nazionalista. E la cosa che più li ha stupiti, è stato il fatto che sia proprio il governo a sostenerle.

Lo scorso anno, la Moritomo Gakuen, l’azienda che dirige l’asilo, ha comprato un lotto di terreno pubblico nella città di Osaka ad un prezzo stracciato, circa al 14% del suo valore effettivo. Così iniziarono la costruzione di una scuola elementare per insegnare le stesse idee ultranazionaliste. Fu invocato il nome di Shinzo Abe, primo ministro giapponese, durante un discorso per la sollecitazione alle donazioni. La moglie di Abe, Akie, tenne un discorso presso l’asilo Tsukamoto e ne fu nominata direttrice. Tomomi Inada, il ministro della difesa, spedì una lettera ringraziando l’asilo di migliorare il morale dei soldati giapponesi, dopo che i bambini dell’istituto furono inviati a dare il benvenuto alle navi da guerra giapponesi che tornavano ai porti.

Gli imbarazzanti collegamenti con il governo giapponese

Shinzo Abe nega ogni coinvolgimento nella vendita del terreno, e promette di dimettersi se chiunque altro sarà in grado di provare il contrario. Il presidente Abe dice che lui e sua moglie furono assillati dal direttore, Yasunori Kagoike, affinchè donassero a favore dell’asilo, e lo stesso Kagoike utilizzò il nome del primo ministro come spinta per raccogliere altri fondi “nonostante la mia ripetuta insistenza di non farlo”.

Tuttavia, Abe aveva precedentemente elogiato il direttore Kagoike per la sua “ammireovle passione” nell’istruzione e aveva detto che condividono “ideologie simili”. Col crescere dell’attenzione sul caso, però, qualsiasi riferimento alla ministra della difesa Inada e al presidente Abe è stato eliminato dal sito internet dell’asilo senza troppi complimenti.

Istigazione all’odio e la retromarcia delle istituzioni

L’asilo Tsukamoto era persino stato messo sotto inchiesta per istigazione all’odio. La scuola mandò note a casa degli studenti in cui i cinesi venivano chiamati “shinajin“, l’equivalente di “musi gialli”. La vice preside nonchè moglie del preside Yasunori Kagoike, spedì una lettera ai genitori di un bambino di origine coreana dicendo che lei non discrimina ma “odia coreani e cinesi”.

La Moritomo Gakuen ora cerca di divincolarsi dalla faccenda, così come il presidente Abe. Le autorità di Osaka dicono che una volta finito di costruire, l’asilo, potrebbe non ricevere la licenza di operare. Ci sono stati meno iscritti rispetto a quelli attesi. E ha dovuto cambiare il nome in Land of Rice memorial school, e non più quello iniziale: Prime minister Shinzo Abe memorial school.

Qui l’articolo originale dal “The Economist“.

Author: Samy Dawud

Sono laureato in Economia e Management presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Grande appassionato di Politica Estera e Medioriente, di viaggi e di musica

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