«Ma poi che cosa è un bacio?
Un giuramento fatto un poco più da presso,
un più preciso patto,
una confessione che sigillar si vuole,
un apostrofo rosa messo tra le parole t’amo.»
(Cyrano de Bergerac – Edmond Rostand)

Come possiamo definire cos’è un bacio senza mimarlo?

Affermano i neurobiologi, ridimensionando il ruolo della passione e del sentimento, che la funzione del bacio è prevalentemente quella di selezionare il partner con finalità squisitamente riproduttive. A seconda dei casi si liberano neurotrasmettitori chimici dall’ossitocina, che produce fiducia, alle endorfine, che stimolano l’allegria ed allontanano la tristezza, mentre tende a scendere il livello del cortisolo, fattore di stress, che aumenta nelle situazioni di ansia e pericolo. La sensazione che scaturisce da un bacio è estremamente complessa ed alla base dell’emozione che provoca vi è il lavoro di ben 35 muscoli facciali. Quando il bacio è appassionato si scatenano numerose variazioni fisiologiche: la dilatazione dei vasi sanguigni, che producono rossore delle guance ed un maggiore afflusso di sangue al cervello, mentre il cuore comincia a pulsare più intensamente e le pupille si dilatano. Inoltre aumenta la produzione di dopamina, che induce desiderio, esaltazione, euforia.

Il bacio già presente nel 90% delle culture esistenti al mondo è riuscito a contaminare molti fenomeni sociali. L’arte e letteratura lo hanno glorificato per secoli come arte sottile ed oggi la scienza lo ha riassunto in un gioco di ormoni, sarà vero, ma nonostante tutto continueremo imperterriti a baciarci perché “il bacio è proprio degli esseri umani”.

Manifestatosi in egual maniera in tutte le culture, ad eccezione degli eschimesi o dei pigmei che si strofinano vicendevolmente i nasi, è totalmente sconosciuto a mongoli e giapponesi. Questo gesto esprime una serie molto ampia di situazioni e relazioni: la sottomissione al cospetto di un potente del quale si baciano i piedi (usanza dell’impero bizantino ai tempi dell’imperatrice Teodora come segno di estrema devozione al sovrano); il saluto tra parenti ed amici; lo scambio di intimità tra due amanti; la cerimonia di ingresso in una categoria o in un clan (si pensi al bacio accademico o a quello tra mafiosi o a quello scambiato tra grossi esponenti della politica); vi sono poi i baci liturgici ad oggetti sacri durante le funzioni e l’amministrazione di alcuni sacramenti.

I musulmani nel rito del Hajj sostano e baciano rapidamente la Pietra Nera a imitazione del profeta Maometto; gli ebrei baciano il Muro del pianto; gli hindu baciano talvolta la terra nei templi e i cattolici baciano la croce in segno di adorazione per il Cristo nel Venerdì Santo; nel cerimoniale papale è tradizione baciare i piedi al Papa (o l’anello ai cardinali) e d’altro canto il Papa, in segno d’umiltà, è solito baciare la terra appena arrivato in un nuovo paese. Da non dimenticare l’usanza del “baciamano” negli ambienti nobili e raffinati (presente anche nel film il Padrino), consistente nello sfiorare appena con le labbra il dorso della mano, mentre, molto particolare e dalla prorompente sensualità è il bacio alla francese che consiste nel baciare a bocca aperta l’altra persona, muovendo vigorosamente le lingue e spesso con scambio di leggeri morsi sia sulle labbra che sulla lingua stessa, quasi sempre scambiato ad occhi chiusi. Il bacio alla francese è un avvicinamento all’atto sessuale vero e proprio.

I latini invece avevano tre diverse definizioni per il bacio: l’osculum che rappresentava il rispetto ed era adoperato per l’amore filiale (da non confondere con “Osculum infame” nome del saluto rituale che la strega adottava quando incontra il Diavolo nel corso del sabba. Consisteva nel baciare l’ano del Diavolo, che rappresenta l’altra sua bocca); il basium che indicava affetto ed era usato per le mogli; il savium un’espressione di libidine che si scambiava con le prostitute.

Nella Firenze del ‘300 la pace tra fazioni era suggellata da un bacio sulla bocca tra i rispettivi capi, simile al celebre bacio fra Leonid Breznev ed Erich Honecker del 1979 rispettivamente presidente dell’Unione Sovietica e della Germania dell’Est, secondo l’usanza russa, diventata l’immagine più fortemente simboliche della Guerra fredda, soprattutto dopo che l’artista russo Dmitry Vrubel ne dipinse una copia sulla parte est del Muro di Berlino con la scritta: “Dio mio, aiutami a sopravvivere a questo bacio della morte”.

Berlino, East Germany, Oct. 4, 1979 - Soviet President Leonid Brezhnev and East German leader Erich Honecker change kisses after Brezhnev was honored with the title "Hero of the German Democratic Republik" and the "Karl Marx Medal". Brezhnev participates in the celebrations marking the 30th anniversary of the East German State`s foundation. (AP Photo/Helmuth Lohmann/stf)

Berlino, East Germany, Oct. 4, 1979 – Il presidente Sovietico Leonid Brezhnev con il leader della Germania Est Erich Honecker

Celebre nella storia è quello di Giuda al Cristo, che, lascia sgomenti come con un bacio l’apostolo tradisca il Maestro e Amico: “Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo?” [Lc 22, 48]. Quest’atto è stato replicato infinite volte, dai capitelli romanici alle sgargianti miniature dei codici più preziosi, ma la vetta più alta viene toccata da Giotto nella Cappella degli Scrovegni, quando un Giuda brutto e dal volto malvagio cerca di abbracciare Cristo, avvolgendolo nel suo mantello giallo, mentre Cristo lo fulmina con uno sguardo severo e sprezzante.

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Poesia di Catullo

Nel frattempo Dante in un solo verso: “la bocca mi baciò tutto tremante” fissa per l’eternità l’ansia di due corpi che fremono e di due labbra che si cercano. Si tratta del bacio tra Paolo e Francesca, collocati nel girone infernale dei lussuriosi pur comprendendo la forza dell’amore che li ha spinti ad infrangere le regole della morale e della convivenza. Shakespeare ha lasciato altre pagine indimenticabili sul bacio, quello tra Romeo e Giulietta quando parla del bacio di lui a quello che egli crede il cadavere di lei: “Labbra, voi, porte del respiro, suggellate con un giusto bacio il contratto senza termine con la morte ingorda…” [Terza scena del V atto di Romeo e Giulietta]. Nella Roma Antica è celebre il Carme V di Catullo: “Dammi mille baci e poi cento, poi altri mille e poi ancora cento; ancora un secondo centinaio e poi ancora mille… fino a non poterli più contare”.

amore-e-psiche-di-antonio-canova_261a08c459f8146601b1df720012e66dNel ‘300, il Decamerone del Boccaccio, tra quelle cento novelle sono tantissimi i baci, ma forse il più bello, resta quello del bolognese Gentile de’ Carisendi, il quale amò e rispettò sempre Caterina di Nicoluccio Caccianemico, perché sposa di un altro. Per dimenticarla accettò di trasferirsi a Modena come podestà: là apprese che ella era morta improvvisamente e decise allora di recarsi a renderle l’estremo omaggio: “E questo detto, essendo già notte, dato ordine come la sua andata occulta fosse, con un suo famigliare montato a cavallo, senza restare colà pervenne dove seppellita era la donna; e aperta la sepoltura, in quella diligentemente entrò, e postosi a giacere allato il suo viso a quello della donna accostò, e più volte con molte lacrime piangendo il baciò…” [Novella quarta della giornata X]. Nel campo dell’opera lirica abbiamo poi il bacio tragico di Tosca, la quale, prima di uccidere il perfido barone Scarpia con una vibrante pugnalata, gli grida furiosa: “Questo è il bacio di Tosca!”.

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Il colmo della lussuria attraverso il bacio lo si vede tra Ottocento e Novecento, dove dà un ininterrotto spettacolo di sé il
poeta, Gabriele D’Annunzio. Dall’età di diciannove anni, traspone in versi le sue “imprese” erotiche con un protagonismo ed un narcisismo sfacciati: ed il bacio, anzi i baci, diventano una gloriosa bandiera: “Ch’io senta fremerti – la bocca odorosa di arancia, – fresca, vermiglia, ne ’l bacio mio” [1882: a Giselda Zucconi, Lalla]; “Chino a lei su la bocca io tutto, come a bere – da un calice, fremendo di conquista, sentivo – le punte del suo petto dirizzarsi, al lascivo – tentar de le mie dita, quali carnosi fiori…” [1883: a Maria Hardouin dei duchi di Gallese]; “Ma, come fummo al sommo, la bocca ansante m’offerse – ella: feriva il sole quel pallor suo di neve…” [1887: le labbra sono di Barbara Leoni e il bacio “fatale” scocca nel parco di Villa Medici, a Roma”].
jean_leon_gerome_042_pigmalione_e_galatea_1890L’Ottocento ha la palma del bacio più famoso in assoluto, quello immortalato da Francesco Hayez e conservato nella pinacoteca di Brera, un’icona del romanticismo, ripresa ed imitata all’infinito dalle scatole dei cioccolatini alla colta citazione del regista Luchino Visconti in una scena del suo film Senso. Sul versante del marmo Antonio Canova glorifica il bacio in un celebre gruppo scultoreo Amore e Psiche conservato al Louvre, nel quale dal freddo della materia inanimata sprigiona il vento delle passioni ed il fremito dei corpi che si congiungono in un bacio nitido e puro come acqua di roccia. In Francia Gerome rivisita e rende attuale l’antica storia di Pigmalione, scultore abilissimo che si innamora di una sua statua Galatea alla quale infonde la vita attraverso un bacio e la fanciulla assume forme umane di un tale splendore. Con Klimt, già nel Novecento e nel suo famosissimo Bacio s’immortala l’attimo fuggente in cui universo maschile e femminile si compenetrano, in cui i due amanti sono racchiusi in un anelito di pura sensualità ed ascesi mistica.

Pittura e scultura cedono negli ultimi decenni anche ad altre arti e dalla fotografia al cinema, la prerogativa di illustrare la gustav-klimt-gold-tile-5_65magia del bacio. Sullo schermo vi sono numerosi esempi di baci rimasti nell’immaginario collettivo da quello tra Clark Gable e Vivien Leigh in Via col vento, a quello tra Marcello Mastroianni e Anita Ekberg nella fontana di Trevi della “Dolce Vita” di Fellini, senza tenere conto dei numerosi baci elargiti a varie partner dal bello per eccellenza Rodolfo Valentino o nel bacio cinematografico passato alla storia come il più lungo e intenso, l’avvinghiamento amoroso fra Ingrid Bergman e Cary Grant in “Notorius” che dura nel complesso più di due minuti e mezzo, ma in realtà è fatto di parecchi baci più corti e di molte parole sospirate e inframmezzate fra un bacio e l’altro.

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Fotografia di Oliviero Toscani

Il fotografo italiano Oliviero Toscani avvezzo alle provocazioni, nel 1991 pensa a una campagna per Benetton: un prete che sfiora le labbra di una suora e, anche se la faccenda era prima di tutto mediatica la nuova pubblicità scandalo fa parlare e muove le coscienze. In Italia l’immagine viene censurata per le pressioni del Vaticano, in Francia per quelle di alcune associazioni religiose. Un bacio, evento di per sé nell’ordine naturale delle cose, se è fuori contesto, accende gli animi e mette in moto la reazione. E difatti vent’anni dopo il copione e la storia si ripetono: molte le proteste anche nel 2011 in un replay di baci pubblicitari frutto di fotomontaggio fra Nicolas Sarkozy e Angela Merkel; Barack Obama e Hu Jintao; Papa Benedetto XVI e l’imam del Cairo. Ritirata poi per le proteste vaticane, anche se il titolo e le intenzioni della campagna erano tutt’altre: Unhate, contro l’odio.

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Bacio lesbo di Greta Garbo

Il bacio scandaloso di Greta Garbo nel film “La regina Cristina” di Rouben Mamoulian del 1933. La contessa Ebba Sparre arriva allegra nella sontuosa stanza della regina Cristina e subito si piega a baciarle la mano sinistra, ma la Regina la fa alzare, le prende il volto fra le mani e la bacia sulle labbra con fresca e disinvolta passione, Greta Garbo interpreta la sovrana di Svezia e questo è fra i primi baci lesbo del cinema, gesto, quello della Garbo, che ancora variamente ispirò le star contemporanee — da Madonna e Britney Spears a Penelope Cruz e Scarlett Johansson.

 

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Riot Kiss a Vancouver

L’11 giugno 2011 a Vancouver, dopo una partita di hockey su ghiaccio persa dai canadesi, si scatenano risse e disordini e due ragazzi vengono immortalati mentre si baciano sull’asfalto dopo essere rimasti intrappolati per caso fra i tifosi e la polizia che caricava, lei è caduta, colpita da uno scudo, e lui cercava di consolarla, accarezzandola e dicendole di stare tranquilla. Il “Riot Kiss”, il bacio della sommossa, diventa subito virale in Rete. Lo scatto del fotografo Richard Lam, diventa subito iconico ed è paragonato al bacio di Alfred Eisenstaedt, quando alle 17:51 precise del 14 agosto 1945 un marinaio e un’infermiera si scambiarono forse il bacio più celebre della storia contemporanea, in una Times Square affollata e festante per l’annuncio della vittoria sul Giappone e la fine della Seconda guerra mondiale.

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Bacio a Time Square

Per finire nelle favole e nei cartoni animati che celebrano baci casti ma dotati di poteri prodigiosi, come il risveglio de “la Bella addormentata nel bosco” dopo che è stata punta o nel grande bacio finale de “la Bella e la Bestia”. Ultradecennali e attuali sono i messaggini con frasi d’amore contenute nei Baci Perugina, mentre tra le canzoni possiamo stilare un piccola playlist:

  1. Kasabian – Goodbye Kiss
  2. Katy Perry – I kissed a girl
  3. Jovanotti – Baciami ancora
  4. Faith Hill – This Kiss
  5. Prince – Kiss
  6. Billie Myers – Kiss the Rain
  7. Carmen Consoli – L’ultimo bacio
  8. Adriano Celentano – 24 mila baci
  9. Lucio Dalla – Prima dammi un bacio
  10. Lidia Martorana – Amore Baciami (1947)
  11. Bruno Martino – Baciami per domani
  12. Robertino – Con un bacio piccolissimo
  13. George Michael – Kissing a fool
  14. Adriano Celentano – Il tuo bacio è come un rock
  15. P!nk – Blow me (one last kiss)
  16. Cesare Cremonini – Il primo bacio sulla luna
  17. Sixpence None The Richer – Kiss me
  18. Artisti vari – Bésame mucho
  19. Taylor Swift – Last Kiss
  20. Michel Buble – Kissing a fool
  21. Red Hot Chili Peppers – Suck my kiss
  22. Domenico Modugno – Che cos’è un bacio

Menzione speciale e veloce per chi del bacio ne ha fatto un’identità per una rockband: the “Kiss”

L’ultima citazione, ormai necessaria è quella della scena finale del film “Nuovo Cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore dove: Totò non può fare altro che tornare a Roma con una bobina di pellicola che gli ha lasciato in eredità Alfredo: questa è un montaggio dei baci censurati da don Adelfio e la sua proiezione commuove Salvatore che con quelle immagini ricorda la sua infanzia.

Insomma una serie interminabile di citazioni che mostrano quanto il bacio goda di buona fama e faccia bene alla salute, senza considerare la mononucleosi infettiva, la così detta malattia da bacio, ma davanti a labbra sensuali ed invitanti siamo pronti a correre qualsiasi rischio e, ne siamo certi, così si comporteranno i nostri discendenti fino all’ultima generazione.

Author: Roberto Del Latte

Sono un blogger e laureando in lettere moderne a Bari. Sono appassionato di politica estera e collaboro con diverse riviste del settore, tra cui theZeppelin e il Caffè Geopolitico, dove tratto le politiche energetiche, la politica degli stati post-sovietici e la geopolitica delle religioni.

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