“Ebbi l’idea del titolo nel 1971, mentre, ubriaco, giacevo in un prato a Innsbruck, in Austria. Non ero ubriaco fradicio: avevo solo il tipo di sbronza che può prendersi un autostoppista squattrinato il quale, dopo due giorni di digiuno, decida di tracannare due Gosser forti. Si trattava insomma di una lieve incapacità di reggersi sulle gambe. Viaggiavo con una copia molto logora di Hitch Hiker’s Guide To Europe (Guida all’Europa per gli autostoppisti)  […] quando spuntarono le stelle pensai che se ci fosse stata una guida galattica per gli autostoppisti sarei partito a razzo. Poi mi addormentai, e mi dimenticai per 6 anni di quest’idea”

Alcuni anni dopo la laurea in inglese, Adams decise di scrivere una storia a metà fra la commedia e la fantascienza, nonostante nessuno sembrasse interessato all’idea. Tutto cambiò quando un giorno incontrò Simon Brett, produttore radiofonico della BBC, casualmente alla ricerca d’idee per un suo programma, una commistione fra comico e fantascientifico. Il primo episodio della serie radiofonica andò in onda mercoledì 8 Marzo 1978, senza alcuna pubblicità. Due settimane dopo cominciarono ad arrivare le prime lettere: qualcuno aveva seguito il programma.

Degli editori cominciarono ad interessarsi al testo, e Pan Books chiese di ricavare dal serial un romanzo. Si trattò di un periodo molto produttivo per Adams: mentre lavorava alle sceneggiature del telefilm Dr Who, fu chiamato a terminare il romanzo, in quanto sottoposto costantemente sotto pressione dalla Pan, a causa delle continue scadenze mancate. Ma questi impegni non gli impedirono di cadere in bancarotta.

Finché nel settembre 1979, il romanzo Guida galattica per Autostoppisti uscì finalmente in Inghilterra, finendo al primo posto della lista dei best-seller del mass market pubblicato dal Sunday Times. Una incredibile evoluzione, dunque: programma radiofonico, romanzo, serie televisiva. Poi una produzione hollywoodiana, poi ancora un romanzo. Ed infine un romanzo di romanzi:

  1. “Guida galattica per gli autostoppisti”;
  2. “Ristorante al termine dell’universo”;
  3. “La vita, l’universo e tutto quanto”;
  4. “Addio, e grazie per tutto il pesce”;
  5. “Praticamente innocuo”;
  6. “Sicuro, sicurissimo, perfettamente sicuro”.

Il punto? Vediamo. In breve: il protagonista, Arthur Dent, viene costretto ad abbandonare la propria casa, che verrà abbattuta per costruirci su una tangenziale. Ford Prefect è un viaggiatore della galassia, e sbarca sulla Terra per comunicare ai terrestri che il pianeta verrà distrutto per lasciare il posto ad una gigantesca circonvallazione iper-spaziale.
I due, costretti a fuggire, iniziano così la loro avventura nello spazio ricorrendo all’autostop Galattico e all’ausilio della Guida Galattica per gli autostoppisti. Un libro notevolissimo, mai pubblicato sulla Terra, che ha ottenuto un gran successo in tutta la Galassia, diventando il depositario di tutto il sapere e di tutta la scienza. La guida ha riscosso un gran successo essenzialmente per due motivi:

  1. Costa poco;
  2. Ha stampato in copertina, a grandi caratteri che ispirano fiducia la scritta DON’T PANIC.

Marvin the Paranoid Android

Uno dei personaggi più interessanti e curiosi che i protagonisti incontreranno è il loro futuro compagno di viaggio Marvin, un androide molto differente dall’ideale comune di robot. Dotato di V.P.P. (Vera Personalità di Persona) è costantemente depresso a causa del conflitto tra i suoi sentimenti, pessimistici per lo più, e la sua vastissima conoscenza.

I Radiohead, nel loro album Ok Computer, hanno voluto “omaggiare” l’androide, incidendo la ben nota Paranoid Android. Uno dei riferimenti più eclatanti si trova nella strofa:

“You don’t remember/ you don’t remember/Why don’t you remember my name?”

I protagonisti infatti non ricordano mai il suo nome. In “Ristorante al termine dell’universo”, ne faranno totale dimenticanzaritrovandolo solo 566mila milioni di anni dopo, nel romanzo successivo.

Di fondamentale importanza nell’intera vicenda è il super-computer “Pensiero Profondo”, progettato da una razza di esseri superintelligenti e pandimensionali al fine di trovare “la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto”. Il super-computer impiegherà 7milioni e mezzo di anni per formulare una risposta alquanto inconcludente:

il super-computer Pensiero Profondo

il super-computer Pensiero Profondo

-Pensiero profondo: La risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto è… 42. Sì, ci ho pensato

attentamente è questa, 42. Certo sarebbe stato più semplice se avessi conosciuto la domanda.
-Loonquawl: Ma era LA domanda, la domanda fondamentale di tutto quanto!
-Pensiero profondo: Questa non è una domanda! Solo quando conoscerete la domanda comprenderete la risposta.
-Loonquawl: E dacci la domanda fondamentale!
-Pensiero profondo: Non posso, ma c’è qualcuno che può, un computer che calcolerà la domanda fondamentale. Un computer di tale e infinita complessità che la vita stessa farà parte della sua matrice operativa e voi assumerete nuove e più primitive forme ed entrerete nel computer a navigare i dieci milioni di anni di vita del suo programma. Io progetterò questo computer per voi e si chiamerà… [Fine del documentario]

"Answer to life the universe and everything"Anche Google, Apple e Windows si sono lasciati ispirare da questo dialogo al punto di volerlo emulare con i loro prodotti commerciali: Google, Siri e Cortana.

Ponendo il quesito “Qual è il senso della vita?” tutti daranno tutti come risposta: “42”.

Nel mondo dei videogiochi troviamo dei chiari riferimenti al romanzo: in Spore, raggiungendo il centro della Galassia ed ottenendo il Bastone Della Vita si sblocca l’obiettivo 42. Nel gioco Fruit Ninja bisogna invece totalizzare un punteggio pari al “senso della vita” per ottenere la “Sparkle Blade”.

Non solo videogiochi ma anche tv. Un episodio della terza serie moderna di Doctor Who è intitolato “42”: il Dottore, rispondendo ad una richiesta di soccorso, sale su una nave spaziale in panne, avendo a disposizione soli 42 minuti per ripararla.

È abbastanza chiaro che neppure Sir Adams aspettasse che una sbronza avrebbe potuto creare un’opera di tale risonanza.

Noi Figli Cambiati ci auguriamo che Cosimo Cataleta, dotato di altrettanti mezzi, raggiunga gli stessi obiettivi di Adams con il suo racconto “La scorsa notte ho sognato che qualcuno mi amava”.

Ho chiesto lui personalmente assenso per questo finale. Mi ha scritto un sms avaro di parole.

Solo un numero: 42.

Author: Antonella Leone

Simpatica testa calda, lavoratrice per passione, viaggiatrice per bisogno. Colleziono musica, spesso anche sogni.

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