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Secondo il sondaggio dell’Istituto per gli Studi Politici Internazionali realizzato con la collaborazione di 130 esperti, Vladimir Putin è stato il personaggio più influente del 2016. Chiaramente 130 esperti servivano a confermare qualcosa di palesemente già chiaro, questa Russia è tornata ad essere un attore internazionale molto influente.

Putin è il personaggio più influenta fonte ispionline.it

fonte ispionline.it

Un altro dato di fatto è che lo spettro politico contemporaneo dei partiti socialdemocratici e liberali che governano le democrazie occidentali percepiscono la Russia di Putin come una minaccia che ambisce ad estendere la sua influenza puntando a destabilizzare l’attuale sistema a guida Usa. Questa preoccupazione nasce da una serie di azioni provocatorie di Putin, che iniziano con l’invasione ucraina (2014) e la campagna militare brutale contro i ribelli anti-Assad in ​​Siria, fino alla violazione degli hacker russi Fancy Bear e Cozy Bear della posta elettronica di John Podesta e Hillary Clinton con le relative accuse della CIA che sostiene sia stato un piano del Cremlino per screditare deliberatamente la candidata per favorire Trump alle presidenziali americane 2016.

Putin Trump Farage e Le Pen in una vignetta di economist.com

Putin Trump Farage e Le Pen in una vignetta di economist.com

L’altra constatazione è che i principali movimenti nazionalisti e populisti d’Europa, se non del tutto, sovrappongono alle loro opinioni la posizione di Putin: Marine Le Pen del Front National, ha preso in prestito da una banca russa 11 milioni di euro per finanziare la sua campagna elettorale nel 2014 in cambio del sostegno diplomatico alla Russia nella crisi ucraina; il Partito della Libertà austriaco invece ha recentemente firmato un accordo di cooperazione con il partito Russia Unita di Putin; Geert Wilders, il populista dei Paesi Bassi, nonostante sia stato più freddo verso Putin, è stato comunque fondamentale per la Russia in Crimea. Convincendo gli elettori olandesi a respingere nel referendum consultivo l’accordo di associazione tra Unione Europea e Ucraina è riuscito a schierare il suo paese come unico oppositore al processo di integrazione ucraino.

In casa nostra l’inchiesta di Buzzfeed ha mostrato la rete di siti e social media che diffondono notizie false e propaganda filorussa del M5S. La leadership del partito controlla la pagina TzeTze che teoricamente dovrebbe essere indipendente. Esistono però dozzine di pagine affiliate e non, come: W IL M5S ( 459.000 “mi piace”) e M5S UNICA SPERANZA D’ITALIA (140.000 “mi piace”), rilanciano quasi esclusivamente informazioni dalla quella rete.

La pagina del servizio italiano di Sputnik o il canale televisivo russo in lingua inglese Russia Today sono altre piattaforme, di proprietà del governo russo, che spesso disinformano. Entrambe durante la campagna referendaria italiana hanno scambiato una manifestazione per il SI per una contro Renzi. La notizia è poi rimbalzata sulle pagine della galassia Casaleggio.

bufale antiamericane putin

Ma i partiti nazionalisti populisti che vedono Putin come un potenziale alleato si concentrano su una priorità di interesse in comune? Entrambi vogliono indebolire l’Unione Europea – Putin dall’esterno, i populisti dall’interno? L’attrazione reciproca è sicuramente più del solito schema “nemico del mio nemico” eppure, il leader russo non potrebbe desiderare migliori amici in questi giorni che questi agitatori anti-sindacali perché queste campagne d’influenza aumenterebbero – secondo il parlamento europeo – le divisioni nell’UE con l’obiettivo di colpire la Nato e bloccare i programmi di difesa degli Stati Uniti, così da spingere verso la fine delle sanzioni economiche comminate a seguito della crisi ucraina.

CyberwarDurante la guerra fredda, Mosca contava sulla quinta colonna dei partiti comunisti nazionali. Paradossalmente, oggi si affida ad un’ideologia antitetica: populisti ed destra estrema. Ma al Cremlino di oggi le idee interessano poco e Vladimir Putin non è di certo uno schizzinoso! Questa però non è una nuova guerra fredda ma una guerra ibrida, che combina potenza militare convenzionale con tattiche di guerra informatica e d’influenza propagandistica.

Mosca ha finalmente ottenuto in questo senso il rispetto geopolitico che richiedeva da anni, ma solo dopo aver impaurito Washington e Bruxelles senza le appariscenti immagini di missili e carri armati che sfilano per la Piazza Rossa, ma con azioni silenziose di persone armate di computer. Oggi possiamo considerarla una cyber potenza.

Le sue competenze sono gli attacchi come quello che paralizzò i server del governo estone a seguito della diatriba diplomatica sul destino del soldato di bronzo (2007) o anche quello contro la rete elettrica ucraina (2015) o ancora le intrusioni nei server del parlamento federale tedesco e della sede centrale del CDU di Angela Merkel. Attacchi che spaventano il 2017 europeo in vista delle elezioni in Germania, Olanda e Francia.

In conclusione sono dell’idea che una cooperazione europea con la nazione che un tempo fu dei grandi Bulgakov e Dostoevskij sarebbe fondamentale e produttiva ma oggi si rileva con rammarico che questa nuova potenza utilizza le sue capacità per indebolire la coesione politica europea e non per cercare di instaurare un vero dialogo.

Il commento di Jochen Bittner sul NYTimes:

Nel suo pezzo sul New York Times il redattore di Die Zeit ha concluso la sua analisi scrivendo: Non è una questione di prendere in considerazione la Russia, che molti sono stati restii a fare, […] perché potrebbe essere troppo tardi per fare la differenza questa volta. I leader dell’UE devono accettare la sfida tra il mondo di ieri e di domani. Ma se per esempio, per ogni sanzione imposta contro un membro del governo di Putin e dei suoi collaboratori, questi potessero invitare 1.000 giovani russi a vedere la vera Europa, invece che la versione propagandata dal Cremlino, non solo verrebbe minata la credibilità di Putin in casa, ma potremmo dimostrare da occidentali europei che l’Unione esista realmente a qualcosa, ma ci sono in gioco troppi interessi per fare in modo che questa cosa accada.

Author: Roberto Del Latte

Sono un blogger e laureando in lettere moderne a Bari. Sono appassionato di politica estera e collaboro con diverse riviste del settore, tra cui theZeppelin e il Caffè Geopolitico, dove tratto le politiche energetiche, la politica degli stati post-sovietici e la geopolitica delle religioni.

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