Racconti e cartoline dall’Irlanda

Ricordo la prima volta che ci siamo incontrate: avevo lo sguardo perso e i pensieri di chi parte alla scoperta di se stesso più che di una terra lontana. Pensavo ai miei deliri e alle mie insicurezze, quando mi sei apparsa tu e ti ho ammirata dal finestrino del mio aereo. Eri immensa, cupa e malinconica: eri come ti avevo immaginata. Mi sono subito sentita più leggera.

E’ iniziato così il mio viaggio: un sorriso complice e la gioia di vivere l’Irlanda. Mi hai accolta con la pioggia, ma non mi è dispiaciuto. I tuoi abitanti mi hanno detto , con lo sguardo seccato di chi non conosce l’estate, che a Dublino piove ogni singolo giorno. Benissimo, ho pensato: una città malinconica per un animo malinconico.  Ho corso sotto la pioggia, bagnandomi, ridendo e  sentendomi un pò il protagonista di Midnight in Paris. Ne ho respirato l’odore, ho lasciato che mi accarezzasse il viso. Ho riso più forte osservando gli sguardi infastiditi dei miei compagni e, con leggerezza, ho detto loro: “Dublino è più bella con la pioggia”.

Ti ho osservata, nelle tue periferie e nella tua quotidianità e ti ho spiata di nascosto affinchè mi mostrassi la tua parte più vera.  Amo conoscere le città, esattamente come le persone, quando non sono vetrine da esposizione ma si mostrano con i loro difetti e i dettagli che le contraddistinguono.

Ho odiato i tuoi risvegli, cupi e silenziosi, mentre guardavo fuori dalla finestra e sentivo sul mio animo il peso delle tue nuvole nere. Non mi hai dato la possibilità di scappare dal mio nemico più grande e mi sono ritrovata ad affrontare me stessa. Mi hai presa con te e mi hai catapultata nel tuo mondo, ho trovato me stessa nelle stradine colorate, in disarmonia col tuo cielo. Mi hai chiesto di ballare al suono dei  tuoi artisti di strada e hai detto loro di suonare le mie canzoni preferite. Insieme abbiamo fatto festa.

Mi hai chiesto di fotografare le tue case con i mattoncini rossi e le porticine sgargianti ed ho seguito il tuo consiglio: ora sono stampate nella mia mente. Ho raccolto i tuoi fiori e li ho nascosti in qualche libro che prima o poi riaprirò, ricordandomi di te e dei nostri momenti. A volte ho chiesto solitudine e mi hai risposto capendo i miei umori. Mi hai mostrato la tua cattedrale e io mi ci sono persa, ammirandone la storia e la solennità del silenzio. Poi ancora: ti ho chiesto una birra e ci siamo perse nei vicoli, alla ricerca di un pub in cui abbiamo bevuto e sorriso. E così, guardandomi attorno, mi sono sentita “in viaggio”. Sola con me stessa, ho ritrovato la pace. Ho sperimentato la libertà grazie all’arte quando mi hai portata al museo e ho deciso di distruggere dopo aver costruito. Tu mi osservavi compiaciuta e io ti ho detto: “Questo casino sono io”.

A volte, inaspettatamente, mi ha regalato il sole per non scoraggiarmi e io ti giuro che non c’è stata  volta in cui io non l’abbia sentito dentro, come se provenisse da me stessa.

Sei stata compagna di viaggio ideale, tra comprensione e supporto. Mi hai accolta con la pioggia e salutata con il sole augurandomi la leggerezza dell’affrontare la realtà. Ora sono grata a te, per gli insegnamenti da sorella maggiore. Un giorno cammineremo nuovamente assieme.

“Queste cose disse a parole. Ma molto di ciò che c’era nel suo cuore rimase non detto. Poiché egli stesso non sapeva esprimere il suo segreto più profondo”. Accade questo, come Amustafa, il profeta di Gibran, fatico ad esprimermi. Ed allora ed ancora,  custodirò il nostro segreto più profondo. E’ una promessa.


Le autrici di questo articolo:

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Serena La Spada

Sono Serena. Serena di nome, ma tumultuosa di fatto.

Studentessa di lingue e amante di ogni forma d’arte, in particolare delle arti visive.

Definita giovane donna d’altri tempi, inadatta a questo presente.

 

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Amo viaggiare e ho una valigia sempre pronta per partire.

Mi appassionano le lingue, le culture e l’arte in tutte le sue forme

 

 

Author: Redazione Cronache dei figli cambiati

Siamo dei giovani intraprendenti, amanti di tutte le sfumature delle vita e soprattutto appassionati di letteratura e giornalismo.

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