Alla luce (della luna) dei miei ventun anni, mi ritrovo su un anonimo tratto di strada ad osservare le più disparate creature umane: madri, padri, figli, orfani (?), volti memorabili o fin troppo discreti. Tantissime le domande che si affaccendano, informi per lo più, che affido alle orecchie ipersensibili di quel lampione gigante, custode del cielo.

Si affanna la Luna
a rischiarare umani cieli e dubbi,
amanti che brillano nascosti,
madri insonni, padri affaccendati,
bambini ingenuamente addormentati.
Il filosofo che sulla riva siede
alla luna sola domanda
e l’intera vita aspetta
il suo spiraglio d’infinito.

Author: Silvia Fortunato

Silvia, studentessa di lettere moderne a Bologna. Dissemino parole per ritrovare la strada.

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