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Iniziamo con un interrogativo, con un’ipotesi, una possibilità. Fra queste righe mi concedo di andare dove forse non si andrà mai (o forse si?). Forse resta ancora qualcosa per continuare a sperare, una ragione per raccontare storie, una consolazione, seppur magra, fra le pagine di un libro aperto a caso, che misteriosamente non fa che parlare di ognuno di noi.

Forse-
come per abbracciare
l’ipotetico periodo
o piuttosto il periodo ipotetico
in cui sono stata gettata-
Forse, dicevo
resta ancora qualcosa
a cui aggrapparsi,
alle parole tagliuzzate
dai libri e rese nuove,
altre da loro stesse,
per raccontarci ancora
favole indecenti fra le lenzuola,
per disegnare ancora
nuvole di catrame nel cielo,
per respirare ancora
il sale rossastro del sangue,
per poi sognare ancora
un forse incastrato
nelle pagine di un libro
che ho smarrito.

Author: Silvia Fortunato

Silvia, studentessa di lettere moderne a Bologna. Dissemino parole per ritrovare la strada.

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