Nel primo dibattito face-to-face tra i candidati alla presidenza americana, Donald J. Trump e Hillary Clinton, oltre agli argomenti di interesse pubblico non sono mancate le accuse reciproche. Ma al di là degli scontri politici, frequenti tra queste due vivaci personalità, l’ostilità era inconfondibile.

Fotomontaggio preso da www.slate.com

Fotomontaggio preso da www.slate.com

La Clinton sembrava il classico oratore preparato dagli sguardi gelidi e con il costante atteggiamento di ramanzina contro l’avversario. Trump che sembrava più irritabile e impaziente ha improvvisato sul palco attacchi personali per gran parte del dibattito arrivando a perdere le staffe quando la signora Clinton gli ha ricordato che aveva inizialmente sostenuto la guerra in Iraq. Trump ha più volte interrotto la Clinton contestandola con quegli attacchi che gradiscono maggiormente gli elettori repubblicani ma che finiscono per scoraggiare un voto dagli indecisi e dall’elettorato femminile.

Da parte sua, la Clinton ha ripetutamente rimproverato Trump per alcuni pasticci fatti pur di nascondere informazioni sui suoi debiti con Wall Street e le banche estere e il rifiuto di lui nel pubblicare le sue dichiarazioni dei redditi. Questo attacco non è casuale perché secondo i sondaggi è in risonanza con il volere degli elettori. Con le spalle al muro, Trump ha cercato di spostare il soggetto, criticando la signora Clinton per l’utilizzo di un server di posta elettronica privato quando era segretario di Stato. “Ho fatto un errore con una mail privata”, ha detto la signora Clinton.

L’apice nel dibattito per Trump è stato quando ha costretto la Clinton sulla difensiva sul suo supporto agli accordi di libero scambio perché sostiene che siano costati tanto in materia di posti di lavoro americani. Crolla poi per insicurezza e inesperienza politica quando si parla di razza e genere. Quando gli è stato chiesto cosa avrebbe risposto alle persone offese dai suoi anni di interrogativi sui natali di Obama non ha dato una risposta precisa sostenendo ancora una volta che Obama debba rilasciare il suo certificato di nascita per dimostrare la sua nazionalità.

La Clinton ha risposto, difendendo la dignità di Obama, che si trattava di una richiesta fastidiosa per il presidente uscente. Un chiaro appello agli elettori che profondamente ammirano Obama, ma che sono meno entusiasti di lei. La cosiddetta questione del “birtherism” è stata definita una “menzogna razzista” non nuova ai comportamenti razzisti di Trump. Il candidato repubblicano più che respingere le accuse di razzismo ha preferito contrattaccare sulle precedenti posizioni della Clinton su Obama nelle primarie democratiche del 2008, quando da rivale fu estremamente dura nei suoi confronti.

Immagine del dibattito USA 2016

Immagine del dibattito USA 2016. fonte originale abcnews.go.com

“Quest’uomo ha paragonato le donne a maiali, zoticoni e cani, ha detto che la gravidanza è un inconveniente per i datori di lavoro e che le donne non meritano la parità di retribuzione a meno che non facciano un buon lavoro, come gli uomini,” ha detto la Clinton ricordando al pubblico il flusso di insulti di Mr.Trump alle donne nel corso degli anni, uno sforzo costante della candidata che da tempo già conta su un bacino elettorale femminile. Nessuna controreplica per Trump che si è limitato a giustificarsi.

Il dibattito ha assunto una qualità surreale quando Trump ha messo in discussione la situazione di salute della signora Clinton, non in grado di sopportare il peso di una carica importante, o il non aver preso una linea sufficientemente dura contro il crimine.

Questo dibattito americano è stato come nessun altro nell’era televisiva: il primo candidato presidenziale femminile di un grande partito di fronte al largo contro un uomo d’affari maschio alfa con nessuna esperienza politica, entrambi di fama mondiale ed entrambi profondamente impopolari. I sondaggi popolari e i media dal resto del mondo (Europa, Russia e Medio-Oriente) hanno assegnato la vittoria del dibattito elettorale americano a Hillary Clinton anche se non palesano simpatie per nessuno.

Author: Roberto Del Latte

Sono un blogger e laureando in lettere moderne a Bari. Sono appassionato di politica estera e collaboro con diverse riviste del settore, tra cui theZeppelin e il Caffè Geopolitico, dove tratto le politiche energetiche, la politica degli stati post-sovietici e la geopolitica delle religioni.

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