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  • Abbiamo trovato il nostro uomo
  • Dove?
  • E’ qui in città
  • Come lo sai?
  • Un amico di un amico
  • E potresti dirmi qualcosa almeno su questo amico?
  • Lasciamo perdere i dettagli Aaron. Sono nella merda fino al collo e non mi fido nemmeno di te. Ieri notte mi si è acceso da solo il PC.
  • Sarebbe a dire?
  • Mail, a cui ho dato risposta. Diceva di essere Charlton Amlie. Di ammirare le nostre rapide operazioni di ricerca e che a breve fisseremo un incontro.
  • Ma perché non contattare me piuttosto?
  • Probabilmente perché sei il diretto interessato. Vuole colloquiare con gente, come dire, esterna.
  • Cerchiamo dove abita per la miseria, questa storia deve finire.
  • Hai fretta Mithcell?
  • Non mi chiami mai Mithcell
  • Ti ho beccato ieri sera, prima di tornare a casa. Eri in dolce compagnia
  • Ah sì, e con chi?
  • Meredith Mellby.

L’incontro tra Aaron Mithcell e Dustin Sharedown, successivo allo strano messaggio in terza persona, nuovo appiglio delle nostre indagini, si rivelò inaspettatamente molto teso e vivace. Sharedown riferì di tutte le scoperte “mie” e di Staniels, non prima di richiamare alla concentrazione Aaron. Lo aveva beccato con le mani nel sacco alla presenza di Meredith Mellby. Fu così che grazie a Sharedown venimmo a conoscenza della nuova relazione di Aaron. Non che questo rappresentasse per noi il male assoluto, ma Sharedown non la prese benissimo.

Fu un momento piuttosto particolare, che portò probabilmente ad incrinare qualche rapporto oltre che la generale velocità di ricerca. Ciò che la pettegola più famosa del paese ritenne inconcepibile fu la constatata presenza di Meredith Mellby nella vita di Aaron. Ricostruire una vita sì, ma perché farlo proprio con la sorella dell’ex dittatore? E’ pur vero come le stanze del Dottor Waterloo fossero da annoverare tra i pochi luoghi frequentati da Aaron. Dove avrebbe potuto conoscere una nuova donna? Ed è proprio lì che s’annidò quella inaspettata relazione.

Aaron espresse le ragioni della propria scelta a Sharedown, ricordando come andare avanti non significasse non essere interessato alla ricerca dell’assassino di Cecily Burns. Meredith era tuttavia a conoscenza delle peripezie in atto, e cercava spesso di dissuadere Aaron dalla vicenda. L’ombra di Cecily intimoriva e non poco la nuova donna di Aaron Mithcell, desiderosa di vederlo felice ma soprattutto integro dal punto di vista mentale. Ma tant’è. I due trovarono ben presto un compromesso: la ricerca della verità in cambio della futura dimenticanza dell’ormai smarrita Cecily. Come se dimenticare fosse una esistente forma di compromesso.

Ma i risvolti successivi dell’incontro si basarono principalmente sullo strano messaggio ricevuto da Aaron. Ci si chiese in particolare cosa vi fosse alla base dell’inversione di rotta di quel misterioso messaggero, dalla propria personale firma ad un inedito messaggio nel quale si afferma di sapere chi ha ucciso Cecily Burns. Perché prima affermare la sopravvivenza di Cecily e poi virare su una sua uccisione con tanto di confessione? Nutrimmo tutti i primi dubbi sulla riconducibilità del messaggio rispetto al vero assassino o a chi fosse informato su un ritrovamento della Burns. Ci sembrava che questo gioco si stesse rivelando ormai troppo grande per tutti. Giungemmo alla tesi secondo cui i messaggi potevano essere recapitati da due persone diverse, una riferibile all’assassino e l’altra a un qualche scalmanato che intendeva depistarci portando a farci credere di una Cecily sopravvissuta, ed or dunque viva e vegeta. Cominciammo seriamente a pensare alla morte di Cecily, in circostanze tuttavia ancora del tutto controverse. Gli innumerevoli depistaggi di questa storia si depositarono alle basi della nostra ormai tormentata quotidianità.

  • Ti dico che è la stessa persona Dustin
  • Ma allora perché inviare un messaggio da portavoce?
  • Per confonderci. La mia Cecily è morta. Ma voglio vendicare il suo omicidio
  • Senti Aaron, promettimi una cosa.
  • Spara
  • Se non riusciamo a trovare questo Charlton Amlie andiamo alla polizia. Ormai abbiamo quello che ci serve.
  • Ma non abbiamo uno straccio di prova. Non sappiamo nemmeno se è morta.
  • Le troveranno loro.
  • Non mi fido dei piedipiatti
  • Ne conosco uno bravo, ti lascerà agire liberamente se lo troveranno
  • In che senso?
  • Nel senso che te lo fa proprio ammazzare. E’ uno bravo ma senza scrupoli
  • Ah, i poliziotti
  • Non generalizzare, è solo uno che vede di buon occhio la vendetta personale, soprattutto se ci sono donne uccise di mezzo
  • Un femminista insomma.

Terminato quell’incontro, fu la volta delle cure del Dottor Waterloo. Ma stavolta Aaron richiese espressamente di trascorrere del tempo con la sua assistente Meredith Mellby. Il dottor Waterloo era forse uno tra i migliori nel proprio campo lavorativo, ma di certo non una personalità risoluta e dalle spiccate attitudini investigative. Mai avrebbe immaginato un atto sessuale tra Aaron e Meredith nel proprio studio. Quel ricongiungimento di corpi fu decisivo per delucidare pensieri ed intraprendere nuove decisioni. Aaron Mithcell aveva infatti ceduto alle richieste di Dustin e Meredith. Era tempo di contattare la polizia per giungere all’atto finale dell’inchiesta. Poi sarebbe stato tempo di ricostruire la propria esistenza. Assieme a Meredith Mellby.

  • Ma che fine ha fatto tuo fratello?
  • Questo lo sa solo Dio
  • Davvero non lo senti più?
  • Non siamo mai andati d’accordo. Era già un tipo autoritario da bambino.
  • Ottima battuta
  • Allora ci vai dalla polizia?
  • Lo faccio per te. Per la nostra storia
  • Ma avete scoperto chi è stato?
  • Charlton Amlie
  • Ma non essere ridicolo
  • Come dici Meredith?
  • Charlton Amlie è un mio paziente
  • Sì? E perché l’ho beccato due volte ad origliare i miei incontri con Waterloo?
  • Perché lo fa con tutti i pazienti Aaron. Ti dico che non è lui. Forse l’assassino è a conoscenza del vostro essere “colleghi in cura”
  • Ti dico che è lui. Perché non si vede più da queste parti?
  • L’ho mandato in una struttura di riabilitazione mentale per due settimane. Tornerà tra un paio di giorni. Forse tre.
  • Lo prenderò.
  • Aaron, non può essere. Anche lui ha perso sua moglie in un incidente. E’ un uomo distrutto.
  • E quindi disposto anche a risollevare le proprie frustrazioni passate.
  • Che vuoi dire?
  • Frequentava la stessa Università di Cecily, Meredith. Era sessualmente ossessionato da lei. Troverò le prove.

In uno scenario dai contorni che ormai andavano a toccare i fili dell’amore ritrovato e del ritorno al presente, l’ennesimo messaggio si infilava indissolubilmente nella maledetta porta della dimora di Aaron:

“Time to find out everything. The Answer is within you”

Charlton Amlie

Dustin Sharedown mi invitò al Westside per chiedermi nuove informazioni. Aveva bisogno di Michael Staniels nonostante la decisione di andare alla polizia. L’obiettivo era quello di proseguire in proprio con le ricerche, assieme ad Aaron e al mio prezioso ma ancora impercettibile contenuto, e contemporaneamente di mettere in moto le ricerche di Grammy Richards, il capo di polizia dalla vendetta facile. Sentivo che sarebbe presto arrivato il momento di rivelarmi ad Aaron Mithcell. Intanto, la stazione di polizia di Wellington Street divenne protagonista del colloquio tra i tre. Richards radunò la propria squadra e riferì loro dell’importanza del caso che veniva a prospettarsi, considerata anche l’amicizia con Dustin Sharedown. Il commissario Richards ci apparve sin dalle prime battute un tipo molto duro e competente, che avrebbe d’ora in avanti potuto fornire una qualificante ed indiscutibile mano alla causa.

 

Author: Cosimo Cataleta

Laureando in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi in Milano con tesi sul rapporto tra Parlamento e Magistratura. Attualmente si occupa di raccolta fondi e campagne di sensibilizzazioni per alcune Ong.

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