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La canapa: dall’industria al proibizionismo

La secolare questione della cannabis ha caratterizzato gli ultimi decenni di ogni organo legislativo a tutte le latitudini. La lotta a questa pianta e la sostanza stupefacente al suo interno contenuta, il THC, è stata uno dei cavalli di battaglia di molti governi, solitamente conservatori. Ma la cannabis è stata anche una delle piante più utilizzate in passato. Non per uso ricreativo, quanto per la funzionalità stessa: fino a cinquant’anni fa, la canapa era la materia prima per la produzione di carta, e la sola Emilia Romagna presentava oltre 45.000 ettari coltivati a canapa1. Tutta l’industria navale viveva sulla creazione dei tessuti di canapa: vele e corde erano, infatti, costruite con la fibra di canapa.

Eppure le generazioni moderne hanno vissuto nel proibizionismo totale, incapaci di comprendere a pieno le motivazioni della guerra alle cosiddette “droghe leggere”. Johann Hari, in un recente articolo per Huffington Post USA2, spiega che le ragioni del proibizionismo sono meno legate all’etica e alla medicina di quanto si possa credere. Nel 1929, diventa capo del Dipartimento per il Proibizionismo statunitense Harry Anslinger, in un periodo di completa sconfitta per il governo degli Stati Uniti nella guerra all’alcol. Dopo la legalizzazione delle bevande alcoliche, Anslinger ebbe bisogno di un nuovo bersaglio. La cannabis, di lì a poco, fu bersaglio di una campagna denigratoria e completamente proibita su suolo americano con il Marijuana Tax Act del 1937. Il provvedimento venne poi esteso, sempre su pressioni statunitensi, a tutti i membri dell’ONU nel 1961.

Il ritorno alle origini. Depenalizzazione e legalizzazione della cannabis

Gli esempi dei Paesi Bassi, e i recenti sviluppi statunitensi hanno dato linfa ai sostenitori della legalizzazione. Il Colorado3 ha visto ad esempio una crescita senza pari della sua economia. Migliaia di posti di lavoro e soprattutto milioni di dollari in tasse. È notizia di ieri inoltre la legalizzazione della cannabis in Svizzera. Il mondo pare stia dunque cambiando idea sulla marijuana.

In Italia, invece? Nel Belpaese, l’uso della cannabis è reato, ma la legge non è chiara, oltre ad essere peraltro datata dopo l’incostituzionalità della successiva legge Fini-Giovanardi. È in vigore attualmente la Vassalli – Jervolino, promulgata l’Ottobre 1990. Il dibattito legalizzazione si è tuttavia rinvigorito dopo anni di torpore questa estate, quando è approdata alla Camera la proposta di legge di Benedetto della Vedova, schierato da tempo in favore della legalizzazione, e firmata da 220 parlamentari. La prima discussione a luglio è stata il preludio alla ripresa dei lavori a settembre.

Pro e contro: sostenitori e detrattori della legalizzazione italiana

Immediata la spaccatura della politica italiana. Buona parte del mondo intellettuale si è detto favorevole alla legalizzazione. Su tutti, lo scrittore Roberto Saviano ha prestato la propria voce ed il proprio sostegno. In realtà, tutto comincia  dalla ormai ben nota  relazione4 della Direzione Antimafia, che il 25 Febbraio ha dichiarato l’oggettiva impossibilità dell’apparato di sicurezza italiano nella guerra alla cannabis. Ieri, invece, l’endorsement di Raffaele Cantone, presidente dell’Anac, che si è detto a favore di una legalizzazione intelligente. Le ragioni addotte a sostegno sono da sempre le seguenti:

  1. Limitazione di mercato e finanziamenti delle criminalità organizzate, evitando in tal modo che i giovani entrino in contatto con quel tipo di ambienti.
  2. Incentivazione e flusso positivo nelle casse statali, con tassazione del monopolio di coltivazione, trasformazione e distribuzione. Le prime stime, conservative, parlano di un flusso tra i 7 e i 10 miliardi di euro. Quelle più ottimistiche si attestano invece in una forbice tra i 12 e i 24 miliardi.
  3. Riduzione del carico di lavoro per il sistema giudiziario italiano, con annesso miglioramento delle condizioni carcerarie, evitando il carcere a reati minori legati alla cannabis.

 

Non mancano tuttavia i detrattori. In prima fila contro la legalizzazione della cannabis vi sono esponenti di Forza Italia, Ncd, Fratelli d’Italia e le forze che orbitano attorno al centro-destra italiano. Chi è sempre stato contrario alla legalizzazione oggi farà sentire la voce più che mai. Paladino del proibizionismo e portavoce della contrarietà alla legalizzazione è sicuramente Carlo Giovanardi, ex senatore Ncd, ora in forza a Gal. In risposta alla dichiarazione di Raffaele Cantone, l’onorevole Giovanardi ha riassunto in breve le argomentazioni dei “proibizionisti”:

 “Cantone sostiene una cosa assolutamente non condivisibile, assurda. Legalizzare le droghe leggere significa fare un grande favore alla criminalità organizzata.

Non è che un magistrato arriva e dice la sua, forse Cantone non ha letto gli ultimi dati, incontrovertibili, che arrivano dagli Stati Uniti e che parlano tra l’altro di un boom di morti da overdose

La legalizzazione incrementa la criminalità organizzata; diffonde l’uso delle droghe e poi fa esplodere la spesa sociale sanitaria”

Legalizzare significa consapevolizzare?

Come abbiamo visto, il mondo politico ha molto su cui lavorare. Le discussioni sulla proposta di legge riprenderanno solo a fine Settembre, dopo la pausa estiva. La vera speranza è quella di assistere ad un contraddittorio serio e non condizionato dagli isterismi e dalla strumentalizzazione del panorama cattolico e conservatore. I 20 anni di legalizzazione nei Paesi Bassi hanno mostrato ad esempio che  legalizzazione non coincida necessariamente con emergenza sanitaria. I conti del Colorado  promettono fondi per il Tesoro, facendo ben sperare e scongiurando devastanti manovre di tagli e aumento delle tasse. I principi di tolleranza e libertà dovrebbero ripudiare la cultura del proibizionismo. Il mondo si sta evolvendo, mentre la cultura laica e liberale ci chiede di non restare al Novecento e ad Anslinger. Non possiamo più permettercelo.


1:  Canapa (tessile): Voce di Wikipedia, sottosezione “Storia” 

2: Why is Marijuana banned? The reason is worse than you think 

3In Colorado, a look at life after marijuana legalization

4:  Marijuana, la svolta schock della Direzione nazionale antimafia: “La repressione? Ha fallito. Depenalizziamola”

Author: Leonardo Cristiano

Appassionato di tecnologia, ho conseguito studi classici. Dopo alcuni anni a Milano, ora mi interesso di web, informatica, tecnologia, senza mai dimenticare l’attualità e la politica.

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