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A volte grazie all’osservazione di oggetti abituali, d’uso comune, si possono trarre riflessioni inaspettate e da qui è possibile ri-leggere la realtà, il proprio passato, il proprio presente. Il futuro no, perchè quello non esiste. Tutte queste verità segrete sembrano nascondersi nella mia camera.

Epifanie del quotidiano, squarci di luce su verità agrodolci, spinose, salvifiche. Osservare con cautela.

Nella mia camera giacciono,
intoccate, le anime di cose sospese
di cose che furono e non sono più;
i resti scordati in un angolo
o spavaldamente ignorati sul letto.
Nella mia camera giacciono,
silenti, le anime di cose sospese
di cose che ancora non sono
e forse non saranno mai più;
sorrisi in potenza, lacrime da asciugare
giorni grigi di noia, rossi di rabbia
o neri di dolore infernale.
Nella mia camera giacciono,
abbandonate, le anime di cose sospese
di cose presenti ma ignote;
epifanie potenziali, squarci di rancore
per tutto ciò che non sono, non ero e non sarò più.

camera

In copertina: illustrazione di Carlo Di Stasi

Author: Silvia Fortunato

Silvia, studentessa di lettere moderne a Bologna. Dissemino parole per ritrovare la strada.

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