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In copertina: truppe bosniache in una pausa nella guerra del 1992. Originale qui

Lo scorso 25 settembre, dopo quasi 25 anni ,i cittadini delle Repubblica Srpska, sono stati chiamati alle urne per rispondere ad un quesito referendario proposto dallo stesso Presidente della Repubblica, Milorad Dodik . 

Il referendum in questione proponeva il seguente quesito referendario : «Volete celebrare il 9 gennaio come festa nazionale della Republika Srpska?» Un quesito apparentemente s al quale hanno risposto di SI quasi il 99,8% dei Serbo-BosniaciMa Il 9 Gennaio è la data in cui la Repubblica Srbska proclamò la propria indipendenza dalla Bosnia-Erzegovina , evento che riporta ancora il popolo bosniaco ad una guerra civile mai del tutto superata.

La decisione di proseguire con queste politiche nazionalistiche e divisive, potrà avere effetti devastanti sulla ancora precaria situazione sociale e politica in Bosnia ed Erzegovina e potrebbe riaprire vecchie ferite mai del tutto sanate .A seguito della presentazione della domanda d’adesione da parte del governo della Bosnia ed Erzegovina il 15 febbraio 2016, il Consiglio dell’Unione europea ha dato avvio al processo di valutazione il 20 settembre 2016 . Senza la prospettiva di entrare in Europa , infatti , la Bosnia rischia di ripiombare nel conflitto, esattamente come 25 anni , in quanto gli Accordi di Dayton non hanno assicurato la stabilità nella regione che quindi resta nel lungo periodo direttamente proporzionale a quella del progetto europeo; ma sappiamo bene quali problemi stia passando L’UE in questo periodo  proprio in materia di Integrazione .

La situazione balcanica resta di  vitale importanza per le politiche dell’Unione Europea , se davvero si avrà intenzione di avviare un  processo serio e costruttivo di integrazione europea bisognerà partire dai punti più critici , ma il percorso sembra già irto di ostacoli , a partire dalle politiche dei Muri  che hanno preso piede in UngheriaMacedonia e persino in Austria, alla Recessione Economica che investe la maggior parte dei paesi dell’area balcanica che non si sono mai ripresi dalla Crisi Economia del 2008. I Balcani potrebbero diventare il nuovo punto di partenza di una nuova Unione Europea , oppure , diventeranno un altro simbolo del nostro fallimento. La politiche nazionalistiche e protezionistiche sono il vero oppio per il popolo moderno , un popolo che vive di rabbia , che non ricorda la sua storia e quella del mondo.

Author: Donato Chincoli

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