Il referendum nella Repubblica Srpska che ci riporta alla mente gli orrori dimenticati della guerra civile bosniaca 

Con queste parole , nel 1992 , il Segretario Generale delle Nazioni Unite Kofi Annan , racconta al mondo una verità scomoda che ha portato al massacro di migliaia di civili , fra il 1992 e il 1995 , nella ormai dimenticata Guerra civile Bosniaca .

Perché riproporre queste parole di più di 20 anni fa ?

Perché sono più attuali che mai , infatti basta sostituire il popolo protagonista di questa storia, con un altro oggi ben più noto, per accorgerci di come le contraddizioni dei decenni passati siano ancora tutt’oggi presenti , a partire dalla guerra razziale, e soprattutto religiosa , eventi che non vive solo il Medio-oriente degli ultimi anni , ma che anzi , sono ben impressi  nella storia (dimenticata) d’Europa.

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Ma facciamo un passo indietro .

Siamo nel 1991 , la Jugoslavia è ormai in completo disfacimento , Slovenia e Croazia hanno già dichiarato la loro indipendenza , e sulla scia di questi Paesi , anche la Bosnia ed Erzegovina  medita la propria fuoriuscita dalla Repubblica Federale di Jugoslavia . A differenza dei primi due Paesi però , la Bosnia non può contare sull’omogeneità etnica e culturale dei propri cittadini . Infatti all’interno dei suoi territori vivono principalmente 3 Etnie :

  1. I Bosgnacchi  (o Bosniaci Musulmani ).
  2. I Croato-Bosniaci.
  3. I Serbo-Bosniaci.

Questa differenza etnica si riproponeva poi all’interno delle stesse strutture e istituzioni politche .

« In Bosnia ed Erzegovina viene condotta una guerra mondiale nascosta,
poiché vi sono implicate direttamente o indirettamente tutte le forze mondiali
e sulla Bosnia ed Erzegovina si spezzano tutte le essenziali contraddizioni di questo e del terzo millennio. »

Quando quindi il 15 ottobre 1991 , il parlamento bosniaco dichiarò la sua indipendenza dalla Jugoslavia ,  i deputati serbo-bosniaci, , per tutta risposta , abbandonarono il parlamento di Sarajevo e costituirono il 24 ottobre 1991 a Banja Luka l’Assemblea del popolo serbo di Bosnia ed Erzegovina, che il 9 gennaio 1992 proclamò la Repubblica del Popolo Serbo di Bosnia Erzegovina.

La Commisione Europea , a quei tempi, si impegnò nella risoluzione della crisi bosniaca attraverso una serie di accordi fra le parti che portarono all’attuazione del piano Carrington-Cutileiro ( noto anche come L’accordo di Lisbona ) per impedire l’escalation del conflitto  fra questi popoli ( da un lato i Serbo-Bosniaci e dall’altro i bosngnacchi alleati con i Croato-Bosniaci ) , ma oramai i la guerra civile sembrava inevitabile  ,infatti , ognuna delle parti si era già assicurata , attraverso una fitta rete di alleanze in tutto il mondo , gli armamenti necessari per l’inizio del conflitto .

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I Serbi-Bosniaci  ottennero il sostegno di combattenti provenienti dai paesi slavi cristiani, tra cui la Russia e anche dalla Grecia. Alcuni combattenti occidentali provenienti dall’area culturale del fondamentalismo cristiano e molti volontari neonazisti austro-tedeschi si batterono al fianco dei Croati. I bosniaci , invece, ricevettero il sostegno di gruppi musulmani. Fra cui guardie rivoluzionarie khomeiniste e combattenti dell’organizzazione libanese Hezbollah .

La guerra Civile portò alla distruzione di molte delle infrastrutture pubbliche e private portando al collasso l’economia del Paese( già precaria prima della guerra) ,la popolazione civile si vide costantemente vittima di Pulizie Etniche da ambedue le parti , la più famosa sicuramente fu il Massacro di Srebrenica (11 luglio 1995)   quando migliaia di musulmani Bosniaci furono uccisi  dalle truppe serbo-bosniache guidate dal generale Ratko Mladić .

Questo fu l’ultimo e più sanguinoso atto di una guerra civile che i media e il popolo italiano sembrano aver dimenticato. La guerra si concluse con l’Accordo di Dayton, firmato il 21 novembre 1995. La Carta Costituzionale inclusa negli Accordi di Dayton istituì uno Stato di Bosnia ed Erzegovina a sua volta imperniato su due entità, la Repubblica Srpska Federazione di Bosnia ed Erzegovina alle quali furono attribuiti i maggiori poteri.

 

 

Author: Donato Chincoli

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