Seleziona una pagina

In copertina: un fermo immagine di Bojack Horseman. Fonte qui

Bojack Horseman un personaggio in cerca di se stesso.

Quella di cui vi sto per parlare è una serie animata creata da Raphael Bob-Waksberg per Netflix. Al momento sono state pubblicate sulla piattaforma le prime tre stagioni, ognuna delle quali composta da 12 episodi di 25 minuti circa.

La serie è ambientata in un universo condito da esseri umani e varie specie animali dalle caratteristiche antropomorfe. Segue nello specifico le vicende di Bojack Horseman, un cavallo protagonista durante gli anni 90 di una sit-com molto famosa: “Horsin’ Around”.

Col passare delle puntate e conseguentemente delle stagioni, i vari personaggi delle serie si mostrano sempre più sfaccettati e caratterizzati. La definizione caratteriale è pregevole e senza precedenti: quasi un unicum nella serialità animata. Ogni singolo personaggio è perfettamente definito. Questa definizione continua cambia così la nostra percezione iniziale. Ci porta a capire perché un personaggio inizialmente viene presentato in una determinata maniera, aumentando l’empatia che possiamo provare nei suoi confronti.

“Un personaggio in cerca di se stesso”: chiaro il richiamo all’opera di Luigi Pirandello “Sei personaggi in cerca d’autore”. Bojack è un’anima in cerca di se stesso, di capire cosa lui realmente sia. Della sua maschera, con la quale possa finalmente vivere la sua vita in pace con gli altri.

Col proseguire delle puntate, veniamo coinvolti sempre più dalle dinamiche narrate. Verremo trascinati da Bojack in quella che è la vita di una persona profondamente provata dalle esperienze del suo vissuto, segnata sin dalla tenera età. Veniamo anche introdotti in quello che è il modo di vivere delle star di Hollywood, con una continua critica allo star system in tutte le sue contraddizioni. Traspare indubbiamente la fievole volontà del protagonista di migliorare se stesso per sentirsi accettato e apprezzato da chi ha intorno, nonostante si mostri come una persona apparentemente sicura.

La storia si sviluppa attraverso la continua lotta tra Bojack ed i suoi demoni interiori. Come una gara in saliscendi, suscettibile tuttavia di tornare al punto di partenza con maggiori insicurezze e paranoie. Il risultato è fonte di potenza emotiva non indifferente, rendendo la serie un prodotto di elevata peculiarità rispetto all’ordinario mondo del cartoon.

Lasciatevi dunque trasportare dolcemente. Da Bojack ed i suoi amici, in una continua discesa verso la tristezza assoluta. Dove la felicità non è contemplata, se non in sporadiche occasioni. Con la creazione di quel retrogusto tremendamente amaro allo spettatore, dal sapore di una felicità limitante ed estremamente effimera. Ciò non è un male: tutt’altro. Sembra che nulla possa essere possibile. Prima dei piacevoli finali degli episodi, capaci di fornire un sorriso nonostante tutto. Nonostante la vita.

Perciò,  “Bojack Horseman” è una delle migliori serie animate degli ultimi anni. E sono pronto a scommetterlo con voi.

Author: Kleijdi Andrea Hoxha

Non so cosa scrivere di me stesso, non mi conosco abbastanza. So solo che mi piace la settima arte.

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!