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Editoriale de The Economist (11/05/2017) originale qui. Traduzione e sintesi di Francesca Del Vento.

I dettagli degli attacchi alla Manchester Arena stanno lentamente emergendo. Lo Stato Islamico ha rivendicato l’attacco. La polizia ha confermato che l’atto omicida è stato effettuato da un solo attentatore, che ha fatto esplodere l’ordigno imballato improvvisamente nella confusione del concerto. L’uomo è stato identificato come Salman Abedi, un ventiduenne di Manchester con origini libiche. È stato arrestato anche un 23enne in un sobborgo di Manchester connesso con il reato. Le immagini strazianti delle giovani vittime e degli spettatori dispersi sono state pubblicate on-line.

Il resto, fino ad ora, è solo supposizione. La scelta di destinare l’attacco durante un concerto pop ricorda la strage avvenuta al Bataclan di Parigi del novembre 2015. È diventata prassi operativa sia per lo Stato Islamico che per i terroristi ispirati ad Al-Qaeda che cercare di colpire i grandi ambienti ospitanti eventi che simboleggiano ciò che essi considerano la decadenza della cultura occidentale. Il fatto che molte delle vittime dell’attacco erano adolescenti non ha fatto che incoraggiare il gesto del carnefice, perché accresce notevolmente la sensazione di orrore.

L’unica nota positiva per le autorità britanniche è stata la mancanza di uomini muniti di armi automatiche, al contrario di quanto avvenne a Parigi nel cui caso si mirò anche a coloro che fuggivano dal primo attacco. Questo grazie agli stretti regolamenti britannici sulle armi da fuoco e alla mancanza di una complessa organizzazione.

Tuttavia questo non significa che l’attentatore fosse sconosciuto alle forze antiterrorismo britanniche o che egli abbia agito in solitudine. Il MI5, il servizio britannico d’intelligence interna, ha individuato circa 3.000 persone che si potrebbero considerare estremisti religiosi, ma ha le risorse per il monitoraggio costante di solo 40 di loro. La sorveglianza di un singolo sospetto per 24 ore impegna 18 ufficiali. Ci sono inoltre regole severe che determinano la longevità massima della sorveglianza intensiva.

Dati sulla convivenza del terrorismo nell'Europa Occidentale

Dati sulla presenza del terrorismo nell’Europa Occidentale

Di conseguenza, anche coloro che risultano essere altamente pericolosi possono facilmente scivolare fuori dal radar di servizi di sicurezza relativamente dotati come quello della Gran Bretagna. L’intensità della minaccia da gestire e affrontare è scoraggiante. Nei 18 mesi precedenti a marzo di quest’anno almeno 12 complotti terroristici sono stati sventati, secondo Dominic Grieve, presidente della Commissione Parlamentare Intelligence e Sicurezza.

Recentemente è stato fatto molto dai cosiddetti “lone wolf” (lupi solitari): individui che agiscono più o meno da soli utilizzando qualsiasi arma che possa successivamente incriminarli. Il 22 marzo Khalid Masood, un cinquantaduenne britannico convertito all’Islam, uccise cinque persone nel centro di Londra con una macchina a noleggio e un coltello da cucina. Il fatto che l’attacco di Manchester sia stato un bombardamento rende molto più probabile che l’autore sia stato aiutato. Anche se esistono numerosi siti web jihadisti con le istruzioni utili su come assemblare una bomba improvvisata, abbastanza piccola da poter essere nascosta nella cintura o nel gilet di un suicida e facilmente da disattivare in un momento di difficoltà.

Se l’attentatore di Manchester non faceva parte di una cellula terroristica che opera in Gran Bretagna, potrebbe aver acquisito altrove le competenze necessarie per compiere l’attacco. Circa 800 persone hanno viaggiato dalla Gran Bretagna con differenti motivazioni per combattere in Siria, e più di 400 di loro potrebbero essere ritornati. Alcune di queste potrebbero essere state addestrate per compiere attacchi di massa nei paesi di provenienza. Se questa descrizione riguardasse l’attentatore di Manchester significherebbe veder materializzato il peggior incubo dei servizi di sicurezza.

Si rifletterà inoltre sui tempi dell’attacco. Alcuni hanno notato che ha avuto luogo in occasione dell’anniversario dell’omicidio di un soldato britannico, Lee Rigby, avvenuto quattro anni fa in una strada nel sud-est di Londra. E ‘inoltre possibile che l’attacco mirasse a distogliere l’attenzione dalle elezioni generali dell’8 giugno, anche se in Gran Bretagna non c’è un partito di estrema destra che potrebbe trarre beneficio.

Questo non vuol dire che questo attacco non avrà alcun impatto sulle elezioni nonostante la sospensione temporanea della campagna elettorale. Le carenze di Theresa May, qualunque esse siano, dopo sei anni al Ministero degli Interni, possono plausibilmente presentarsi come quelle di un “primo ministro della sicurezza”. Al contrario, il leader del partito laburista all’opposizione, Jeremy Corbyn, ha un record come un simpatizzante del Esercito Repubblicano Irlandese e ha descritto i membri di Hamas e Hezbollah, nonostante siano considerati gruppi terroristici da UE e USA, come “amici”. I sondaggi hanno recentemente mostrato che la leadership della signora May sul signor Corbyn si restringe, a seguito del lancio della settimana scorsa di un manifesto conservatore impopolare. Con il terrorismo che torna a far notizia, cosa dovremo aspettarci?

I punti di vista e le opinioni espressi in questa pubblicazione sono di esclusiva responsabilità degli autori e non riflettono necessariamente il punto di vista di Cronache dei Figli Cambiati

Author: Francesca Del Vento

Amo viaggiare e ho una valigia sempre pronta per partire.
Mi appassionano le lingue, le culture e l’arte in tutte le sue forme

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