Budapest: la gran dama d’Europa

Budapest: la gran dama d’Europa

C’è la Budapest di Google e tanto basta, ancora prima di arrivarci, per conoscere già tutto quello che ha da offrire la città. È la morte dello stupore, sappiamo già tutto e abbiamo già visto tutto comodamente seduti sul divano di casa.

Eppure è alzarsi e decidere di andare a scoprire il dettaglio che fa la differenza tra te e il turista soddisfatto del real tour ungherese experience.

Che in altre parole, significa un’ora su uno di quegli adorabili trenini turistici su ruote, preso d’assalto da una buona fetta di cinesi impegnati a realizzare l’album fotografico dell’anno, in evidente stato compulsivo da scatto mentre la guida cerca disperatamente di raccontare tutta la città nel breve tempo possibile, quasi come Bolt in una gara d’atletica.

Se cerchi un viaggio creativo, devi fare uno allo stesso tempo produttivo nel quale non si rimane inerti. Uno dove non si accumulano informazioni e immagini, ma si cerca di elaborarle in forma originale attraverso la cultura e la storia della città.

Budapest? Una gran dama europea con una storia millenaria, tanto favolosa quanto dolorosa.

Quanti invasori hanno pianificato e occupato questa città fluviale sulla strada per Vienna, linea di demarcazione tra Oriente e Occidente? Qualcuno pensa ancora che l’Oriente cominci a Budapest. Per gioco, l’ho chiesto a loro e mi hanno risposto che in realtà è l’Occidente che finisce nel loro Paese. L’Ungheria è nel cuore della Mitteleuropa.

Lo si intuisce appena vi si mette piede. La gran Signora, è molto affascinante e perennemente al fresco con i piedi nel Danubio, che si impone ovunque passi. Prospera ma conserva ferite di guerra. Calpestata dal nazismo e impoverita dal comunismo, spogliata dalla sua anima, come una fenice rinasce e pronta a rifarsi il look rimarcando fiera la sua identità.

La ripresa, certo, è lenta. Ma nel centro città è impossibile non notare lo slancio innovativo. Allontanandosi invece ci si accorge che le cicatrici del passato sono ancora lì, difficili da cancellare, quasi a voler ricordare quello che è stato, attraverso edifici ancora crivellati da proiettili.

Con il passare del tempo, il colore di Budapest, nonostante predomini quella tonalità scura, assume un colore che sa di libertà e indipendenza ritrovate. Soprannominata la perla del Danubio, questo piccolo paese fa da porta ad un mondo diverso con sapori forti e musiche ammalianti. L’Ungheria occupa il centro del bacino del Danubio che domina il cuore della città.

Budapest di Martina Picciallo
Budapest foto di Martina Picciallo

La attraversa con fare maestoso ed elegante separando la collina di Buda da Pest. La città conosce una crescita folgorante per le rotte commerciali grazie alla sua posizione strategica. Nel 1849, per la prima volta, il governo unisce le tre cittadine gemelle sotto un’unica amministrazione: Pest, Buda e Obuda (l’antica Buda).

La città prende la sua fisionomia dopo il 1890. Oggi i quartieri sono uniti da nuovi ponti che abbracciano il fiume. Budapest presenta e conserva due stili diversi: Buda, la parte residenziale e molto verde, con i segni dell’antica potenza è la sede dell’autorità imperiale. Si lascia arrampicare fin su al vecchio quartiere dai viaggiatori che decidono di ammirare la città e il Danubio dall’alto.

Mentre Pest, cuore degli affari della capitale, è la città moderna per i giovani, con teatri e locali notturni molto numerosi soprattutto nel quartiere ebraico, sede della Grande Sinagoga, il più grande edificio di culto ebraico d’Europa.

Budapest Martina Picciallo
Budapest. Gyula Pauer in memoria degli ebrei ungheresi fucilati, foto di Martina Picciallo

Sulle rive del fiume è possibile notare Le Scarpe, sculture di Gyula Pauer in memoria degli ebrei ungheresi fucilati e lasciati cadere nel fiume durante l’era della croce frecciata e dei famosi Ruin Pub. Bar in rovina nati da edifici dismessi dopo la Seconda Guerra Mondiale e tra questi ho amato il Mazel Tov e il Szimpla Kert lasciandomi cullare dal sapore del Palinka, la grappa ungherese.

La poesia probabilmente si trasforma quando ci si affaccia al mondo delle stupende terme di Budapest. Pensionati tedeschi con reumatismi e nipotini al seguito, coppie di fidanzatini impegnati ad aggiornare il loro profilo Instagram più che la loro esistenza, gruppo di donne sfiorite in libera uscita che mostrano quel che resta delle loro virtù dietro una patina di cellulite.

Budapest di Martina Picciallo
Budapest di Martina Picciallo

Tutto ciò è solo un semplice e meraviglioso complesso del trash che regala questa meravigliosa umanità che affolla insaziabilmente i centri termali di Budapest abbastanza puliti, pavimenti con diverse mattonelle. All’ingresso signore troppo truccate ma gentili vendono il biglietto, davvero economico, per questa giostra “alla buona”.

Ma va bene, per qualche ora si prende il sole, si nuota, si fa la faccia rilassata nell’acquetta calda e i pensieri si dilatano sempre più fino ad averli ovattati e al sapore di Strano, ma sicuramente di benessere salutare.

Soddisfatti di questa atmosfera di pace, vecchiotta come una festa patronale di paese, una certezza in termini di divertimento, non fosse altro per indossare l’abito buono. O forse, il costume nuovo.

Xuexi Qiangguo l’app cinese che spia gli smartphone

Xuexi Qiangguo l’app cinese che spia gli smartphone

I cyberspecialisti tedeschi hanno scoperto una “backdoor” nella piattaforma “pensieri” di Xi Jinping.

Un enorme vuoto di dati. L’app Xuexi Qiangguo, lanciata a gennaio dal governo cinese con grande promozione, è stata progettata per spiare gli smartphone in profondità. Grazie a una “backdoor”, foto, messaggi, contatti, cronologia di navigazione su Internet non avranno più segreti per le autorità di Pechino. 

Secondo il Washington Post, che rivela i risultati dell’indagine di una società tedesca di sicurezza informatica incaricata da Open Technology Fund, l’agenzia finanziata dagli Stati Uniti, l’applicazione consente inoltre agli utenti di modificare i file all’insaputa dell’utente, scaricare applicazioni, comporre numeri, attivare il flash della videocamera o aprire il microfono dei 100 milioni di telefoni Android su cui è stato installato. 

I sistemi operativi Apple sembrano resistere all’intrusione, un punto a favore per l’azienda americana, che negli ultimi giorni ha aumentato le concessioni alle richieste del potere autoritario di Pechino.

Questa piattaforma di propaganda – il cui nome ambiguo si può tradurre come “Studia per rafforzare il Paese” o “Studia Xi per rafforzare il Paese” – raccoglie articoli, libri, video sulla vita e sui “pensieri” del presidente Cinese Xi Jinping. Quando si è in sintonia con il leader, i quiz permettono di vincere batterie pentole o essere ben visti dai suoi leader. 

Il successo è stato immediato. Ad aprile, secondo gli ultimi dati pubblicati dalla stampa ufficiale, è stata già scaricata 100 milioni di volte.

Non tutti l’hanno installata per divertimento. A settembre, 10.000 giornalisti ed editori che lavoravano per quattordici agenzie di stampa ufficiali a Pechino hanno scoperto che avrebbero dovuto sottoporsi a una serie di “test di fidelizzazione” a partire da ottobre per mantenere il tesserino da giornalista. 

Gli esami online verranno eseguiti da quest’app Xuexi Qiangguo e potrebbero essere estesi a tutti. Con quest’app che il Partito Comunista Cinese spia i cittadini è quindi potenzialmente accesso ai dati e a tutte le attività dei giornalisti e dei media di stato (TV, radio, giornali, agenzia di stampa). E, per alcuni mesi, anche ai dati di tutti i ricercatori o giornalisti stranieri che l’avevano installata per curiosità.

Nella deriva totalitaria cinese di Xi Jinping, la nozione di dati privati ​​era già sconosciuta. Per due anni, una legge sulla sicurezza informatica ha fornito un quadro giuridico a tutte le aziende del web per condividere i loro dati con il governo. La piattaforma Xuexi Qiangguo è stata sviluppata dal dipartimento di propaganda del Partito Comunista, in collaborazione con il colosso tecnologico Alibaba.

Qualche giorno fa, l’Ufficio di regolamentazione Internet cinese aveva pubblicato online un elenco di 20 comportamenti proibiti (ad esempio, prendere in giro figure del passato o del presente del Partito Comunista; condivisione di contenuti religiosi o sessuali, ecc) e incoraggiato i 700 milioni di internauti cinesi a “pubblicare contenuti positivi che includano verità, bontà e bellezza, e che promuovano l’unità e la stabilità, nonché i pensieri di Xi Jinping”. 

Grazie a Xuexi Qiangguo, il Partito sarà in grado di verificare se i suoi ordini saranno eseguiti.

Iran: finalmente le donne potranno assistere alle partite di calcio

Iran: finalmente le donne potranno assistere alle partite di calcio

Migliaia di tifose festeggiano mentre assistono allo stadio di Teheran all’incontro Iran-Cambogia valido per le qualificazioni dei prossimi Mondiali 2022.

Per la prima volta dopo circa quarant’anni le donne iraniane sono state autorizzate ad assistere ad una partita di calcio a seguito della crescente pressione nazionale e internazionale su uno dei più potenti simboli di discriminazione di genere nella Repubblica Islamica.

Circa 4.000 donne hanno visto l’Iran giocare contro la Cambogia allo stadio Azadi di Teheran in una partita valida per la qualificazione ai mondiali 2022. Le tifose hanno assistito separate da recinzioni di ferro dai tifosi maschi. La partita è stata controllata da ufficiali femminili e maschili.

Alcune donne avevano lacrime di gioia per questa apertura. Altre hanno dipinto il viso con i colori iraniani mentre altre hanno avvolto la bandiera del paese alle loro spalle.

“Sono così entusiasta di essere qui, ma temo che non possa durare per sempre”, ha detto Maryam di 17 anni. “Era nostro un nostro diritto venire allo stadio, ma la repubblica islamica ce lo ha sempre vietato.”

Anis, un’impiegata del settore privato di 32 anni che si era dipinta la bandiera iraniana sulle guance, ha espresso così il suo diritto assistere alla partita:“Non sono certo un’ultras, infatti oggi sono venuta per condividere questo momento storico con le altre donne”.

Le pressione sull’Iran sono cresciute il mese scorso quando una donna di 29 anni si è data fuoco dopo essere stata condannata a sei mesi di carcere per essersi travestita da uomo per intrufolarsi allo stadio di Teheran. La morte di Sahar Khadayari – conosciuta come la “ragazza blu” per i colori dell’Esteghlal, la sua squadra di calcio preferita – ha provocato sgomento e indignazione in tutto l’Iran.

Una foto di Sahar Khadayari, “la ragazza blu”, scattata durante la partita dell’Esteghlal

La rigida magistratura iraniana ha immediatamente negato di aver imposto quella pena detentiva e il governo centrista di Hassan Rouhani ha accelerato il processo per revocare il divieto imposto alle donne di partecipare alle partite di calcio. La Fifa, l’organo di governo del calcio mondiale, aveva minacciato di sospendere l’Iran per la sua politica maschilista.

L’Iran ha ora revocato il divieto per le partite nazionali, ma la sua politica sulle partite di campionato non è chiara. Le tensioni sulla “ragazza blu” sono riemerse durante la partita di giovedì quando alcune donne hanno cercato di commemorarla. Una tifosa ha sollevato un cartellone con scritto a mano “Blue Girl of Iran, Long Live Your Name”, dopodiché un agente di polizia lo ha sequestrato e strappato, spingendo gli altri spettatori ad intervenire per impedire che la donna fosse arrestata.

Il movimento femminista iraniano è stato una delle campagne sociali più persistenti del paese dalla rivoluzione islamica del 1979. Le attiviste hanno ripetutamente sfidato la copertura islamica obbligatoria presentandosi in pubblico senza velo. La repubblica islamica ha provocato una repressione in estate e ha accusato gli stranieri di aver promosso una campagna anti-hijab.

Giovedì allo stadio, le poliziotte hanno esortato le spettatrici a non rimuovere i loro hijab per osservare la regola islamica. Il clero conservatore ha anche privato le donne di diritti come la scelta di divorziare dai loro mariti e mantenere la custodia dei loro figli, sostenendo che dare loro troppa libertà potrebbe mettere in pericolo le regole islamiche e l’istituzione familiare.

“La questione femminile è sempre stata una questione di sicurezza piuttosto che islamica”, ha affermato un analista politico riformista. “La repubblica islamica considera il movimento delle donne e le loro richieste di libertà sociale come una minaccia alla sua immagine e alla sua sopravvivenza.”


[Traduzione e sintesi di Roberto Del Latte. Articolo di Monavar Khalaj dal Financial Times articolo qui]

I punti di vista e le opinioni espressi in questa pubblicazione sono di esclusiva responsabilità degli autori e non riflettono necessariamente il punto di vista di Cronache dei Figli Cambiati

Signal, l’app preferita di Edward Snowden

Signal, l’app preferita di Edward Snowden

Lo consiglia in alternativa alle più popolari applicazioni di messaggistica istantanea Whatsapp e Telegram, specie per la condivisione di dati riservati e di importanza collettiva: Signal è il gratuito software open source sviluppato dall’Open Whisper Systems per una comunicazione globale sicura.

L’informatico Edward Snowden – noto per aver dato il via allo scandalo Datagate – si scaglia specialmente contro l’app di Brian Acton e Jan Koum, non più in grado di garantire gli standard minimi di sicurezza dopo l’acquisizione da parte della Facebook Inc. nel 2014. La società di Menlo Park sta difatti via via rimuovendo ogni protezione, vanificando di fatto la crittografia end-to-end. L’alternativa per l’utente attento alla propria privacy esiste e si chiama Signal. 

Making private communication simple.

Slogan dell’app Signal

Come funziona

Il servizio di messaggistica istantanea di Moxie Marlinspike, in passato a capo della sicurezza di Twitter, permette di crittografare automaticamente (a differenza di altre app) chiamate e messaggi di testo tramite il proprio smarthphone o anche, nella versione desktop, tramite personal computer.

Marlinspike, giovane crittografo e ricercatore di sicurezza informatica, ha incentrato le sue ricerche sulle tecniche di intercettazione delle comunicazioni e sui relativi metodi di rafforzamento delle infrastrutture di comunicazione atti a contrastarle. Fra le chat più sicure in circolazione, Signal fu tra le prime ad offrire la crittografia end-to-end anticipando la rivale Whatsapp che, nel 2014, si avvalse proprio di TextSecure, uno dei protocolli di crittografia messi a punto dagli sviluppatori di Signal.

Tuttavia, la crittografia end-to-end da sola non basta. Il punto forte di Signal è proprio l’open source che, consentendo ad altri sviluppatori ed esperti di verificare costantemente codice e funzionalità, permette totale trasparenza riducendo il rischio backdoor, il metodo utilizzato per bypassare un crittosistema.

Moxie Marlinspike, creatore dell'app Signal.
Moxie Marlinspike, fondatore del gruppo Open Whisper Systems e co-fondatore, insieme a Brian Acton, della Signal Foundation. Credits photo: Knight Foundation/Flickr [CC BY-SA 2.0]

Il giovane ricercatore si è guadagnato molti elogi dalla comunità informatica. Non solo Snowden – che elegge Signal a imprescindibile punto di riferimento per attivisti di diritti umani, giornalisti e autorità governative e amministrative – ma anche Matthew Green, crittografo e professore alla Johns Hopkins University, che non è riuscito a trovare alcun errore di sviluppo.

Marlinspike ha inevitabilmente attratto l’avversione delle agenzie di intelligence statunitensi che, nel tentativo di decrittare ogni sistema di comunicazione crittografata, non hanno avuto successo con diversi software open source, come si evinse dai documenti del Datagate. Secondo la National Security Agency americana, tra le “minacce” figuravano proprio Signal e RedPhone (la vecchia versione android di Signal).

La tutela della privacy

Signal è stata specificatamente progettata per ridurre al minimo i dati conservati sui server. Photo Credits: Signal/Twitter.
Signal è stata specificatamente progettata per ridurre al minimo i dati conservati sui server. Photo Credits: Signal/Twitter.

La crittografia end-to-end (è bene ricordarlo) da sola non basta e Signal è stata specificatamente progettata per ridurre al minimo i dati conservati sui server. Vediamo come.

Per impostazione, Signal non tiene alcuna traccia di contatti, social graph, elenco delle conversazioni, posizione, avatar e nome dell’utente, appartenenze a gruppi nonché nomi e avatar degli stessi. Questo perché ogni profilo utente è criptato e, a sua volta, condiviso end-to-end. Signal non ha quindi alcun accesso al contenuto del profilo né tanto meno al contenuto delle conversazioni.

Il Sealed sender

La funzionalità Sealed sender (mittente sigillato) consente inoltre di nascondere l’identità del mittente di un messaggio, permettendo tuttavia al client di convalidare il contatto prevenendo il proofing (la contraffazione dei pacchetti).
Ecco come funziona: il client recupera un certificato di breve durata contenente il numero di telefono del mittente, la chiave pubblica e il timestamp (la marcatura temporale) e che sarà incluso nel messaggio inviato consentendo la verifica del contatto al momento della ricezione. Per prevenire lo spam, i client derivano un token di consegna a 96 bit dalla chiave di profilo del destinatario, la cui conoscenza è necessaria per poter trasmettere il messaggio.

La busta contenente il messaggio criptato ed il certificato sarà a sua volta crittografata e trasmessa, insieme al token di consegna, al destinatario. Questi sarà in grado di decifrare la busta con la chiave pubblica e verificare che quest’ultima coincida con il certificato del mittente.

La ritrasmissione delle chiamate e i messaggi a scomparsa

Signal consente anche di proteggersi da indesiderati accessi fisici e in remoto. Permette infatti di verificare la sicurezza della connessione tramite i safety number, codici che rappresentano la connessione tra il proprio device e quello dell’interlocutore. Se coincidono, la sessione può considerarsi sicura.

Con il blocco registrazione è inoltre possibile impostare un PIN personale per impedire una nuova registrazione del numero di telefono associato da parte di altri. L’utente Signal potrà altresì bloccare ogni sgradito accesso all’app tramite blocco schermo o impronta digitale e disattivare l’apprendimento delle parole digitate (tastiera in incognito).

Particolarmente interessante, sebbene ciò si ripercuoterebbe sulla qualità delle stesse, è l’opportunità di abilitare la ritrasmissione delle chiamate attraverso i server di Signal per non rivelare il proprio indirizzo IP.

Infine, con la funzione Messaggi a scomparsa sarà possibile rimuovere automaticamente i messaggi inviati e ricevuti dopo un periodo di tempo (variabile dai cinque secondi a una settimana) trascorso dalla loro visione. Ciò consentirà di eliminare i messaggi non solo dal proprio dispositivo, ma anche da quello di tutti i partecipanti alla chat, singola o di gruppo.

Moxie Marlinspike, vincitore, nel 2017, del Premio Levchin per la Crittografia del mondo reale.
Moxie Marlinspike ospite al TechCrunch Disrupt San Francisco 2017. Nello stesso anno ha vinto il Premio Levchin per la Crittografia del mondo reale. Credits photo: Knight Foundation/Flickr [CC BY-SA 2.0]
Per approfondire:

Edward Snowden “Ce qu’il faut changer, c’est pas une entreprise, un téléphone, un logiciel : c’est le système”, France Inter, 16 settembre 2019.

R. Rijtano, Come funziona Signal, l’app di messaggistica che piace a Snowden, La Repubblica, 01 dicembre 2015.

J. Appelbaum, A. Gibson e altri, Inside the NSA’s War on Internet Security, Spiegel Online, 28 dicembre 2014.

J. Lund, Technology preview: Sealed sender for Signal, Signal, 29 ottobre 2018.

J. Lund, Encrypted profiles for Signal now in public beta, Signal, 06 settembre 2017.

M. Shelton, Locking down Signal. Concerned about the privacy and security of your communications? Follow our guide to locking down Signal, Freedom of the Press Foundation, 13 settembre 2019.

Traduzione della telefonata tra Trump e il presidente ucraino Zelenskyj

Traduzione della telefonata tra Trump e il presidente ucraino Zelenskyj

La presidente della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, la democratica Nancy Pelosi, ha avvierà la procedura di impeachment contro Trump. L’accusa è di aver abusato del proprio potere facendo una richiesta impropria al capo di Stato ucraino Volodymir Zelensky. A quest’ultimo, durante una telefonata a luglio, Trump ha chiesto di indagare su Joe Biden, ex vicepresidente degli Usa e probabile rivale alle elezioni del 2020. Dopo JevroMaidan, Biden aveva fatto pressioni su Kiev affinché venisse rimosso il procuratore generale che stava conducendo un’indagine su Burisma, l’azienda di gas nel cui consiglio d’amministrazione sedeva Hunter Biden, figlio di Joe. Mercoledì la Casa Bianca ha rilasciato una trascrizione della telefonata; si attende ora la copia della denuncia del funzionario che ha ravvisato possibili violazioni.

ATTENZIONE: Questo memorandum della conversazione telefonica (TELCON) non è una trascrizione testuale dell’intera discussione. Il presente testo documenta le note e i ricordi nella “Situation Room Duty”. Gli ufficiali e il personale della NSC svolgeva l’incaricato di ascoltare e trascrivere la conversazione man mano che essa si svolgeva. Pertanto numerosi fattori possono influenzare l’accuratezza della registrazione, tra cui: le cattive connessioni della telecomunicazione; le variazioni di accento e/o l’interpretazione di una parola “impercettibile” che può essere stata utilizzata per indicare le parti di una conversazione che il notaio non è stato in grado di ascoltare bene.

Donald Trump: Congratulazioni per questa grande vittoria. Abbiamo tutti assistito con interesse dagli Stati Uniti, ha fatto un ottimo lavoro. Eppure è partito da fuori dell’ambiente politico, mentre ad altri non è stata data molta possibilità e alla fine ha vinto facilmente [le elezioni n.d.t.]. Questo è un risultato fantastico. Congratulazioni.

Volodymyr Zelenskyj Presidente dell’Ucraina: Ha perfettamente ragione, signor Presidente. Abbiamo vinto alla stragrande ma abbiamo lavorato sodo proprio per questo. Un duro lavoro, e le confesso che ho avuto l’opportunità di imparare da lei. Abbiamo usato il suo stesso metodo e le sue stesse conoscenze adattandole alle nostre elezioni, e sì, è vero che queste elezioni erano proprio uniche. Eravamo in una situazione particolare e siamo riusciti a raggiungere un grande successo. Posso dirle quanto segue: mi ha chiamato la prima volta per congratularsi con me per la vittoria nelle elezioni presidenziali; questa seconda volta invece mi ha chiamato perché il mio partito ha vinto le elezioni parlamentari. Comincio a pensare che dovrei concorrere più frequentemente, così da sentirci più spesso telefonicamente.

Trump: [risate] È un’ottima idea. Penso che il tuo paese possa essere molto felice.

Zelenskyj: Beh, sì, a dire la verità, stiamo cercando di lavorare sodo per prosciugare il pantano in cui si trova il nostro paese. Abbiamo portato molti volti nuovi. Non i vecchi politici e nemmeno i soliti politici proprio per dare un nuovo volto e un nuovo corso al governo. Lei è un grande insegnante per noi proprio per questo.

Trump: Beh, è ​​molto gentile da parte sua. Sa noi facciamo molto per l’Ucraina. Dedichiamo tanto impegno e tempo. Molto di più di quanto i paesi europei stiano facendo. Loro dovrebbero aiutarti di più di quello che fanno. La Germania non fa quasi nulla. Tutto che fa è parlare, penso che sia qualcosa su cui dovresti davvero discutere con loro. Angela Merkel nei colloqui mi parlava spesso dell’Ucraina, ma non ha mai fatto nulla. Gli altri paesi europei ragionano allo stesso modo, quindi penso che dovresti pararne, invece gli Stati Uniti sono stati molto buoni con l’Ucraina. Non credo che siamo stati mai ricambiati per questo, ovviamente perché stanno accadendo cose brutte, ma gli Stati Uniti sono stati molto buoni con l’Ucraina.

Zelenskyj: Sì, ha assolutamente ragione. Non solo al 100%, ma al 1000%; posso dirle che ho già parlato con Angela Merkel e l’ho anche incontrata. Ho anche incontrato e parlato con Macron e ho detto loro che non si stanno impegnando molto riguardo le sanzioni. Non le impongono affatto. Scopriamo quindi che, anche se logicamente, l’Unione europea dovrebbe essere il nostro più grande partner, tecnicamente gli Stati Uniti lo sono in maniera più rilevante rispetto all’UE e ti sono molto grato per questo perché gli USA ci stanno aiutando molto. Molto di più rispetto all’Unione Europea, soprattutto se parliamo delle sanzioni contro la Federazione Russa. Approfitto anche ringraziarvi per il vostro grande sostegno nel settore della difesa. Siamo pronti a collaborare per i prossimi passi, in particolare siamo quasi pronti ad acquistare più Javelin* dagli Stati Uniti per difenderci.

* Il Javelin o FGM-148 Javelin è un’arma militare utilizzata in caso di attacco contro mezzi blindati e carri armati, ma non sono esclusi elicotteri a bassa quota. Il raggio d’azione è di circa 2–3 km. L’arma è composta da un lanciatore spalleggiabile usa e getta, chiamato CLU (Command Launch Unit, unità di controllo lancio); il proiettile utilizzato è un missile a combustibile solido.

Trump: Vorrei che tu ci facessi un favore perché il nostro Paese ne ha passate molte e l’Ucraina ne sa qualcosa. Vorrei che tu scoprissi cosa è successo con l’intera situazione in Ucraina, riguardo Crowdstrike**… Immagino tu abbia uno dei tuoi uomini, o il tuo personale… I server, dicono che [le informazioni] siano in possesso dell’Ucraina. Sono successe molte cose. Credo che lei si stia circondando di alcune di quelle stesse persone. Vorrei che il Procuratore Generale chiamasse lei o il suo staff e che arrivaste in fondo. Come ha visto ieri, tutta questa assurdità si è conclusa con una performance molto pessima di un uomo di nome Robert Mueller, una performance da incompetente, ma dicono tutto sia iniziato con l’Ucraina. Qualunque cosa tu possa fare, è molto importante farlo se è possibile.

**Crowdstrike è una società di sicurezza informatica americana coinvolta negli attacchi e-mail del Comitato nazionale democratico del 2015 e 2016 e accuse di illeciti di Joe Biden e suo figlio. Trump stesso non ha usato le parole “aiuto militare” nella trascrizione rilasciata della chiamata del 25 luglio.e la sospensione da parte dell’amministrazione Trump degli aiuti obbligati dal Congresso fu uno shock per i funzionari del governo ucraino. Secondo quanto riferito, l’Ucraina non sapeva fino ad agosto che era stata trattenuta.

Presidente USA Donald Trump e il Presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky si stringono la mano a New York il 25 Settembre 2019 (Photo credit should read SAUL LOEB/AFP/Getty Images)

Zelenskyj: Sì, è molto importante per me e ciò che ha appena detto. In quanto presidente, è molto importante e siamo aperti a qualsiasi cooperazione. Siamo pronti a voltare pagina sulla cooperazione nelle relazioni tra Stati Uniti e Ucraina. A tale scopo, ho appena ricordato al nostro ambasciatore negli Stati Uniti che sarà sostituito da una figura più competente che lavorerà affinché le nostre due nazioni si avvicinino. Spero di poterla incontrare personalmente per cooperare ulteriormente. Uno dei miei assistenti ha parlato di recente con il signor Giuliani, speriamo moltissimo che possa soggiornare in Ucraina così da poterlo incontrare. Questo è per assicurarle che non ha altro che amici con noi. Mi assicurerò di circondarmi di personale più efficiente. La ritengo un amico. Siamo amici noi e ha amici nel nostro paese così da poterle assicurare una partnership strategica. Intendo circondarmi di personale capace e, oltre a quell’indagine, garantisco come presidente dell’Ucraina che tutte le indagini saranno condotte apertamente e candidamente. Glielo assicuro.

Trump: Bene perché ho sentito che ha un procuratore molto bravo ma che è stato bloccato una vera ingiustizia. Molti parlano di come l’hanno bloccato e ha coinvolto alcune persone molto cattive. Il signor Giuliani è un uomo molto rispettato. Era sindaco di New York City, un grande sindaco e vorrei che la chiamasse. Gli chiederò di chiamarla insieme al procuratore generale. Rudy sa cosa sta succedendo è un tipo molto capace. Se potesse parlargli sarebbe fantastico. L’ex ambasciatrice degli Stati Uniti, la donna, era una cattiva informatrice e le persone con cui aveva a che fare in Ucraina lo erano altrettanto, ci tengo a farglielo sapere. Un’ultima cosa, si parla molto del figlio di Biden, di Biden che bloccato l’accusa e molte persone vogliono scoprirlo, quindi qualsiasi cosa tu possa fare con il procuratore generale sarebbe grandiosa. Biden si è vantato di aver bloccato l’accusa, quindi vedi se riesci ad informarti… Mi sembra orribile.

Zelenskyj: Parlerò con il procuratore. Prima di tutto quello che so e sono ben informato sulla situazione. Adesso abbiamo la maggioranza assoluta in Parlamento; il prossimo procuratore generale sarà al 100% il mio candidato, sarà approvato dal parlamento e inizierà come nuovo procuratore da settembre. Lui o lei esaminerà la situazione, in particolare per la società che hai citato. Il problema dell’indagine sul caso è in realtà il problema di assicurarsi di ripristinare l’onestà, quindi ci occuperemo di questo e indagheremo. Inoltre, le chiedo gentilmente se hai ulteriori informazioni da fornirci, sarebbe molto utili per il caso e ai nostro magistrati; per quanto riguarda l’ambasciatore negli USA dall’Ucraina per quanto ricordo il suo nome era Ivanovich. È fantastico, lei è stata la prima a dirmi che era una pessima ambasciatrice e sono d’accordo con lei al 100%. Il suo atteggiamento nei miei confronti era tutt’altro che positivo in quanto ammirava il mio predecessore. Non accetta di vedermi come nuovo presidente.

Trump: Beh, esaminerò alcune cose. Chiederò a Giuliani di chiamarla e lo farò anche io. Il procuratore generale Barr la chiamerà così arriveremo in fondo al caso. Sono certo che lo scopriremo. Ho sentito che il procuratore è stato trattato molto male nonostante sia stato molto onesto, quindi buona fortuna con tutto. La tua economia migliorerà sempre di più. Hai molte risorse. È un grande paese. Ho molti amici ucraini e sono persone incredibili.

Zelenskyj: Io ho parecchi amici ucraini che vivono negli USA. In realtà nel mio ultimo viaggio negli Stati Uniti sono stato a New York, a Central Park e ho anche alloggiato alla Trump Tower. Parlerò con loro e spero di rivederla in futuro. La ringrazio per il suo invito a visitare gli Stati Uniti, a Washington DC. D’altra parte, voglio anche assicurarle che saremo molto seri riguardo al caso e lavoreremo sull’indagine. Per quanto riguarda l’economia, c’è un grande potenziale per i nostri due paesi e una delle questioni molto importanti per l’Ucraina è l’indipendenza energetica. Credo che possiamo avere molto successo e cooperare per l’indipendenza energetica con gli Stati Uniti. Stiamo cooperando. Acquistiamo petrolio americano e sono molto fiducioso di incontrarla in futuro. Avremo più tempo e più opportunità per discutere di queste opportunità e per conoscerci meglio. Grazie per il vostro supporto.

Trump: Ottimo. Bene grazie mille e lo apprezzo molto. Dirò a Rudy e al procuratore generale Barr di chiamare. Grazie. Ogni volta che vorresti venire alla Casa Bianca, sentiti libero di chiamarmi. Dacci un appuntamento e lo risolveremo. Non vedo l’ora di vedervi.

Zelenskyj: Mille Grazie. Sarei molto felice di venire e sarei felice di incontrarla personalmente e conoscerla meglio. Approfitto anche invitarla a visitare l’Ucraina e venire a Kiev, è una città bellissima. Abbiamo un paese meraviglioso e sarebbe il benvenuto. D’altra parte, credo che il 1° settembre saremo in Polonia e potremo incontrarci li speranzosamente. Dopodiché, potrebbe essere un’ottima idea venire in Ucraina. Possiamo prendere il mio aereo oppure possiamo il suo, che probabilmente è molto meglio del mio.

Trump: Ok, ci organizzeremo. Non vedo l’ora di vederti a Washington e forse in Polonia perché penso che saremo lì quei giorni.

Zelenskyj: Grazie mille, signor Presidente.

Trump: Congratulazioni per l’ottimo lavoro svolto. Il mondo intero stava guardando anche se non sono sicuro che sia stato così sconvolgente ma congratulazioni.

Zelenskyj: Grazie signor Presidente ciao ciao..

Fine della conversazione

Testo originale qui. Fonte Financial Times qui

Desecretati i documenti del patto sovietico-nazista Molotov-Ribbentrop

Desecretati i documenti del patto sovietico-nazista Molotov-Ribbentrop

La Russia ha desecretato i documenti della Seconda Guerra Mondiale relativi al patto sovietico-nazista Molotov-Ribbentrop

Il ministero della Difesa russo ha declassificato una serie di documenti relativi al patto di non aggressione nazista sovietico firmato 80 anni fa che gli storici dicono che abbia spianato la strada all’inizio della seconda guerra mondiale.

La Germania nazista e l’Unione Sovietica firmarono il patto Molotov-Ribbentrop il 23 agosto 1939. Un protocollo segreto che accompagnava un Protocollo segreto per la spartizione dei territori di Polonia, Romania, Paesi baltici e Finlandia in “sfere d’influenza tedesche e sovietiche”, lasciando la strada aperta per l’invasione tedesca della Polonia.

Рakt1939.mil.ru Uno dei documenti desecretati dal Governo Russo.

Il ministero della Difesa ha dichiarato di aver rilasciato i documenti “non in ordine cronologico, ma in una sequenza che consentirà agli spettatori di ottenere un quadro più completo” di ciò che ha portato a questo patto. 

Ha messo in evidenza l’invio di 31 pagine da parte dell’allora Capo di Stato Maggiore dell’Armata Rossa, Boris Shaposhnikov, di un documento chiave che “ribalta completamente le nozioni tradizionali” sul perché è stato firmato il patto Molotov-Ribbentrop.

“L’Unione Sovietica deve essere pronta a combattere su due fronti: in Occidente contro Germania e Polonia e in parte contro l’Italia con la possibilità di annesione degli Stati di confine, e in Oriente contro il Giappone”, si legge nel dispaccio del 1938.

Shaposhnikov avvertì che la Germania e la Polonia avrebbero potuto schierare dozzine di divisioni di fanteria, migliaia di carri armati e aerei da guerra in una regione dell’Europa orientale al confine bielorusso-ucraino.

Il presidente Vladimir Putin ha difeso il Patto Molotov-Ribbentrop successivamente all’annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014, definendola la risposta di Mosca all’isolamento e al fatto che i suoi sforzi di pace sono stati snobbati dalle nazioni occidentali.

Gli storici erano divisi sull’impatto che avrebbero potuto avere le lettere di Shaposhnikov del 1938. Alexander Dyukov dell’Accademia Russa delle Scienze l’ha accolto come un contributo chiave allo studio della storia militare, mentre il ricercatore Sergei Kudryashov dell’Istituto Storico Tedesco di Mosca invece l’ha considerato irrilevante.

“È interessante solo se si considera il modo in cui la leadership [sovietica] ha compreso le condizioni della vigilia della guerra”, ha detto Kudryashov alla RBC.

Il ministero della Difesa ha affermato che questa sua pubblicazione è “volta a proteggere la verità storica, a contrastare la falsificazione storica e tenta di rivalutare i risultati della Grande Guerra Patriottica”.


[Traduzione e sintesi di Roberto Del Latte. Articolo di Redazione di The Moscow Times.com link qui]

I punti di vista e le opinioni espressi in questa pubblicazione sono di esclusiva responsabilità degli autori e non riflettono necessariamente il punto di vista di Cronache dei Figli Cambiati

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