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[In copertina: Re Salman di Arabia Saudita, a sinistra, parla con suo figlio, il principe ereditario, Mohammed Bin Salman, a Riyadh, Fonte qui]

Nel weekend, il principe al trono dell’Arabia Saudita ha annunciato l’arresto di 11 principi, tra cui alcuni dei più noti uomini d’affari del regno. Ha anche annunciato numerosi cambiamenti tra i ministri al governo, inclusa la creazione di un potente comitato anticorruzione. Perché? È stato un colpo di stato? La risposta ad un tentato golpe? O una sorta di purga?

Dietro a questi eventi c’è la progressiva centralizzazione del potere nelle mani del principe al trono Mohammed bin Salman, uno dei figli dell’attuale Re Salman. Negli ultimi due anni esso ha preso le redini degli aspetti chiave dell’economia e della sicurezza ed è emerso chiaramente come il più importante membro del governo. Il principe è anche vice primo ministro (appena sotto suo padre, il re, che è anche primo ministro) e ministro della difesa. Tutto questo all’età di 32 anni.

La continua appropriazione del potere ha dato vita ad una opposizione all’interno e all’esterno della famiglia reale saudita, e l’elevazione di Mohammed bin Salman a principe ereditario non fu votata all’unanimità quando i principi si incontrarono per approvarla. Nel sistema saudita, il potere viene tramandato tra i figli del fondatore del regno saudita, conosciuto come Ibn Saud, morto nel 1953. Questo rendeva il re più una figura primus inter pares che un monarca assoluto. Il secondo re del regno, Saud, venne costretto ad abdicare dai fratelli. L’ultimo re, Abdullah, fu a capo della Guardia Nazionale per decenni e dopo la sua morte fu il figlio Miteb bin Abdullah a prendere il suo posto; il principe Nayef ha servito come ministro dell’interno per 37 anni, per poi lasciare il posto al figlio; il principe Sultan è stato ministro della difesa per quasi mezzo secolo, e suo figlio Khalid suo vice.

Il principe ereditario Mohammed sta mettendo fine a tutto ciò, appropriandosi di alcune di queste cariche e cacciando altri da cariche che sembravano essere controllate in modo permanente da una parte della famiglia reale. Tutto il potere sta andando al suo ramo della famiglia reale – a suo padre, a se stesso e ai suoi alleati; uno dei suoi fratelli, ad esempio, è ora il nuovo ambasciatore saudita negli Stati Uniti.

Tra le mosse più rilevanti c’è stata la rimozione del principe Miteb – figlio e stretto consigliere del precedente re, Abdullah – dalla sua carica di capo della Guardia Nazionale. Non dovete essere dei fan di “Game of Thrones” per capire la logica di questa scelta: non lasciare mai che un potente rivale al trono tenga le mani su uno dei più importanti centri di potere militare del regno. Similmente, l’arresto dell’uomo più ricco del Paese, il miliardario e investitore internazionale Alwaleed bin Talal, non solo è servito a metterlo fuori gioco, ma anche a dare un segnale: nessuno è fuori portata.

Era possibile tramandare la carica di Re da fratello in fratello, in ordine di età, quanto c’erano solamente 36 fratelli adulti, ed è così che i sauditi hanno fatto dal 1953 fino alla salita al potere di Re Salman, nel 2015. Sarebbe impossibile governare in questa maniera oggigiorno, essendoci letteralmente centinaia di principi aventi diritto di successione al trono. Il principe Mohammed sta probabilmente portando avanti il suo desiderio di stabilire una unica linea di successione, che includa solamente i discendenti di suo padre, Re Salman. Per fare ciò, esso avrà bisogno del pieno potere.

Recentemente ho chiesto ad un amico saudita perchè re Salman ha scelto il principe ereditario Mohammed come suo successore, dato che non è il suo figlio più grande. La risposta è stata: ” Il re pensa che Mohammed sia il più tenace. Che premerà il grilletto quando ce ne sarà bisogno.” Questo weekend Mohammed ha fatto proprio questo.

Ma perché portare avanti un’azione così rapida anziché una lenta ma continua serie di cambiamenti? La risposta non è ancora chiara. Alcuni osservatori sauditi credono che un tentativo di golpe è stato scoperto o è iniziato, e il principe Mohammed l’ha interrotto. Tutti i sospettati di averne preso parte sono stati adesso purgati. Un incidente in elicottero è avvenuto la scorsa domenica lungo il confine con lo Yemen, uccidendo un principe e numerosi ufficiali, portando molti a chiedersi se davvero si è trattato di un incidente. Nel frattempo, tutti gli arrestati sono detenuti all’hotel Ritz-Carlton, a Ryadh. Solo in Arabia Saudita un Ritz-Carlton può essere usato come prigione.

Un’altra teoria suggerisce che re Salman, che ha 81 anni e non gode di ottima salute, potrebbe presto abdicare, e il principe al trono Mohammed sta agendo ora, mentre suo padre è re, rimuovendo ogni rivale e critico.

Ma questo accentramento del potere è una buona cosa per gli Stati Uniti, o persino per l’Arabia Saudita? Questa domanda riceverà risposta solo a posteriori, tra una decina d’anni. Ciò che è chiaro adesso, tuttavia, è che il principe Mohammed ha annunciato ambiziose riforme economiche e sociali, dal permettere alle donne di guidare e partecipare con gli uomini agli eventi sportivi negli stadi, a vendere parte degli assett principali del regno, come la società petrolifera Aramco, fino a sfidare l’ideologia dei religiosi wahhabiti. Sembra che il principe sia convinto che queste azioni richiedano un potere assoluto, che gli consentano sia di vincere ogni opposizione che di portare il giovane ma ineducato popolo saudita (la metà dei cittadini ha meno di 25 anni) nel 21esimo secolo.

Il principe al trono Mohammed ha parlato di una Arabia Saudita più moderna, almeno per ciò che riguarda il ruolo della religione e dei diritti delle donne. Il mese scorso esso ha parlato di “un Islam moderato aperto al mondo e a tutte le religioni.” Nessun cenno però a maggiore liberta politica e democrazia. Anzi, un forte repressione è stata portata avanti negli ultimi due anni, inclusi lunghi tempi di detenzione per alcuni tweet che criticavano le autorità saudite. Il messaggio dal palazzo è chiaro: salite a bordo o ne pagherete il prezzo. Questo messaggio non vale solo per i cittadini del regno, ma anche per i membri della famiglia reale.

Pochi dubitavano delle ambizioni del principe Mohammed. Adesso saranno sicuramente certi della sua determinazione. Quelli che pensano che fallirà, o sperano che lo faccia, sono stati avvisati. Il modernizzatore pensa che la strada davanti sia quella di una monarchia assoluta. Toglietevi di mezzo.


[Traduzione dall’originale: Game of Thrones’ Comes to Saudi Arabia di Elliot Abrams per “The New York Times” Fonte qui]

Author: Samy Dawud

Sono laureato in Economia e Management presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Grande appassionato di Politica Estera e Medioriente, di viaggi e di musica

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